FILM IN TV – Ricche e famose, di George Cukor

Storia di un’ amicizia femminile lunga un ventennio, ma anche di scrittura, successo, rivalità e gelosie senza mai cadere nei cliché un po’ misogini facilmente associabili al tema: l’addio di George Cukor alla macchina da presa ci consegna due ennesimi, indimenticabili, ritratti femminili – le Ricche e famose Liz Hamilton (Jacqueline Bisset) e Merry Noel (Candice Bergen) – e vince la sfida “genetica” del remake. Quasi quarant’anni dopo Old Acquaintance (L’amica) di Vincent Sherman, anche la prolifica firma della sophisticated comedy hollywoodiana decide di trasporre cinematograficamente l’omonima commedia di Van Druten realizzando un’opera che supera l’originale filmico.

Protagoniste due amiche perfettamente scolpite, sin dai tempi del college, nelle loro forti personalità antitetiche: da un lato l’intellettuale e forastica Liz, vita solitaria e valige piene di libri; dall’altro Merry, chiassosa e svampita, in cerca del successo ad ogni costo e organizzatrice di party (con gli scrittori Christopher Isherwood e Ray Bradbury e il regista Roger Vadim scorgibili tra gli ospiti). L’una ha scritto un libro impegnato che non vende ma l’ha resa famosa e vive defilata il “blocco dello scrittore”; l’altra, sulle orme e con l’aiuto dell’amica, è diventata una prolifica e ricca autrice di storie commerciali. Il resto potrebbe essere solo un tipico esempio di complicazioni di genere, oltre che tema ricorrente dell’autore – un matrimonio in crisi, il marito di Merry che si innamora di Liz e il giovane amante di quest’ultima attratto dalla figlia dell’amica (un’esordiente Meg Ryan) –, ed invece riesce a mantenere intatti, fino all’ultimo, ritmo, approfondimento psicologico e originalità di scrittura.

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jacqueline bisset e candice bergen in ricche e famose di george cukorFondamentale l’interpretazione della Bisset che forse solo Cukor poteva far trionfare nel ruolo che fu di Bette Davis. Merito di una sensualità che toglie al personaggio il moralismo un po’ retorico che esso ha nel film di Sherman. E che per la prima (e ultima) volta (il regista morirà due anni dopo) disinibisce il potenziale sessuale dei personaggi di Cukor: fa parte della storia del cinema la scena di sesso della Bisset con lo sconosciuto nel bagno di un aero in fase di atterraggio. E merito, più in generale, dell’ironia (inimitabile graffio d’autore) che contrappunta anche i dialoghi più accesi e le feroci liti delle amiche. Senza trascurare quei piccoli tocchi di umanità che danno spessore al lato affettivo virando a tratti al melodramma: l’orsetto anzitutto, simbolo – e fil rouge – di questa relazione tra donne, dalla scuola fino ad una non definitiva rottura, quando è smembrato e fatto a pezzi dalla furia contenditrice di Liz e Merry ormai mature. E, ovviamente, il cocktail della resa dei conti, quando l’arrivista Marry si scusa per la prima volta davanti al caminetto accesso.

Ce n’è abbastanza per ipotizzare in questo doppio ritratto femminile, partendo dal presupposto di “ogni” Madame Bovary c’est moi, il più credibile autoritratto dell’autore: il regista “di donne” si conferma femminile fino in fondo, sino a giocare – per ritrosia (Liz) e vistosità (Merry) – con l’anima femminista di più o meno politiche intenzioni. E’ il circolo di donne che incalza una riluttante Liz all’attivismo. Ma è anche la scelta di Merry di anteporre ostinatamente e antipaticamente la carriera a marito e figlia. E se amore c’è, è soprattutto quello di un bacio tra amiche nella bella scena finale. E che segue e non precede la scrittura, a proposito della paralisi creativa che tormenta Liz: “Anche il mio analista lo dice: – confessa la Bisset in un “quasi” romantico incontro in riva al mare – quando riuscirò a scrivere di nuovo, riuscirò ad amare”. Non viceversa. Il “problema è la scrittura”: è l’ultima inconfondibile firma d’autore.

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Titolo originale: Rich and Famous

Regia: George Cukor

Interpreti: Jacqueline Bisset, Candice Bergen, David Selby, Meg Ryan

Durata: 117′

Origine: Usa 1981

Genere: drammatico

Giovedì 3 dicembre, ore 1.20, Iris