FILM IN TV – Tre amici, le mogli e (affettuosamente) le altre, di Claude Sautet

vincent, françois, paul et les autres"Claude Sautet è testardo, Claude Sautet è selvaggio, Claude Sautet è sincero, Claude Sautet è possente, Claude Sautet è francese, francese, francese".

 

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A parlare è François Truffaut, chiamato a spendere qualche parola su Vincent, François, Paul…et les autres, titolo che a metà degli anni Settanta segna una rinascita registica per l'autore diventato, dopo l'esordio nel noir, sostanzialmente un "risuolatore" di sceneggiature altrui.

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E invece a partire da L'amante (Les choses de la vie) con Michel Piccoli e Romy Schneider, che diventeranno volti familiari del suo cinema, Sautet si riconquista lo statuto di auteur a tutto campo, anche grazie alla collaborazione fruttuosa con lo scrittore Jean Loup Dabadie.

Ha ragione da vendere Truffaut, come al solito. Se c'è un aggettivo che condensa lo stile di Sautet, il suo modo di scrivere e filmare, così dannatamente narrativo e allo stesso tempo naturale, è proprio un esprit che appartiene ai luoghi e al popolo francese. Quell'essere lascivamente affascinante, improvvisamente burbero, la capacità di rivelare in ogni conversazione i nervi scoperti di un ceto sociale o di una generazione.

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vincent françois paul et les autresRiguardare a quarant'anni di distanza Vincent, François, Paul…et les autres è ritrovare in quelle "parties de campagne" domenicali echi di Jean Renoir, dei suoi simbolici intrecci sentimentali, perché le regole del gioco sembrano non cambiare mai. In quelle tavolate, che negli stessi anni stavano già diventando funeree grandi abbuffate, si ha la sensazione di poter sfogliare l'intera cinematografia francese.

 

Non solo per i volti ormai iconici di Michel Piccoli, Yves Montand o Serge Reggiani, che portano sui loro grugni, sulle loro rughe, la conversione del cinema di genere nel canto della quotidianità borghese, ma soprattutto perché Sautet eleva a sistema formale una convenzione sociale, traendone sequenze di cinema magistrale.
E se Ferreri fa esplodere i suoi corpi grotteschi, Sautet racconta invece l'implosione silente, ma non meno disperata o dolorosa. Riuscendo ugualmente, malgrado i matrimoni finiti, la bancarotta, i fallimenti pubblici e privati, a lasciarci con uno sguardo ancora capace di essere vitale, aperto al mondo, alla vita. 

 

stephane audran e yves montandPerché Vincent, François, Paul… et les autres racconta nient'altro che les choses de la vie senza temerne i tempi morti, ma sfruttandoli anzi con una contrappuntistica voice over, mai didascalica, ma capace di evidenziare gli scarti tra parola e immagine, tra dichiarazioni programmatiche – il "Non hai vent'anni. Non abbiamo più vent'anni", detto da Piccoli a Montand – e verità sottaciute, rivelate da un controcampo o da un primo piano.

 

Un cinema-vita che guarda alle sue stesse opere come tasselli di un'esistenza privata, con attori che vanno e vengono, e storie, situazioni, personaggi, ideali prosecuzioni gli uni degli altri. Un cinema, anche, di cuori in inverno, capace di abbattere, nel breve spazio di un caffè condiviso da una coppia ormai distante, i decenni che separano Vincent…da Un coeur en hiver, con Emmanuelle Béart e Daniel Auteil perfetti eredi di Stephane Audran e Yves Montand. Stessi rimpianti, stesse malinconie di protagonisti-spettatori che si ritrovano a guardare la vita da dietro un vetro o uno schermo.

Titolo originale: Vincent, François, Paul et les autres
Regia: Claude Sautet
Interpreti: Yves Montand, Michel Piccoli, Serge Reggiani, Gerard Depardieu
Origine: Francia, 1974
Durata: 114'

Giovedì 3 aprile ore 8.15 Raimovie