FILM IN TV – "Thief – Strade Violente", di Michael Mann

James Caan e Tuesday Weld in Thief - Strade Violente Michael Mann

Azione è una parola ingombrante, specie quando diventa un aggettivo. Ma è l’azione, il gesto,  che domina i momenti in cui il tempo si dilata, insieme all’inquadratura, e passiamo interi minuti ad osservare in silenzio i movimenti di Frank. 

James Caan e Tuesday Weld in Thief - Strade Violente

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Arte del furto? No, lavoro di fabbrica. Sudore arancione dietro le scintille della fiamma ossidrica, tanta polvere da ostruirti i polmoni, autopsie di cavi elettrici , fasci di nervi rosa e grigi. Tutto questo per briciole di diamanti. Ma è solo lavoro. Lavoro strutturato secondo una precisa etica personale e regole ferree. Frank indossa la sua etica professionale come indossa i simboli della sua ricchezza, guadagnati con il sudore dell’illegalità, e si fa vanto di entrambi. Dopo undici anni trascorsi in carcere, l’importante è vivere. E per vivere meglio, basta avere tanti soldi. Quelli tornano sempre utili: corrompere la polizia, un giudice, o anche comprare un bambino, nel caso si facesse strada il desiderio di essere padre. Tanto vale, allora, progettare il colpo di una vita, l’ultimo, per essere a posto per sempre. E Frank parla, parla continuamente. Espone con logicità la sua filosofia di vita, ma è facile andare oltre le parole e vedergli attraverso. Una figura solitaria che sembra volersi annullare nell’inquadratura, presente sulla scena, ma esile, incerta nel buio, circondata da neon pastello che risultano più vivi della pelle che illuminano. È solo quando il tempo si blocca e Frank si mette all’opera, che il suo corpo inizia a respirare sul serio, e la pellicola sembra respirare con lui. Mann sterza bruscamente durante tutto il corso del film, che vive cambi di atmosfera costanti pur rimanendo coerente con se stesso, poiché sorretto da una consapevolezza stilistica già ben definita. E se per la maggior parte del film la tensione sembra scarseggiare, basta attendere che un foro di proiettile attraversi il cranio del compagno di rapine di Frank, dipingendo di rosso la castità dell’auto bianca contro cui si accascia, e usare il foro come una porta, per entrare nell’ultima parte del film. Con la stessa metodicità con cui conduce le sue rapine, Frank organizza la carneficina finale, dove ogni morto ha diritto al suo ralenti, in una ulteriore dilatazione temporale, estetizzazione massima della violenza della finzione.

 

Prima di Manhunter, prima di Heat, c’era Thief. Al suo secondo lavoro, Mann dimostra una lucidità estetica che dona a un soggetto scontato, una profondità in grado non solo di gettare le basi per la sua carriera, ma di influenzare gran parte degli autori contemporanei. Dai toni pastello che dominano le inquadrature di Spring Breakers al personaggio interpretato da Ryan Gosling in Drive, identico a Frank salvo la loquacità, Thief, seppur dimenticato, continua a  rubare spazio negli schermi altrui. 

 

 

Titolo originale: Thief
Regia: Michael Mann 

Interpreti: James Caan, Tuesday Weld, Willie Nelson, James Belushi, Robert Prosky, Dennis Farina

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Durata: 117 min 
Origine: USA, 1981
Giovedì 4 aprile ore 03.05 Rai Movie