FILM IN TV – La dolce ala della giovinezza, di Richard Brooks

Tennessee Williams e il Cinema. Un rapporto ambivalente, turbolento, contrastato. Nonostante il successo di film come Un tram chiamato desiderio (1951) di Kazan o Improvvisamente l’estate scorsa (1959) di Mankiewicz, il grande drammaturgo statunitense non è stato mai pienamente convinto della trasposizione cinematografica delle sue pieces teatrali. La dolce ala della giovinezza di Richard Brooks è invece uno dei pochi film che Williams trovò superiore al suo testo lodandone la struttura a flashback e le variazioni nella sceneggiatura.

Rispetto al clima claustrofobico del gruppo di famiglia in un interno de La gatta sul tetto che scotta (1958), Richard Brooks utilizza dissolvenze incrociate, sovraimpressioni, e sposta spesso l’azione in campo aperto (le strade assolate della Florida, le scene al mare, la festa finale del politicante Finley) esteriorizzando i conflitti di un inferno privato che origina in traumi del passato. Un aborto clandestino, il viale del tramonto di una diva del cinema, i desideri di successo di un gigolò senza vergogna, i sogni della giovinezza spezzati da una figura paterna castrante, la dipendenza da alcol sesso droga, l’ipocrisia della middle class americana che passa rapidamente dall’osanna al crucifige.

shirley knight in la dolce ala della giovinezzaPaul Newman disegna con la consueta classe il personaggio di Chance Wayne, barista e scalatore sociale disposto a prostituire il proprio corpo pur di vedere spalancate le porte di Hollywood. Ma la sorpresa è Geraldine Page che consegna alla memoria dello spettatore Alexandra Del Lago, figura di diva perduta che mette insieme la decadenza della Gloria Swanson di Viale del tramonto (1950) di Wilder con la perfidia della Bette Davis di Eva contro Eva (1950) di Mankiewicz (1950): i suoi duetti col toy boy Paul Newman sono tutti da gustare in originale, con la dizione dell’attrice che mima un martellante nevrotico cinguettio.

Non sono da meno i personaggi di contorno, a iniziare dall’odioso boss Finley (interpretato da Ed Begley, premio Oscar 1963 per migliore attore non protagonista), un concentrato di ipocrisia e bigottismo dell’America provinciale, già stigmatizzata magnificamente da Brooks nel precedente capolavoro Il figlio di Giuda (1960). E ancora Shirley Knight nel ruolo di Heavenly Finley e Madeleine Sherwood in quello di Lucy, amante clandestina del boss Finley, tutte e due vittime sacrificali della grande ossessione dell’America degli anni 50-60: il successo.

paul newman in la dolce ala della giovinezzaRichard Brooks analizza con cinica precisione la nevrosi di personaggi che rimangono al di sotto delle proprie aspettative: i disperati velleitarismi di Chance senza avere il necessario talento, la crisi di identità della “poco casta” diva Alexandra alle prese con l’ immagine corrosa allo specchio, un potere costruito sulla violenza (Tom Finley Junior è un simpatizzante del Ku Klux Klan) e sull’arroganza di un patriarca reazionario: tutti questi personaggi annegano nell’acquario della propria mancanza di autostima, amplificata da un processo maniacale autodistruttivo. E ancora il sesso come arma di difesa e di offesa, strumento per dimenticarsi e dimenticare, vittoria amara del corpo che cerca pateticamente di fermare il tempo. La droga nascosta sotto il letto, a stordire e offuscare un’immagine insopportabile che decine di specchi moltiplicano in maniera inflessibile e crudele.

Brooks rilancia il pessimismo di Tennessee Williams scegliendo l’atroce illusione dell’immagine cinematografica, il grande inganno di inseguire un tempo passato apparentemente felice ma che riflette l’impotenza nel costruirsi un futuro. Tutte queste contraddizioni esplodono nella festa finale, un trionfo di ipocrisia e cattivo gusto in cui i nodi vengono al pettine, inchiodando i personaggi alle proprie responsabilità.

Il lieto fine imposto dalla produzione inficia solo parzialmente il grande lavoro di Richard Brooks nella costruzione di questa tragedia di uomini senza qualità alle prese con il fallimento delle proprie esistenze: il passato non è più l’oasi di felicità per rimuovere i sogni spezzati, ma un inferno privato da cui è impossibile fuggire.

 

Titolo originale: Sweet Bird on Youth

Regia: Richard Brooks

Interpreti: Paul Newman, Geraldine Page, Shirley Knight, Ed Begley

Durata: 120′

Origine: Usa 1962