FILM IN TV – Starman, di John Carpenter

Un’interessante dialettica interna all’immaginario carpenteriano, accompagna lo sguardo dell’alieno gentile, che invita il mondo a ritrovare la propria umanità. Venerdì 24 Giugno, ore 03:05, su La7D

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“Un film fatto per scusarsi de La Cosa”: così John Carpenter definisce Starman, un progetto apparentemente atipico nella sua produzione, nato quindi per “redimere” la propria immagine, “sporcata” dall’insuccesso critico e commerciale del più noto fanta-horror. E quale migliore occasione di questo soggetto “dormiente” di Bruce Evans, Raynold Gideon e Dean Riesner, rimasto nei cassetti della Columbia per anni, prima di essere rispolverato, complice il successo di E.T.?

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starmanSarà per questo che Carpenter provvede subito a costruire uno spazio che sia totalmente personale: i dieci minuti iniziali sono quindi sufficienti a rimettere in scena il proprio immaginario, fra la soggettiva dell’alieno che rimanda a Halloween, le postazioni iper-tecnologiche del NORAD che richiamano quelle di 1997: Fuga da New York e l’astronave che precipita direttamente sullo schermo, come nell’amatissimo Destinazione… Terra di Jack Arnold, che, visto a soli quattro anni, fece innamorare definitivamente del cinema il giovanissimo Carpenter. D’altronde Starman è in primis un film di riavvicinamenti, come ci mostra la tenera storia d’amore fra la sfortunata Jenny Hayden e l’alieno che ha le fattezze del suo defunto marito Scott. L’avventura on-the-road che unirà i due animi solitari è vissuta dal regista nel segno di un progressivo (re)imparare a conoscersi per innamorarsi di nuovo, ancora una volta come fosse la prima. Così come l’alieno, nella straniante performance attoriale di Jeff Bridges sembra dover imparare progressivamente a prendere confidenza con il suo corpo terrestre, così Jenny deve imparare a capire le motivazioni del suo “rapitore” e l’assoluta generosità nel dare valore supremo alla vita, ma senza le facili trappole dell’enfasi.

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starman john carpenterGià, perché se Carpenter si riavvicina ai modelli che ha introiettato e codificato, allo stesso tempo instaura una problematica dialettica proprio con La Cosa: l’apparizione dell’alieno e la clonazione di Scott, nell’esubero di suoni che richiamano ossa che si allungano e muscoli che si torcono, rappresenta lo speculare esatto delle mutazioni con cui il malvagio invasore del 1982 possedeva e replicava gli abitanti della stazione antartica. Un perfetto duplicato, spogliato però dai pur straordinari eccessi carnografici del precursore, così come è il film, in cui l’alieno replica aspetto e atteggiamenti altrui, ma non riesce mai a cancellare una propria peculiare estraneità rispetto al contesto. La realtà, insomma, è facilmente replicabile nelle sue forme esteriori, ma Starman ci invita a capirne l’essenza più intima, ritrovando il filo di un’umanità che, fra cacciatori dall’atteggiamento aggressivo e autorità pronte soltanto a catturare e sezionare l’invasore, appare incattivita e dimentica della propria bontà.

Anche per questo, a colpire sono maggiormente le sfumature, dalle tonalità più oscure della prima parte che si stemperano nella dolcezza della seconda, alla strepitosa interpretazione di Karen Allen, apparentemente dimessa rispetto al più esuberante collega, ma in realtà capace di trasmettere tutto il dolore interiore e la malinconia di Jenny Hayden con pochi accenni del viso e del corpo. A lei e alla sua sobrietà guarda con ammirazione il regista, che ci regala un film apparentemente discreto, ma capace di mirabili slanci di lirismo: la sequenza del cervo rianimato in campo lungo, in questo senso, è soltanto l’ennesima dichiarazione di intenti.

Titolo originale: id.

Regia: John Carpenter

Interpreti: Jeff Bridges, Karen Allen, Charles Martin Smith, Richard Jaeckel

Durata: 110’

Origine: Usa, 1984

Genere: Fantascienza

Venerdì 24 Giugno, ore 03:05, su La7D

 

 

 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Ri-NEhcplbI]

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