FILM IN TV – Sierra Charriba, di Sam Peckinpah

Al terzo film, al primo budget di un certo peso, Peckinpah comincia a sperimentare la punizione del dio denaro che lo accompagnerà per tutta la vita. Giovedì 4 febbraio, ore 21, Sky Cinema Classics

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Nordisti, sudisti alla macchia, soldati cacciati con disonore, ladri, criminali, straccioni, negros. Il gruppo ai comandi del Maggiore Dundee è già un wild bunch, un mucchio selvaggio di disperati, rinnegati, disadattati, che si ritrovano insieme per un gioco del destino e per motivi non proprio encomiabili. Certo, dare la caccia al temibile Sierra Charriba, che con i suoi Apache semina il terrore tra il Texas e il New Mexico. Ma, a parte pochi “ingenui”, la motivazione profonda dei componenti della spedizione è ben più egoistica… “Per cosa lo fai? Per la carriera?”, si sente dire Dundee. E probabilmente è vero. L’eroismo sta da tutt’altra parte, corre lungo un’altra frontiera. E perciò non è un caso che l’idea originaria dello script di Peckinpah fosse la completa disfatta del gruppo, la morte di tutti, a parte il giovane soldato Ryan, coscienza narrante della storia e ultima residua speranza in un’umanità impregiudicata (“lui era il comandante, non spettava a me giudicare”).

 

Major-Dundee2Il mondo ormai non ha più punti di riferimento. Come il cinema che lo racconta, costretto a reinventare a ogni passo il senso di un nuovo, diverso percorso. Le traiettorie, in un determinato punto, si spezzano. E il fallimento è inscritto sul piano inclinato che parte da quel punto. Chissà, magari i tagli della produzione, i massacri sulla carne viva del film, sulla sua tenuta complessiva, sono diretta conseguenza della protervia di Peckinpah, del suo desiderio di riportare il western sul terreno della Verità. E quindi di renderlo sterminato. Quel sogno prometeico di strappare il genere dall’universo del mito, per riconsegnarlo all’uomo, alla realtà di fango e sangue delle cose. E qui, al terzo film, al primo budget di un certo peso, Peckinpah comincia a sperimentare la punizione celeste, a scontare la pena del dio denaro, che lo accompagnerà per tutta la vita. La Columbia gli scippa di mano il film. Jimmy Bresler dispone le decapitazioni. Non esiste versione che tenga…

 

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major-dundee3Ma non è solo in questo scontro cruento la predizione di Sierra Charriba. Perché qui già c’è quel conflitto che attraverserà la sostanza dei film successivi. Quello tra un ordine tormentato e un’altra declinazione possibile delle idee di libertà, giustizia e onore. Da una parte la legge scritta, quella imposta dai “vincitori”, dall’altra una legge naturale, quella a cui si appellano i “perdenti”, a cui si aggrappano gli emarginati, i dannatamente irriducibili. Da una parte Amos Dundee, dall’altra Benjamin Tyreen, il volto spigoloso, duro di Charlton Heston e gli occhi azzurri, ammalianti di Richard Harris. Secondo una linea di demarcazione che porterà, da un lato, a Deke Thornton e Pat Garrett, dall’altro a Pike Bishop e Billy the Kid. E se il cuore di Peckinpah batte per i ribelli, gli outlaws, la sua ossessione è per i tutori, coloro che s’incaricano di reintegrare l’ordine violato. È tutta nello specchio infranto da Pat Garrett, che spara al suo fantasma.

Se a Tyreen spetta l’unico vero atto eroico, tutta l’attenzione è su Dundee, su questo personaggio ambiguo, respingente, a tratti detestabile nella sua fragile intransigenza. Il suo tormento dà forma alle allucinazioni di Durango, gli nega l’unica scintilla d’amore ancora possibile, lo conduce sull’orlo dell’abisso. Non lo riscatta, non lo rende giusto, ma almeno gli restituisce carne e anima. L’avrà vinta, alla fine. Ma solo perché c’è ancora un’impresa da compiere, una bandiera da portare. Qui si ride ancora, sul serio, grazie al tenente Graham di Jim Hutton. E sebbene le battaglie siano già illeggibili, cruente e infernali, rimane una compostezza classica, il campo lungo fordiano che dà respiro allla terra e al cielo. Ancora per poco. Prima che il montaggio de Il mucchio selvaggio non faccia a pezzi tutto. Fuorché la morte.

 

Titolo originale: Major Dundee

Regia: Sam Peckinpah

Interpreti: Charlton Heston, Richard Harris, Jim Hutton, James Coburn, Senta Berger, Warren Oates, Ben Johnson, Mario Adorf, Michael Anderson Jr.

Durata: 125’

Origine: USA, 1965

Giovedì 4 febbraio, ore 21, Sky Cinema Classics

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