FILM IN TV: L'ULTIMA DONNA di Marco Ferreri

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E' sin da Una storia moderna: l'ape regina (1962) che Ferreri, film dopo film,  compone il suo personalissimo quadro di un mondo claustrofobico votato irrimediabilmente alla catastrofe, in cui sentimenti e passioni sono costantemente soffocati dall'abbraccio della morte, e qualsiasi istinto vitale (il sesso, il cibo) non è che l'espressione "visibile" di un cupio dissolvi. Il cinema di Ferreri è il regno dell'assurdo e della solitudine, è un cinema costellato di squallidi profittatori, di uomini alienati che risolvono il loro disagio nell'assassinio e nella fuga o di lucidi viveurs che cercano il suicidio nella soddisfazione smodata dei sensi. In questo mondo non c'è scampo per i puri di cuore, per le innocenti donne scimmia o per i candidi fedeli alla ricerca di un'udienza. Neanche la coppia dà felicità: l'amore è un'illusione che naufraga nell'incomprensione. L'ultima donna (1976) aggiunge proprio in questo senso un ulteriore tassello alla poetica del grande regista milanese. Mettendo per una volta da parte il suo humor nero e corrosivo, Ferreri registra con sguardo glaciale il fallimento della storia tra l'ingegnere Giovanni (Depardieu) e la maestrina Valeria (Ornella Muti). L'uomo e la donna: due universi inconciliabili, separati da una distanza abissale. Se Giovanni cerca nel sesso l'affermazione della propria superiorità virile, Valeria volge progressivamente le sue attenzioni ad altro: il figlioletto di lui, il suo ex fidanzato, il gruppo di femministe della moglie di Giovanni. Come al solito in Ferreri, la donna finisce per dimostrare la sua superiorità, una maggiore istinto di conservazione, un'innata capacità di trovare un senso alla vita che l'uomo non riesce a cogliere. Valeria sopravvive indenne al naufragare del rapporto, Giovanni, invece, nei suoi giri in moto in una città livida e fredda, magistralmente fotografata da Luciano Tovoli, non può che constatare la sua solitudine. La scena finale, tra le più scioccanti di tutto il cinema di Ferreri, non è che la ratificazione della sconfitta, la presa d'atto, fisica, cruenta, dell'impotenza, dell'incapacità dell'uomo di riempire il vuoto della propria esistenza.     

L'ULTIMA DONNA di Marco Ferreri


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Con Gérard Depardieu, Ornella Muti, Michel Piccoli, Renato Salvatori, Giuliana Calandra, Nathalie Baye


Italia/Francia 1976, 108'


Sabato 27 agosto, ore 2:10, Canale 5