FILM IN TV – Sesso, bugie e videotape, di Steven Soderbergh

Sesso bugie e videotape non esibisce l’erotismo come genere di riferimento o come atto da filmare. I rapporti sessuali sono prevalentemente fuori campo, ma nello stesso tempo più volte evocati nei dialoghi, nelle confessioni dei suoi protagonisti, persino nel brand della confezione profilmica, con la parola sesso sfacciatamente inserita come elemento primario già nel titolo. Il sesso, le bugie e i videotape sono quindi gli emisferi emotivi e drammaturgici su cui Steven Soderbergh allestisce questa sua commedia esistenzialista – che Wim Wenders nel 1989 adorò al punto da premiarla al Festival di Cannes con una Palma d’oro che con lungimiranza  riconosceva soprattutto la profondità teorica dell’operazione. Di fatto, insieme a Le Iene di Quentin Tarantino, quella del regista di Traffic e Dietro i candelabri è l’opera prima più importante tra quelle emerse nel panorama cinematografico americano degli ultimi trent’anni ed è diventata col tempo un vero e proprio prototipo per il cinema indie a stelle e strisce.

Siamo in Lousiana. C’è una coppia senza figli che vive nella menzogna. John è un avvocato di successo sposato con Ann. È uno yuppie di stampo reaganiano, cinico. Ann sembrerebbe essere la moglie ideale, ma dietro l’immagine perfetta che si è costruita si cela una donna incapace di mettersi in gioco e di abbandonarsi liberamente al desiderio sessuale. Forse è per questo che John la tradisce con Cynthia, la sorella di lei. Questo triangolo di relazioni clandestine e menzogne viene messo in crisi dall’arrivo di Graham, un ex compagno di college di John. È un personaggio misterioso che viaggia attraverso l’America e viene da un passato ignoto. Colleziona videotape, registrazioni audiovisive di donne compiacenti che raccontano le loro esperienze sessuali e che lui vede e rivede in casa in modo ossessivo.

Soderbergh costruisce il suo affresco sulla borghesia americana mettendo in relazione i quattro personaggi protagonisti negli interni claustrofobici dei loro appartamenti. Il punto di partenza è scandagliare il privato, entrare nell’intimità delle persone, scalfire la superficie per distruggere le iniziali certezze. Per far esplodere la tensione l’autore, qui anche nelle vesti di sceneggiatore, lavora molto sul doppio, sulla dicotomia morale e psicologica. Costruisce due coppie di uomini e donne antitetiche: Ann è l’esatto opposto della disinibita sorella Cynthia e la stessa cosa vale per John rispetto al confuso e trasandato Graham. Quest’ultimo è la particella impazzita che fa saltare in aria l’equilibrio sociale della prima parte. Ha alcuni elementi in comune con  il pasoliniano angelo della morte che distrugge la famiglia altoborghese in Teorema, sebbene con sfumature meno funeree e simboliche. Graham è soprattutto l’uomo postmoderno che i suoi coetanei ancora non capiscono, il dipendente dal piccolo schermo, dalla confessione in video. È la cavia su cui la rivoluzione delle immagini e della riproducibilità tecnica inizia a costruire un nuovo modo di elaborare le solitudini, i sentimenti e il desiderio sessuale. Per tornare a vivere nel presente e non nella virtualità Graham deve alla fine distruggere le videocassette e poi unirsi ad Ann. Eppure allo stesso tempo prima di ripudiare la tecnologia, i due se ne servono come ultimo medium con cui riuscire a raccontarsi e a far calare il velo della menzogna. La registrazione audiovisiva diventa così inevitabile strumento per comunicare con gli altri, far esplodere i vecchi rapporti amorosi per costruirne di nuovi, un sostitutivo del sesso per raggiungere un contatto altrettanto profondo e arrivare al cuore delle relazioni.

 

Titolo originale: Sex Lies & Videotape
Regia: Steven Soderbergh
Interpreti: Andie MacDowel, James Spader, Peter Gallagher, Laura San Giacomo
Durata: 95′
Origine: USA, 1989

Giovedì 30 giugno ore 00.10 La7d