FILM IN TV – "L’ultima tentazione di Cristo", di Martin Scorsese


Martin Scorsese non sbaglia film. Il suo è caricato da un incessante bisogno di proiettare fin dalle prime inquadrature, alcune davvero straordinarie, una personale tensione mistica dentro la figura del Messia. Non cerca delle risposte mettendo in scena la vita di Cristo, la sua ambizione è di trascinarci dentro una storia conosciuta, ma forse non più ascoltata. Scorsese crede e ce lo dimostra ne L'ultima tentazione di Cristo che nella fragilità del Dio fattosi uomo si possa rintracciare la forza (eterna) del messaggio cristiano. Domenica 31 marzo ore 00.45 Studio Universal

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Martin Scorsese per innestare sul suo sentimento religioso l’ispirazione necessaria a realizzare un racconto per immagini sulla vita di Gesù Cristo, rimandato e sofferto come uno dei progetti più cari al regista di educazione e formazione cattolica,  si affida a film come Il Re dei Re, sia la versione di Cecil B. De Mille, che quella sublime di Nick Ray. Si ricorda (come riporta Thomas  Sotinel nella monografia dedicata a Scorsese-Maestri del cinema dai Cahiers du Cinema edita da Brossura)  l’interpretazione di Max Von Sydow in La più grande storia mai raccontata e la forza del linguaggio del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini.  Questi pilastri tornano in mente al regista durante la fase di elaborazione dello script, la cui sceneggiatura è affidata alle sapienti mani di Paul Schrader  (Toro scatenato,Taxi Driver) e tratta dal romanzo di Nikos Kazantzakis ‘L’ultima tentazione’. Nel ruolo di Gesù, sceglie Willem Dafoe (ma doveva esserci De Niro impegnato però con Sergio Leone), per Giuda Harvey Keitel, la Maddalena è Barbara Hershey, Ponzio Pilato David Bowie. L’umanità del Cristo immaginato da uno Scorsese mai così generoso nell’aprire il racconto alla vulnerabilità dell’uomo, si compone sulla strada di un cammino teso a rintracciare le risposte alle domande che lo assalgono. E’ durante questo viaggio travagliato e isolato se pur accompagnato da visioni e apparizioni, che lo porterà inevitabilmente alla croce, che Gesù di Nazareth prende coscienza del suo destino. La fraterna amicizia con Giuda, l’affetto per Maria Maddalena, l’incontro con gli apostoli e la presa di coscienza della missione sulla terra che lo attende. La lotta con il demonio, la poverà e il potere, l’aggressione degli Zeloti e il cinismo dei conquistatori Romani. Le accuse dei Rabbini del Tempio che diffidano dei suoi modi rivoluzionari.  Ma questo Cristo è un uomo spaventato, insicuro a tratti debole e bugiardo, che si domanda spesso “come faccio a sapere se sono veramente il messia?”. Privo della follia e del male che ha contraddistinto i personaggi precedenti di Scorsese, uno su tutti Travis Bickle di Taxi driver.  E’ un divinità fragile e stanca. Pronta anche a scendere dal patibolo della croce e assecondare le lusinghe di un diavolo vestito da efebico angelo custode.

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Scorsese dopo Il colore dei soldi, lavoro su commissione, ma con grandi incassi, si butta anima e corpo nel progetto de L’ultima tentazione… iniziato e abbandonato già nel 1983. Lo fa circondadosi dei suoi soliti grandissimi collaboratori, oltre a Schrader, della montatrice di fiducia Thelma Schoonmaker, al direttore della fotografia Michael Ballhaus. Senza dimenticare il lavoro straordianario sulle musiche di Peter Gabriel, la colonna sonora è stata pubblicata un anno dopo sotto il nome di ‘Passion’, con il contributo di artisti internazionali, allora sconosciuti come  Youssou N’Dour, Billy Cobham e Nusrat Fateh Ali Khan. Scorsese non sbaglia film come alcune biografie o commenti riportano. Il suo è un incessantte bisogno di proiettare fin dalle prime inquadrature, alcune davvero straordinarie soprattutto nei tagli di luce in interno, una personale tensione mistica dentro la figura del Messia. Nelle sue parole e nelle sue azioni. E’ un tentativo davvero spiazzante, ma allo stesso tempo sincero, di un italo americano cresciuto in una famiglia cattolica di comunicare questo bisogno appossionato alla storia di un ‘uomo’ chiamato a trascendere il destino per un sacrificio più alto. Scorsese non cerca delle risposte mettendo in scena la vita di Cristo, la sua ambizione è di trascinarci dentro una storia conosciuta, ma forse non più ascoltata. Così la scelta di esplorare, verso la fine del film, un Gesù che sceglie di scendere dalla croce di sfuggire alla morte per assaporare una famiglia, dei figli e una vecchiaia lontana dalle lotte di Gerusalemme, non è la prova iconoclasta o blasfema come giudicarono all’epoca miopi fustigatori. Ma un atto di grande fede del regista. Scorsese crede che nella fragilità del Dio fattosi uomo si possa rintracciare la forza (eterna) del messaggio cristiano.

 

 

 

Titolo originale: The Last Temptation of Christ

Regia: Martin Scorsese

Interpreti: Barbara Hershey, Harvey Keitel, Willem Dafoe, David Bowie, Verna Bloom

Origine: Usa, 1988

Durata: 161′

Domenica 31 marzo ore 00.45 Studio Universal

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