FILM IN TV: ""Un amore splendido", di Leo McCarey

Sogni d’amore. Sogni che acquistano forme e colori, che si specchiano nella disarmante bellezza di un giardino rigoglioso e nella perfezione di una scogliera a picco sul mare. I protagonisti affondano in un’atmosfera di destabilizzante malinconia, insieme ai palazzi di New York. Una malinconia che nasce dalla consapevolezza di un presente che è già passato e che porta incisi su di sé i segni di un futuro inarrivabile. Venerdì 15 febbraio ore  16.00 Rete 4

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Sta tutta nel titolo originale la struggente anima che accompagna Un amore splendido nel suo malinconico viaggio attraverso le vorticose e nostalgiche acque del ricordo. E dei sogni, così reali e salvifici, mentre salgono su, nell'aria, come innocenti bolle di sapone ignare del loro destino. Sogni d’amore, reali perché tangibili e riconoscibili in quel volto, in quel bacio rubato. Sogni che abitano in una dimensione paradisiaca, che costruiscono essi stessi un mondo meraviglioso, trionfante al di sopra delle umane contingenze. Non rimane che la memoria di tanta bellezza e il desiderio impossibile di poterla ritrovare. La nave attracca e netta appare la separazione. Si scende a terra e le illusioni perdono quota. Solo, il desiderio resta accesso e con essa la speranza, ripiegata in un biglietto. Fine primo tempo.

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Rifacimento di Un grande amore del 1939 dello stesso McCarey (regista famoso per aver "inventato" la coppia Laurel & Hardy), Un amore splendido è racchiuso entro i precisi confini della romantic story che, come di consueto, prevede uno sviluppo narrativo articolato secondo i successivi momenti di innamoramento, separazione e ricongiungimento finale dei due protagonisti, costretti a superare gli ostacoli del caso, prima di poter coronare il loro sogno d'amore. La struttura stessa del film aderisce a questo copione di genere, sottolineando l'alternarsi tra l'una e l'altra fase del racconto, per mezzo di cesure decise, praticate nel continuum visivo mediante evidenti cambi di tono oltre che di direzione. A questa esibita rigidità si oppone però un’atmosfera di destabilizzante malinconia, nella quale i protagonistiUn_amore_splendido

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affondano sin dalla prima scena, insieme ai palazzi di New York, primo fra tutti l’Empire State Building. Una malinconia che nasce dalla consapevolezza di un presente che è già passato e che porta incisi su di sé i segni di un futuro inarrivabile nella sua immaginata perfezione. Ed ecco emergere i vuoti di una vita rivolta a ciò che è stato e quelli di un sogno rimasto orfano dei propri attori. Ed è proprio dai vuoti che la pellicola di McCarey, portata a compimento nel 1957, trae forza maggiore. È vuota la stanza nella quale Ferrante-Grant torna dopo l'abbandono di Terry McKay-Deborah Kerr, mentre si aggira tra un pianoforte che evoca suoni ormai lontani e le poltrone eleganti di un salotto ammutolito dall'assenza. Svuotato appare lo schermo, privato dell'immagine di quel bacio soltanto intuito, nello spazio di un’inquadratura che sposta la sua attenzione verso il basso, mostrando il protendersi di un corpo verso l’altro, sulle scale di una nave in mezzo al mare. McCarey sceglie più volte di non far vedere, di non dire, (come nella parte finale del film, nella quale non viene mostrata la scena che si offre come punto di svolta della vicenda, quella in cui Nickie scopre che Terry non si era presentata all'appuntamento a causa di un brutto incidente) ampliando le potenzialità della pellicola sul piano per così dire impressionista, suggerendo determinate situazioni e sensazioni, per poi farne emergere delle altre, con tutta la loro potenza. Come l’immagine di quel quadro nello specchio: una verità riflessa, come l'amore.

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Titolo originale: An Affair to Remember

Regia: Leo McCarey

Interpreti: Deborah Kerr, Richard Denning, Cary Grant, Neva Patterson, Cathleen Nesbitt

Durata: 115’

Origine: USA, 1957

Venerdì 15 febbraio ore 16:00 Rete 4

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