FILM IN TV – Mezzogiorno di fuoco, di Fred Zinnemann

gary cooper in mezzogiorno di fuocoMezzogiorno di fuoco è un trattato sul tempo in forma di pseudo-western. Ogni personaggio del film è costretto a relazionarsi con un passato, un presente, un futuro. Fred Zinnemann costruisce un puzzle perfetto in cui lo stato di tensione crescente straborda dal bianco e nero di Floyd Crosby con un effetto da canicola estiva. La musica di Dimitri Tiomkin (Oscar 1953 per la migliore canzone originale e per la colonna sonora) moltiplica in maniera esponenziale questo senso di attesa e l’interpretazione sudata e sofferente di Gary Cooper, cadenzata da un metronomo che oscilla tra eroismo e paura, rimarrà nella memoria (Oscar nel 1953 per migliore attore protagonista).

Unità di tempo abbiamo detto, ma anchè unità di luogo (Hadleyville nel territorio del New Mexico) e di azione. Lo sceriffo Gary Cooper-Will Kane ha un conto in sospeso con Frank Miller che gli ha giurato solenne vendetta dopo la condanna a 5 anni di prigione. Nel frattempo Kane ha terminato una relazione con la mora tenebrosa Helen Ramirez (la seducente Katy Jurado), ex di Miller, e sta per convolare a nozze con la quacchera bionda e sorridente Amy Fowler (l’angelica Grace Kelly) dopo appena un anno di frequentazione: tutto molto rapido quasi si volesse dare un colpo di spugna al passato e ai suoi amori clandestini. Il problema è che nel bel mezzo dello sposalizio, alle 10 e 35 del 26 giugno 1898, arriva un telegramma che annuncia il ritorno di Frank Miller ad Hadleyville con il treno di mezzogiorno. Da questo momento scatta un conto alla rovescia di 85 minuti (tempo effettivo del film) cadenzato dal ticchettio sempre più amplificato degli orologi e da inquadrature fisse sempre più grandi che enfatizzano il clima di minaccia incombente.

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gary cooper e grace kelly in mezzogiorno di fuocoZinnemann aderisce ad una regola fondamentale del suo cinema, non fotografa l’azione, bensi la reazione individuale ad essa, mettendo in risalto coscienza e dignità umane. In questa filosofia che ha fatto coniare ad alcuni critici il termine di “western neorealista” è aiutato dallo sceneggiatore Carl Foreman che adatta un racconto di John Cunningham The Tin Star, mescolando le proprie vicende personali (sulla blacklist di McCarthy, non abiurerà alle sue idee comuniste e quindi sarà costretto all’esilio) con la storia di Kane sceriffo testardo che attraversa come un valoroso Tommaso Moro un paese di vigliacchi. Gli abitanti hanno dimenticato il periodo di terrore instaurato dal bandito Miller, al bar ne rimpiangono le sbevazzate, in hotel ne reclamano il giro di prostitute, in chiesa dopo democratico dibattito si conclude che il problema è Kane e che farebbe meglio a levarsi dalle scatole per evitare la carneficina; i bambini giocano a guardie e ladri simulando la morte dello sceriffo, qualcuno gli sta addirittura costruendo la cassa da morto su misura, gli ex amici si nascondono in casa; l'unico che potrebbe aiutarlo, il vice sceriffo, si impantana in un delirio di gelosia che culmina in una scazzottata. Insomma mentre i granelli di clessidra scorrono sempre più veloci, Gary Cooper sente non solo la cappa di caldo imperlare la sua fronte (“ho paura”) ma si ritrova abbandonato da tutti, persino da moglie ed ex amante che col calesse lasciano la città in una scena memorabile: mentre Will Kane va incontro alla morte, il carro coi cavalli passa vicino con le due donne a testa bassa. Solo la Ramirez in un tardivo pentimento lancia verso l'amato uno sguardo misto di rimpianto e disillusione, anche lei paga lo scotto della diversità e della intolleranza. gary cooper e grace kelly in mezzogiorno di fuocoAllo scoccare dell'ora fatale Zinnemann propone un veloce montaggio con i visi e le espressioni di tutti quelli che hanno contribuito a creare questo clima di tensione, gli amici e i nemici, le mogli e le amanti, il prete e il vicesceriffo, il giudice e il vecchio. Il treno arriva con il suo carico di morte, nero e inesorabile. Il tempo è scaduto e si rimane soli di fronte a un futuro incerto. Da una parte la tranquilla vita di una coppia di neosposi convertiti alla pace e alla fratellanza, dall'altra una cittadina che potrebbe ritornare nell’inferno di stupri e violenze gratuite. Un memorabile dolly interrompe il montaggio alternato e sale verso l’alto partendo da Kane e poi allargandosi a inquadrare tutta la cittadina fino ad arrivare a cogliere il momento dell’ingresso dei banditi. L’atmosfera prima frenetica e ansimante si placa in questa panoramica prima della tempesta. Comunque vada a finire c'è proprio da sputare sulla stella di sceriffo mettendoci un piede sopra: davvero sventurato è il paese che ha bisogno di eroi.

Western “intellettuale” che gioca molto sul contrasto tra speranza e disillusione, purezza angelica e seduzione diabolica, Mezzogiorno di fuoco è da considerarsi un capolavoro del genere in cui ogni inquadratura assume la valenza di una lotta umana contro un nemico invisibile, pronto ad apparire dove le linee parallele dei binari sembrano congiungersi nell’infinito dell’orizzonte. E a Carl Foreman non resta che piegare il capo e accettare l’ingiusto esilio dalla industria hollywooddiana. Ma il tempo è galantuomo e il grande sceneggiatore verrà riabilitato prendendosi una clamorosa rivincita con i trattamenti de Il ponte sul fiume Kwai (1957) e I cannoni di Navarone (1961). Alla fine, per Kane e Foreman, sono sempre e comunque questioni di tempo, tutta la vita condensata in 85 minuti di purissimo cinema, passando da qui all’eternità.

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Titolo originale: High Noon

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Regia: Fred Zinnemann

Interpreti: Gary Cooper, Grace Kelly, Ksty Jurado, Thomas Mitchell, Lloyd Bridges, Otto Kruger, Lon Chaney jr.

Durata: 85'

Origine: Usa 1952