L’esorcista II. L’eretico, di John Boorman

Un Boorman in stato di grazia plasma la tangibilità del male nell’allucinante viaggio nei meandri sperduti del continente africano alla ricerca del demone volante dalla forma di cavalletta

Il secondo capitolo di un saga di grande impatto visivo lascia sempre il palato amaro. Questa volta non è così. Se William Friedkin aveva illuminato il primo episodio di una luce noir, magnificamente cupa, tagliando con una lama ben affilata ogni singola inquadratura, in L’esorcista 2. L’eretico Boorman espande la visione del male oltre i confini di Georgetown. La missione del fragile padre Lamont (Richard Burton) è capire come è morto il suo maestro: padre Merrier (Max Von Sydow). Un salto nel passato attraverso l’aiuto dell’ipnosi e della giovane Regan (Linda Blair) la ragazza posseduta dal demoni che Merrier riuscì a salvare prima di morire. Mai combattere battaglie se non si è sicuri del proprio coraggio. Così padre Lamont viene pian piano attratto dal fascino mefistofelico e perverso del demonio volante, ne rivede le gesta nello sguardo di Regan. Entrato in contatto con Pazuzu Lamont tornerà sui passi del suo maestro ricostruendo le sue ultime ore prima della morte. Ma il diavolo lo sfiora con le sue ali, lo corteggia e lo fa viaggiare nelle profondità del mondo umano lasciando che la fede abbandoni le stanche membra.

Estasi del male. Si potrebbe parlare proprio di questo ammirando le scene del volo in soggettiva della cavalletta, il suo attraversare continenti, paesaggi, portando dietro di se la distruzione e la rovina. Potenza del maligno, osserveranno i più attenti alle questioni spirituali. Non è ciò che interessa a Boorman. La sua regia dipana il conflitto tra le scelte dell’uomo e la missione della guida, cattura l’attenzione con il linguaggio delle immagini, con la frantumazione degli spazi, ricorrendo in molti casi ad una tecnologia fotografica, allora in embrione, ma davvero finalizzata alla creazione di un rapporto disturbato tra il sentire e il vedere. Ogni sguardo dei protagonisti all’interno del film è la sponda di un altro personaggio, nessuno osserva gli avvenimenti con i propri occhi ma sempre attraverso i riflessi. Come a rammentarci che ciò che sentiamo o percepiamo potrebbe essere mutuato da ciò che ci circonda, ci attrae o ci persuade. Astutamente il finale ci costringe a non spingerci più in là di una pacata riflessione sull’universo umano, ma il lampeggio discontinuo e vorticoso sul volto della dottoressa  che osserva le macerie desolate della casa e non risponde alle domande dei soccorritori è un segno evidente che l’estasi continua.

Titolo originale: Exorcist II: the Eretic
Regia: John Boorman
Interpreti: Linda Blair, Richard Burton, Louise Fletcher, Max Von Sydow, Kitty Winn, James Earl Jones, Paul Henreid, Ned Beatty
Durata: 118′ (versione originale); 110′ (nuova versione)
Origine: USA, 1977

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.5 (2 voti)
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