FILM IN TV – Mississippi Burning – Le radici dell’odio, di Alan Parker

Ci sono voluti quarantuno anni, otto presidenti, ventuno legislature democratiche e repubblicane. Ma alla fine la giustizia ha bussato alla porta di Edgar Ray Killen. Giovedì sera il 79enne predicatore del Mississippi è stato arrestato per il triplice omicidio, commesso il 21 giugno 1964, di Michael Schwerner, Andrew Goodman e James Chaney, i tre militanti per i diritti civili giunti in Mississippi dal Nord Est per registrare gli elettori neri nel Sud, nell' ormai celebrata Freedom Summer. Davanti al giudice l' uomo si è dichiarato innocente. Il più famoso omicidio razziale ancora irrisolto della storia americana, (ispiratore di tanti libri e del film, appunto, Mississippi Burning, di Alan Parker) è stato riaperto, dopo che un Gran Giurì ha ritenuto di aver elementi sufficienti per incriminare Killen. “È stato lui a organizzare e guidare la banda di picchiatori/killer – spiega lo sceriffo Larry Myers -. Ci saranno altri arresti, questa volta i colpevoli verranno portati a giudizio”. Ma per i parenti delle vittime non c' è vera consolazione. Dei diciotto membri del Ku Klux Klan processati nel 1967 per "violazione dei diritti civili" – non per l' omicidio – dei tre giovani, molti sono morti. E tra i sette condannati, nessuno è rimasto in prigione più di sei anni. Anche Killen fu scagionato, dopo che una giuria di soli bianchi non riuscì a mettersi d' accordo sulla sua colpevolezza. Il caso sembrava destinato all' archiviazione.

 

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Poi, nel 1999, il Procuratore dello Stato decide di riaprirlo dopo che il quotidiano Clarion-Ledger di Jackson pubblica un' intervista segreta con Sam Bowers, l'allora “Maestro Imperiale dei Cavalieri Bianchi del Ku Klux Klan”, il movimento per la supremazia bianca più brutale degli anni Sessanta. Schwerner non sapeva di essere stato condannato a morte dal KKK quando, il 21 giugno 1964, era partito assieme a due amici attivisti su un furgoncino Ford per un sopralluogo tra le rovine di una chiesa nera vicino a Philadelphia, Mississippi, distrutta in un agguato incendiario del Klan. Alla guida dell'auto c'era l'attivista afro-americano James Chaney di 21 anni, e Andrew Goodman, 20, come Schwerner figlio della borghesia ebraica liberal di New York, allora in prima linea nella lotta per i diritti civili dei neri. I tre amici furono fermati quasi subito per “eccesso di velocità” dal vice sceriffo della contea Cecil Price. Secondo le testimonianze emerse al processo, Price li aveva trattenuti varie ore, per permettere a Killen, da lui allertato nel frattempo, di organizzare la spedizione punitiva. Ben due camioncini di “incappucciati” seguirono a fari spenti l' auto dei ragazzi, rilasciati in piena notte e all'inizio ignari del destino che li attendeva. Dopo un folle inseguimento lungo una polverosa strada di campagna, la Route 19, i tre furono trascinati in un luogo isolato della Rock Cut Road ed uccisi (Corriere della Sera, 8 gennaio 2005).

 

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Alan Parker segue la vicenda rispettando fedelmente i fatti quasi nella totalità e la sua messinscena ne risente. L’odio lo vivi, lo respiri, lo sposi addirittura… dice la moglie dello sceriffo. E' questo il pensiero, che più di ogni altro, lo sguardo vorrebbe si tramutasse in immagini. Gene Hackman e Willem Defoe, sono i paladini anti segregazione, dai connotati western, agenti FBI al servizio di J. Edgar Hoover, catapultati nel profondo sud, il rude e il garantista, maciullati nella biblica Genesi (9 – versetti 24/27): Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; allora disse: “Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli! Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo! Dio dilati Iafet e questi dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!”.  Una sala cinematografica diviene la base operativa dell'FBI, durante le indagini, ma, al di la delle oleografiche impressioni, il dramma civico del regista non sprigiona fino in fondo il potere della rivolta, seppur ancora solo covata e non esplosa definitivamente. Scorporandosi dalla tentazione di fabbrica nella ricerca dell’effetto visivo, spesso privo di sostanza, Alan Parker comunque non regge fino in fondo la forma drammatica del film, lo allunga troppo, priva i personaggi di spessore: scivolano senza lasciare alcun segno emotivo verso un epilogo che, nella sua astrusa macchinosità, svilisce anche la funzione di denuncia del film.   

 

Titolo originale: Mississippi Burning

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Regia: Alan Parker
Interpreti: Gene Hackman, Willem Dafoe, Frances McDormand, Brad Dourif, Ronald Lee Ermey, Michael Rooker
Origine: Usa, 1988
Durata: 128'