FILM IN TV – "Una giornata particolare", di Ettore Scola

Una giornata particolareUna peculiarità che il cinema italiano ha un po' perso per strada – in via generica, s'intende – è quella di saper raccontare delle storie semplici, e soprattutto di saperle raccontare bene, con pregnanza emotiva e grande attenzione nell'evitare la trappola del melò sdolcinato, quel ricatto allo spettatore medio che è il pilastro, la squallida base su cui poggiano gran parte delle fiction televisive italiane.
Una giornata particolare, per l'appunto, è una storia semplice e lineare, costruita intorno a pochi e basilari conflitti – l'uomo fascista e la concezione strumentale della donna, la posizione dell'intellettuale (Marcello Mastroianni) durante il regime, l'amore non corrisposto, la possibilità di una redenzione e via dicendo. Ciò che colpisce, però, è la consueta leggerezza del vecchio cinema italiano, che significa leggerezza di tocco e sguardo, e non di contenuti o quant'altro. Perché Una giornata particolare non è un film leggero, anzi, a guardarlo bene è un film piuttosto cupo, quasi crepuscolare. Intanto c'è l'unità di luogo – il palazzone di periferia – che di certo non contribuisce ad aumentare il ritmo della pellicola, e poi c'è la grande prova recitativa di Mastroianni, il quale, come al solito, sembra divertirsi davanti alla macchina da presa, giocare all'attore e modulare la voce in maniera sorniona, partecipe e distante allo stesso tempo. Eppure, proprio lui che bonariamente prendeva in giro il Metodo Stanislavskij, è convincente e calato nel ruolo, e alla fine ci si ritrova davanti a una splendida variazione sul tema, a un more of the same di interpretazioni più note ma non superiori, come il giornalista de La dolce vita o il fratello malinconico di Cronaca familiare. Inoltre, visto che Una giornata particolare è soprattutto un film di attori, bisogna per forza menzionare la Loren, che regala una prova all'altezza del contesto serioso e ci appare, forse, in uno dei suoi ruoli più azzeccati, in una parte drammatica che potrebbe far ricredere quel sottogruppo cinefilo e un po' snob da cui non è mai stata apprezzata. E infine c'è Ettore Scola, forse il più sottovalutato dei vecchi registi italiani. Proprio lui, che nel movimento cinematografico c'è sempre stato, fin da quando sceneggiava Il sorpasso insieme a Risi e Maccari. Scola, con questo film, ci mostra la tenera relazione platonica fra un omosessuale destinato al confino e una donna fascista, sottomessa e schiava dell'egoismo maschile. Insomma, c'è un sincero affetto per i personaggi, c'è il tocco del grande regista e poi c'è quel cinema empatico, al servizio della povera gente, che le produzioni hanno spremuto al punto da farlo miseramente estinguere. Curiosità cinefila: il film è stato omaggiato all'interno di un'altra pellicola, Giulia non esce la sera (2009), dove Valerio Mastandrea, insieme alla moglie e alla figlia, guarda in televisione alcune scene di Una giornata particolare.

Regia: Ettore Scola
Interpreti: Sophia Loren, Marcello Mastroianni, John Vernon
Durata: 105'
Origine: ITA, 1977
Martedì 29 gennaio, ore 14.15 Rai Movie

 

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    un altro "silenzioso" omaggio questo prezioso film l'ha ricevuto da Gustav Hofer e Luca Ragazzi nel loro Italy: love it or leave it.