FILM IN TV: "Ricomincio da tre" di Massimo Troisi

Troisi, la sua figura, la sua poetica priva ed estranea a qualsiasi retorica "nazionale", campeggia ancora nel ricordo di ciascuno di noi e i suoi film, anche quelli in cui fu solo interprete, restano a testimoniare, con la dolorosa visione che accompagna lo spettatore per il rimpianto per quello che avrebbe potuto dare ancora al cinema e alla nostre emozioni, il suo essere autore in continuo progresso e formazione.


È quasi del tutto superfluo ricordare che il suo esordio cinematografico avvenne nel 1981 proprio con questo film che poteva apparire come il solito trasferimento su celluloide delle gag che divertivano con La smorfia i telespettatori degli anni '80.


Ma la statura di Troisi si dimostrò da subito da non sottovalutare. Ricomincio da tre divenne quasi un fenomeno di costume e le file ai botteghini (non soltanto napoletani) lo dimostrarono egregiamente. Oggi, che rileggiamo, definitivamente, il suo lavoro a distanza di tanti anni, assistendo alle fatiche del personaggio Troisi per sradicare i luoghi comuni sulla "napoletanità" attraverso una sceneggiatura che lasciava ampi spazi ad una possibilità di reinterpretazione e di "improvvisazione" e una comicità "in detraendo", sappiamo pure che la sua afasia, che simbolicamente rappresentava anche l'impaccio e l'incertezza del dubbio assiduo, era un modo per raccontare quel mondo di sentimenti a suo modo minimale, ma quotidiano. Fin da questo esordio, ci accorgiamo che proprio su questi principi si fondava il suo spettacolo, che si esprimeva in una mimica non soltanto espressiva, ma soprattutto gestuale che svuotava la scrittura e riempiva di un lontano significato, ma altrettanto esplicito, le sequenze di questo e dei suoi successivi film.


Proprio questo suo essere "comune" anche attraverso le semplici riflessioni da Pierrot notturno e lunare (Ugo e Massimiliano, le dissertazioni con l'amico Lello…) ha permesso di farci riconoscere in Troisi un narratore di sentimenti a tutto tondo, forse più vicino alla disperazione solitaria di Eduardo che alla comicità loquace di Totò. Troisi, comincia fin da questo film a sperimentare la sua quotidianità insistita e popolare con cui, nel contempo, intende sfatare e ridicolizzare la napoletanità così come è vissuta dalla cultura nazionale, creando un nuovo soggetto di napoletano che, nel solco del pensiero meridiano, racconti da se stesso il suo esserlo senza farselo raccontare dagli altri. Questo lavoro ci ha consegnato la grandezza di Troisi e ha aperto una strada poco percorsa dai suoi pallidi epigoni.


 


RICOMINCIO DA TRE di Massimo Troisi
con Massimo Troisi, Lello Arena, Fiorenza Marchegiani
Italia 1981, (110')
Domenica 2 ottobre ore 14:30 Raitre