I professionisti, di Richard Brooks

burt lancaster, claudia cardinale e lee marvin in I professionisti

Forse il miglior western di Brooks e uno dei più importanti degli anni Sessanta; con un senso dell'avventura e dell'ironia tipici del western classico ma allo stesso tempo estremamente moderno nel disegno dei personaggi e delle motivazioni che li spingono ad agire, occupa un posto importantissimo nella storia del genere. Sabato 8 novembre, ore 23.25, Rai Movie

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-“Cosa hai in testa a parte le donne, il whiskey e l’oro zecchino”?

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-“Nient’altro”.

 

Forse proprio in questo botta e risposta fra Lee Marvin e Burt Lancaster può essere trovata la chiave di lettura de I professionisti, uno dei più grandi ed importanti western degli anni Sessanta.
Brooks gioca fin da subito a carte scoperte e non fa nulla per nascondere da quale parte pende la sua simpatia, anzi, si lancia in un attacco a testa bassa nei confronti di quelle che possono essere considerate a tutti gli effetti le fondamenta dell’impero americano, un’operazione per certi versi simile a quella che quattro anni dopo Peckinpah porterà sullo schermo in maniera ancora più radicale col personaggio di Cable Hogue (uno dei ritratti più intensi e potenti della storia del cinema americano).
E’ l’oro la chiave che apre ogni porta, e se un magnate del petrolio offre 100.000 dollari ad un gruppo di quattro avventurieri affinché gli riconsegnino la moglie (una Claudia Cardinale mai così sensuale) rapita da un rivoluzionario messicano la risposta non potrà che essere una. Anche se due dei quattro hanno combattuto fianco a fianco col presunto rapitore per sei anni durante la rivoluzione, dalla parte di Villa.
Ma le cose non sempre sono così come appaiono a prima vista…

Se Peckinpah nelle sue elegie sul tramonto di un’epoca appariva come un romantico che nega di esserlo, Brooks non lo nega affatto, ma la virile e compassata melanconia degli (anti)eroi tipici del western lascia il posto ad uno spirito ludico, attivo, che non subisce il fluire degli eventi adattandosi suo malgrado ma li plasma a suo piacimento come Lancaster fa con le rocce del deserto tramite la dinamite (“Sono un creativo, ma purtroppo non so scrivere, non so dipingere, non so comporre canzoni e allora faccio esplodere le cose”).

Lo spirito ludico e il gusto per l’avventura verranno fuori ancora più esplicitamente in Stringi i denti e vai!, probabilmente fra i western meno compresi del decennio successivo; interessante è l’ambivalenza nei confronti delle figure femminili: qui la donna è vista come merce di scambio (“Quale donna può valere 100.000 dollari?”, si chiede Lancaster riferendosi alla moglie del ricco petroliere) ma è anche portatrice di morte nella figura di Chiquita, infallibile soldatessa al servizio di Raza, allegra ninfomane che non si è mai negata a nessuno, donna che prende il piacere –o la vita, a seconda dei casi- dagli uomini che incontra e che si lava a petto nudo di fronte agli altri soldati di Raza senza avere soggezione di alcuno.

burt lancaster e claudia cardinale in I professionisti di Richard BrooksE’ anche un film dove la tensione erotica, sotterranea nei film precedenti, esplode nei contrasti fra i personaggi maschili e quelli femminili per poi interrompersi bruscamente (ogni approccio termina con una pistola puntata in volto); ancora una volta una rimozione, proprio come l’ossessione religiosa lo era stata ne Il figlio di Giuda, o la morale borghese negli adattamenti delle pièces di Tennessee Williams (ne La gatta sul tetto che scotta Brick era palesemente omosessuale, La dolce ala della giovinezza si concludeva di fatto con una castrazione, ma il codice Hays non avrebbe permesso scelte tanto audaci).

Il dialogo conclusivo fra il capitalista Grant e l’ex rivoluzionario interpretato da Marvin (“Lei è un bastardo” – “Già, ma almeno io ci sono nato, lei si è fatto da solo”) risuona beffardo nelle orecchie dello spettatore, il mito del self-made man è demolito alla base, fatto brillare con la dinamite dell’ironia in un contesto -il vecchio west (che qui tanto vecchio non è più)- che per definizione incarna più di ogni altro Storia e Mito per gli americani. La nostalgia per una frontiera che sembrava lontana e perduta nel tempo svanisce, restano solo i fantasmi di un mondo in via di sparizione che ha già ceduto il passo ad un altro.

E se nel mondo reale i Grant continuano a spadroneggiare, il cinema può di certo prendersi la sua rivincita.

 

Titolo originale: The Professionals

Regia: Richard Broks

Interpreti: Burt Lancaster, Lee Marvin, Robert Ryan, Claudia Cardinale

Origine: Usa 1966

Durata: 120′

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