FILM IN TV – Perdiamoci di vista, di Carlo Verdone

“A Fuxas!” – “Ciao bello” – “A testa de cazzo”

 

Le voci sui titoli di testa. Prima indistinte, poi sempre più chiare. Forse c’è il chiaro tentativo di ‘film nel film’ del cinema di Carlo Verdone anche se quello al lavoro è un set televisivo. Realizzato dopo uno dei migliori film dell’attore e regista romano, Maledetto il giorno che t’ho incontrato, Perdiamoci di vista lavora ancora sul’equilibrio tra commedia e dramma dopo Compagni di scuola e Stasera a casa di Alice.

Gepy Fuxas è un conduttore televisivo di successo che cade in disgrazia dopo aver polemizzato in diretta con Arianna, una ragazza in sedia a rotelle. Da quel momento la sua vita cambia. Ma la ragazza improvvisamente lo ricerca.

Forse uno dei titoli di Verdone dove il suo protagonista sembra una delle ‘maschere della commedia all’italiana’. Bugiardo, fintamente bonario, ma che alla fine scopre una sua umanità. Ma Fuxas sembra ancora un’altra versione di un travestimento di una delle sue figure più famose, Manuel Fantoni di Borotalco. L’appartamento con le foto appare un riciclaggio di quel set,  un altro film che raccontava lo spettacolo o meglio il sogno di un mondo dello spettacolo.

perdiamoci di vista carlo verdone aldo maccioneC’è la doppiezza e l’apparenza. Lo sdoppiamento tra pubblico e privato. Tra le trasmissioni “Terrazza italiana” e “Galline da combattimento” (qui con un irresistibile Aldo Maccione nei panni di Antonazzi), Perdiamoci di vista è già una rappresentazione glaciale dell’Italia degli anni ’90, anticipatore di quella tv del dolore dove i concorrenti recitano parte della loro vita esaltandone e ingrandendone i conflitti. Una derivazione del grottesco che chiama in causa Dino Risi. Gepy Fuxas sarebbe potuto essere un personaggio di Gassman che poteva arrivare da I mostri. O un nuovo Gaucho.

Al tempo stesso però Perdiamoci di vista mostra con pudore ed efficacia la disabilità, con Asia Argento nei panni di Arianna in una delle sue migliori interpretazioni. Con uno dei finali più intensi del suo cinema, in un film che filma i due protagonisti sempre sospeso tra complicità e imbarazzo. E che lascia battute fulminanti (“Ci possiamo sedere un attimo?” – “Io sono già seduta”) o la scena in cui Fuxas si addormenta alla serata di letture di poesie a Praga, altro luogo di uno spostamento verso Est. Come Budapest in Io e mia sorella. Tra i titoli del cinema di Verdone che crescono col tempo.



Regia: Carlo Verdone

Interpreti: Carlo Verdone, Asia Argento, Aldo Maccione, Sonia Gessner, Luis Molteni

Durata: 113′

Origine: Italia 1994

Genere: commedia/drammatico