FILM IN TV – "Il cattivo tenente", di Abel Ferrara

Il cattivo tenente"Lunga ed impervia è la strada che dall'inferno si snoda verso la luce", così declamava John Milton nel suo "Paradiso perduto". Qui il paradiso è molto lontano, siamo in caduta libera tra le fiamme dell'inferno, un viaggio senza ritorno tra le Malebolge e la feccia umana, fino all’incontro faccia a faccia con Lucifero in persona, nei panni stropicciati di un tenente di polizia, corrotto e marcio fino all'osso.
In Bad Lieutenant, di Abel Ferrara, la perdizione inizia alle otto di mattina, con la cronaca in sottofondo delle finali di baseball tra Dodgers e Mets (leitmotiv per tutta la durata del film). Dopo aver accompagnato i figli a scuola, il nostro eroe si sporca subito le narici con la polvere bianca e da lì in poi sarà un continuo annegare e perdersi tra le spire della droga, dalla coca, al crack sino all’eroina in vena, in una discesa folle verso l'annientamento, fino ad obnubilare la mente.
Un memorabile Harvey Keitel trascina lo spettatore nel suo precipizio di autodistruzione, verso la negazione umana, attraversando i limacciosi sentieri della depravazione e della disonestà; una non-vita trascorsa a fottere sé stesso e gli altri, priva di amore e passione. Egoismo parossistico spinto all'estremo e totale noncuranza ed indifferenza nei confronti del prossimo e del mondo; l'unico obiettivo è lo sballo assoluto e procurarsi i soldi per sballarsi.
Il tenente è sconfitto dalla sua non-vita, crolla lentamente sotto il suo insostenibile peso e mostra interesse soltanto per la sua opera di autoannichilimento; è un guasto, che balla nudo in preda ai deliri degli stupefacenti, una figura anti-cristologica che trascina sé stesso come fosse la sua croce, sfinito dalla pesantezza delle carni e dalle ferite del suo spirito.
L'oblio della mente, dei sensi e della razionalità conducono il poliziotto marcio a trasformarsi in una sorta di ameba, fino a quando non sarà sconvolto da un avvenimento che, tra visioni lisergiche e confuse, gli mostrerà un barlume, seppur flebile e mortifero, di speranza.
Sull’orlo del tracollo, come Gesù nell'orto dei Getsemani, griderà contro il Creatore tutta la sua disperazione ed il suo risentimento, prima di raccogliere le forze per compiere il suo estremo tentativo di riconciliazione con il suo Dio e la sua stessa anima, che lo condurrà, forse, verso la redenzione finale.
Bad Lieutenant è un film che puzza di sangue e putrefazione dell'anima, odore latrinoso di bettole  fradice; è un film ruvido, crudo e violento, privo di perbenismi, ma pregno di uno stato confusionale che sballa, un'iperbole allucinogena, le sue scene sono "spade" che squarciano le vene strette in lacci emostatici, sullo sfondo di una New York indifferente e che si muove frenetica nei suoi ritmi quotidiani.
Il film di Ferrara, uscito nelle sale nel 1992, è stato presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard; il regista ha scritto la sceneggiatura insieme all’attrice Zoe Lund, già protagonista de L'angelo della vendetta nel 1981, invece che con il suo storico collaboratore Nicholas St. John, perplesso per i temi trattati dal film, ritenuti troppo alti e rischiosi.Si tratta, in effetti, di una moderna Parabola cristiana, che si distingue per sgradevolezza, entra in circolo e scorre nelle vene dello spettatore, come uno degli allucinogeni con cui si narcotizza il tenente, regalando una costante sensazione di confusione e smarrimento mista ad un sapore sgradevole. È un'opera caustica e feroce, la cui violenza è amplificata dal realismo insistentemente perseguito dal regista, dalle riprese con la camera a mano, che aumentano il senso di disorientamento ed il coinvolgimento emotivo, e dalle molte scene girate in esterni reali, nel traffico cittadino, la cui caoticità visiva e sonora aumenta il disagio e lo straniamento dello spettatore.
È un'opera che procura dolore e sofferenza, eppure imprescindibile, e che rappresenta una delle vette più alte del cinema di Abel Ferrara.

Titolo originale: Bad Lieutenant

Regia: Abel Ferrara

Interpreti: Harvey Keitel, Victor Argo, Zoe Lund

Durata: 93'

Origine: USA 1992

Sabato 17 novembre ore 23 Sky Cult