FILM IN TV – "Il Corvo" di Alex Proyas

il corvoPellicola passata alla storia come “film maledetto”, Il Corvo (The Crow,1994), diretto da Alex Proyas (Dark City, Io, robot, 2004), rappresenta il primo e più valido capitolo di una tetralogia  il cui successo alla sua uscita in sala fu senza dubbio amplificato dalla tragica sorte toccata al protagonista Brandon Lee, morto sul set a causa di un colpo accidentalmente esploso da una pistola di scena.


Detto ciò non si può negare al film di Proyas un indiscutibile fascino. Tratto dal fumetto degli anni ’80 nato dalla mente e dalla matita di James O’Barr, Il Corvo ritrae una città avvolta dalla follia, dalla violenza fine a se stessa e governata da un clima di terrore che Eric (Brandon Lee), il protagonista, cerca di cancellare guidato dal corvo che lo ha richiamato alla vita nella “notte del diavolo”, un anno dopo il suo assassinio e quello della fidanzata Shelley. Eric torna sulla terra con i suoi dolori e con i suoi ricordi che si alimentano e prendono letteralmente vita (in un montaggio che alterna il passato al presente) nel momento stesso in cui rimette piede nell’appartamento teatro della tragedia – e dove, non a caso, avviene la sua trasformazione, segnata da un pugno a uno specchio che manda in frantumi qualsiasi legame con la sua vecchia identità mortale.
Ai ricordi della tragica notte si sommano i ricordi dei giorni felici con Shelley, e al dolore della violenza subita si aggiunge quello della perdita. Un montaggio serrato di dettagli e ombre, accompagnato dal brano musicale Burn dei Cure, racconta questo rituale di passaggio che segna inequivocabilmente la rinascita del protagonista. La macchina da presa registra così, passo dopo passo, l’inesorabile vendetta di Eric: si insinua in ambienti fatiscenti e abbandonati, segue i personaggi che si muovono nel buio, ma spesso si divincola da loro per acquisire autonomia e sovrastare la città, per catturare la totalità del suo aspetto gotico avvolto nell’oscurità, per assumere l’ottica del corvo che domina dall’alto l’ambiente urbano.
Da questo punto di vista il film di Proyas arriva ad assumere i contorni di una riflessione meta-cinematografica sullo sguardo. Gli occhi del corvo si sostituiscono come una cinepresa a quelli del protagonista la cui mente sembra assumere la funzione di una moviola che monta le immagini registrate nel passato. E non a caso questo flusso di ricordi che viaggia nella mente di Eric si rivelerà nel finale l’arma decisiva per la vittoria su Top Dollar (Michael Wincott), il criminale padrone indiscusso della città. Il compiersi della vendetta e la riconciliazione (non più terrena) con l’amata Shelley permetteranno a Eric di riposare in pace e di placare l’inquietudine della sua anima. Solo allora la pioggia, che insieme all’oscurità costituisce una costante scenografica del film, potrà cessare. Ma d’altronde ci viene detto sin dalle prime scene del film: “Non può piovere per sempre”.

 

Regia: Alex Proyas
Interpreti: Brandon Lee, Micheal Wincott, Ernie Hudson
Origine: USA, 1994
Durata: 102’
Sabato 21 febbraio, ore 22.40 Italia 1

3 commenti

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    Come tutti i cult movie, Il Corvo, è un film che ha influito tantissimo sulle generazioni di ragazzi di quegli anni…la morte sul set del Corvo/Lee, diventa per ironia,(succede sempre in questi casi), motivo di interesse e spesso di grande speculazione, distogliendo l'attenzione dalle carattersitiche proprie del film.<br />Complimenti per l'articolo…mi è tornata la voglia di vederlo di nuovo!! 🙂

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    è bellissimo questo film,però io lo avreiintitolato (nn può piovere x sempre)<br />

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    questo film è stupendo!!!!!!!!!!!!