FILM IN TV – Il dottor Stranamore, di Stanley Kubrick

Il dottor Stranamore ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bombaL’invenzione di Stanley Kubrick, per Il dottor Stranamore, è l’avere applicato ad un cinema con una finalità politica, latamente e complicatamente politica, il registro del grottesco, del comico, dell’assurdo e dell’impossibile su un plot che nell’ottica politica di quegli anni si sarebbe potuto rivelare assolutamente e terribilmente veritiero, possibile, fantasticamente credibile. Un meccanismo, quello innescato dal film, che si serve della farsa per mettere in scena verità che messe a nudo, spogliate da ogni satira e da ogni orpello spettacolare, restano assolute. Kubrick crea una rutilante macchina di spettacolo che dissemina situazioni esilaranti e paradossali, travisando e infrangendo ogni regola. Soprattutto quella della serietà dell’argomento, in rapporto al registro umoristico del film, della terribile paura della “bomba” che serpeggiava, a ragion veduta, in quegli anni di tensione politica.

Il dottor Stranamore, il cui sottotitolo esplicito è: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, per queste ragioni diventa, come sempre per Kubrick, un punto di riferimento assoluto. Un inarrivabile e trasgressivo termine di comparazione per ogni simile o contiguo percorso, in cui rendere credibile, nella sua insensata consecutio, l’irrazionale gestione del potere militare e politico. In altre parole questo film del 1963 di Stanley Kubrick è una vera e propria macchina fine di mondo. Un film che avrebbe tracciato un percorso originale in cui la farsa si fa satira spinta per una perpetua irrisione del potere presentato in tutta la sua debole consistenza, nella sua ossessiva e insoddisfatta pulsione sessuale.

Il dottor Stranamore, proprio per queste sue Il dottor Stranamore, Stanley Kubrickcaratteristiche e per molte altre che restano quasi celate all’interno delle pieghe di una sceneggiatura volutamente ragionata e articolata scritta dallo stesso Kubrick, da Terry Southern e da Petr George, l’autore del romanzo che lo ha ispirato, nella quale gli spunti umoristici arrivano da Swift piuttosto che dai nomignoli affibbiati a personaggi sportivi, avrebbe offerto la possibilità ad altri autori di trattare con la stessa necessaria serietà stemperata da un umorismo velenoso i temi militari.

Su questi illustri precedenti alcuni anni dopo sarebbero nate le commedie antimilitariste di Robert Altman, M.A.S.H., (1970), di Mike Nichols, Comma 22, (1970) e per ultima 1941. Allarme a Hollywood (1970), di Steven Spielberg, che forse fu la più sfortunata ed estrema, figlia diretta del lavoro di Kubrick al quale liberamente si ispirava.

 

Erano gli anni della guerra fredda e delle prime contestazioni antimilitariste e il cinema americano sembrava rendersene improvvisamente conto. Ci furono due film coevi a Il dottor Stranamore che in futuro sarebbero stati ricordati come fortemente caratterizzati da uno spirito antimilitarista: A prova di errore (1964) di Sidney Lumet e L’ultima spiaggia (1959) di Stanley Kramer.

Ma la dove i film di Lumet e Kramer giocano le loro carte su un piano di assoluto realismo, all’interno di una struttura fantapolico/fantascientifica, Kubrick, dribblando ogni aspettativa e qualsiasi ipotesi di realismo, trae dal romanzo Red Alert di Peter George un film del tutto inatteso, grottesco e soprattutto tutto centrato su una fitta di rete di allusioni sessuali alcune assolutamente esplicite e altre subliminali che orientano la lettura del film in direzioni molteplici o almeno non univocamente verso una interpretazione esclusivamente politica. O meglio, la lungimiranza del regista, la sua capacità di lettura e di trasporre i temi in audace messa in scena attraverso questa simbologia che riesce del tutto semplice considerare come connaturata alla storia, gli aveva permesso di interpretare le questioni politiche in chiave quasi esclusivamente sessuale, nel senso di una loro necessaria interdipendenza, di un intreccio inscindibile e che diventa paradossalmente vero perfino nella cronaca quotidiana.

L’ironia di Kubrick, gioca proprio su queste ossessioni che tanto più diventano pervasive e maniacali, da essere morbose, tanto più denunciano poco mascherate défaillances sessuali. È quindi la guerra, la bomba con il suo potenziale distruttivo e gli altri aggeggi bellici che bene si atteggiano a simboli sessuali dichiarati, a fare le veci, in questo campo, di una classe militare e politica ridicolizzata, Il dottor Stranamore, 1963incapace di qualsiasi soddisfacente prestazione. È il generale che scatenerà la catastrofe che accusa le donne e i comunisti di avvelenare i suoi “fluidi vitali”. Il mondo si trova così, tra telefonate che sembrano uscite dalla commedia dell’arte mentre si trattano questioni importantissime (Dimitri puoi abbassare il volume del giradischi … dice più o meno il presidente americano al capo di stato russo), nelle grinfie di un esaltato scenziato ex nazista assoldato dalla democrazia americana per la soluzione del conflitto, divorato da un anticomunismo contagioso e liberato nel finale, con una invocazione al fuhrer, dalla sua paraplegia. È uno strepitoso Peter Sellers nei tre ruoli chiave del film (Il Presidente Muffley, il Capitano Lionel Mandrake e il dottor Stranamore) a reggere un gioco recitativo quasi unico e per poco non interpretò perfino un quarto personaggio!

Stranamore è quindi questo incredibile e veritiero miscuglio di divertimento spinto e tutto sopra le righe, come Kubrick non avrebbe più praticato che esclude qualsiasi identificazione da parte dello spettatore e che si conclude con la famosa sequenza in cui il maggiore King Kong (l’attore Slim Pickens, che comparirà anche nel film di Spielberg) cavalcherà la bomba nella parodia finale di un atto sessuale visivamente consumato dentro uno spettacolare, vorticoso e definitivo zoom.