FILM IN TV – L’impareggiabile Godfrey, di Gregory La Cava

Un’eccentrica e ricca famiglia americana assume come maggiordomo un ex benestante, Godfrey, barbone conosciuto durante una caccia al tesoro a cui partecipano le due affascinanti e viziate sorelle. Godfrey con la sua calma e intelligenza diventerà un punto di riferimento imprescindibile per tutti i componenti della famiglia, riuscendo a risolvere i vari problemi di ognuno: grazie al suo aiuto, il padre eviterà la rovina finanziaria, la figlia ingestibile sarà messa in riga dopo aver subito una dura umiliazione, per giungere in conclusione al classico, ma non così tanto chiarificatore, lieto fine… Non c’è dubbio, ed anche in questo film da sei Nomination agli Oscar, che la cifra stilistica del regista è soprattutto resa evidente dalla imponente abilità nel caratterizzare i ruoli femminili e da quell’atmosfera di sospensione tra la realtà e un mondo ideale, abitato sempre da personaggi sopra le righe, folli, lunatici, desiderosi di sfuggire alla routine quotidiana. Non a caso, nella prima istanza, Carole Lombard ha rappresentato al meglio lo spirito anarchico e anticonformista della commedia sofisticata degli anni ’30 e nella seconda istanza,

carole lombard william powell l'impareggiabile godfreyLa Cava può essere, per certi versi, accumunato a George Cukor o Frank Capra, anche se probabilmente più ancorato ad un più sostenuto realismo. Da sfondo infatti c’è la Grande Depressione, dove praticamente ci conduce iniizialmente la mdp, fermandosi presso una discarica della città di New York, in cui vivono in baracche, appunto, le vittime della crisi economica che ha devastato il Paese. È qui che avviene l’incontro tra Godfrey (William Powell) e la famiglia facoltosa, giunta con la propria macchina lussuosa per portare al termine la ricerca di un “tesoro” nascosto. A Godrey vengono offerti 5 dollari dalla pestifera Alice Brady perché l’aiuti nella ricerca, ma riceve un netto rifiuto e in risposta ai suoi modi sprezzanti, subisce l’affronto di essere scaraventata nella spazzatura della discarica. L’altra sorella invece riesce subito a far breccia e Godfrey si fa convincere a seguirla e ad essere assunto come maggiordomo. Godfrey conoscerà il padre delle due sorelle arricchitosi con le speculazioni in borsa e la madre alcolista che ospita in casa uno pseudo artista, sempre pronto a rimpinzarsi di cibo. In questo ambiente destabilizzato, Godfrey sarà chiamato a portare buon senso ed equilibrio. Il punto di forza dell’opera va individuato ovviamente nell’ispirata vena sarcastica che accompagna tutto l’intreccio, oltre ad un impianto dialogico di tutto rispetto. La vecchia Hollywood che sposa uno sguardo rooseveltiano, forse è questo il punto cruciale del cinema di La Cava, anche se effettivamente L’impareggiabile Godfrey (di cui c’è un remake del 1957 con David Niven protagonista), resta soprattutto un film di attori, confermato dalle quattro nomination agli attori principali, oltre che alla sceneggiatura non originale (tratto dall’omonimo romanzo di Eric Hatch) e alla miglior regia. In un contesto da considerare, in fondo, “mentalmente insano”, il sottogenere screwball risale dai bassifondi e trova anche il piacere debordante immenso della verosimiglianza: “…siamo stati a Venezia, ma la città era allagata…”.

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Titolo originale: My Man Godfrey

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Regia: Gregory La Cava
Interpreti: William Powell, Carole Lombard, Alice Brady, Gail Patrick, Eugene Pallette
Durata: 94’
Origine: Usa, 1936

Sabato 30 gennaio, ore 03.30, Rai 3

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