FILM IN TV: "Gli spietati" di Clint Eastwood

Quarto western dietro la mdp – dopo Lo straniero senza nome, Il texano dagli occhi di ghiaccio e Il cavaliere pallido, per Clint Eastwood che con questo lungometraggio vinse quattro oscar: miglior film, miglior regia, attore non protagonista (Gene Hackman) e montaggio (Joel Cox). Negli ultimi anni solo altri due registi hanno saputo filmare il west in modo così efficace e potremmo aggiungere, radicale: Kevin Costner e Walter Hill. William Munny (Clint Eastwood) ex killer in pensione, vedovo e padre di due bambini, accetta un ultimo incarico: uccidere due mandriani colpevoli di aver sfregiato una prostituta (Anna Thompson). Si farà accompagnare dal vecchio amico di colore (Morgan Freeman) e da un giovanotto mezzo cieco (Jaimz Woolvet) ma sulla sua strada incontrerà il duro sceriffo Little Bill (Gene Hackman). Quello di Eastwood è un west giunto ormai al crepuscolo, stanco e disincantato come i suoi interpreti; siamo nel finire del diciannovesimo secolo, un'epoca sta consumando i suoi ultimi lampi di gloria per fare spazio alla modernità. La prima sequenza è già illuminante nella sua "definitività": William davanti alla tomba della moglie che si ferma a meditare, alle spalle un tramonto che traduce magnificamente il senso della fine, della stanchezza e della resa di fronte al fluire della vita. Ma è anche cinema di corpi fantasmi, come assenti dal reale quotidiano e smarriti, senza possibilità di ritrovarsi (la sequenza finale in cui Clint scompare letteralmente ne è evidente segno). La poetica fantasmatica di Eastwood emergerà anche in altri lavori successivi come I ponti di Madison County (dove i personaggi, defunti, rivivono grazie al ritrovamento di alcune lettere) nel bellissimo Million Dollar Baby (Clint scrive lettere su lettere – che puntualmente tornano al mittente – ad una misteriosa figlia che non si vedrà mai) o nel recente Lettere da Iwo Jima (anche qui sono i rapporti epistolari che ridestano storie e personaggi). Nella sua durezza e violenza il film riesce ad aprire però squarci di inaspettata delicatezza: il dialogo tra William e la prostituta sfregiata regala attimi di romanticismo trattenuto ma non per questo meno capace di scardinare la sensibilità dello sguardo. Inutile aggiungere che il cast è semplicemente strepitoso da Gene Hackman a Morgan Freeman, dallo stesso Eastwood a Richard Harris, magistrale nel vestire i panni di un raffinato bounty killer inglese.


 


Titolo originale: Unforgiven


Regia: Clint Eastwood


Interpreti: Clint Eastwood, Gene Hackman, Morgan Freeman, Richard Harris, Jaimz Woolvet, Anna Thompson


Origine: USA, 1992


Durata: 130'


Venerdì 15 giugno, Rete4, ore 23,15