FILM IN TV – "Una vita al massimo", di Tony Scott

una vita al massimoSe mai c’è stato un film di Tony Scott apprezzato unanimemente anche dalla critica “ufficiale”, questo è sicuramente Una vita al massimo (secondo solamente a Miriam si sveglia a mezzanotte, forse). E (ri)vederlo oggi significa prendere coscienza che, venti anni dopo, è già un cinema fatto di fantasmi: lo si intuisce subito, sin dai titoli di testa, leggendo nomi come quelli di Scott, Chris Penn, Dennis Hopper, James Gandolfini. Sembrava ieri, e invece si è trasformato di colpo in un antro di memoria, in un ricordo di volti e personaggi che non ci sono più. Eppure stiamo parlando solamente degli anni Novanta, di quel cinema così vicino nel tempo che, improvvisamente, già si è fatto Storia. Complice sicuramente la presenza di un Quentin Tarantino, autore della sceneggiatura, il cui universo filmico ci appare così contemporaneo che non siamo certamente abituati ad associarlo a immagini di perdita o di morte (quella vera). E proprio del cinema di Tarantino, Una vita al massimo ne è una sorta di istantanea del primo periodo, situato esattamente tra Le iene e Pulp Fiction: non a caso nel cast compaiono, oltre al già citato Chris Penn, altre presenze fisse del periodo come Christopher Walken e Samuel L. Jackson. E poi, ancora: Sonny Chiba (l’Hattori Hanzo di Kill Bill), i fumetti di supereroi (presenza fissa negli script di Tarantino, che sembra guardare al personaggio di Richard Gere in All’ultimo respiro di Jim McBride e alla sua passione per Silver Surfer), il cinema di Hong Kong (in una sequenza i protagonisti guardano in televisione A Better Tomorrow II di John Woo), i dialoghi impazziti, Elvis, le montagne di cocaina, le sparatorie…

 

E Tony Scott? Il regista inglese sembra qui mettere un freno ai propri marchi di fabbrica, quegli stessi che lo avevano portato ad essere dipinto come un artigiano di pura tecnica ma povero di cuore: lasciandosi trasportare da una scrittura liberissima e spensierata (ma modificandone la struttura ad incastri e aggiungendo un happy end posticcio: nella stesura originale Clarence moriva durante la sparatoria finale in hotel, mentre qui “risorge” con un occhio solo), realizza uno dei manifesti di un certo cinema di quel periodo. Quando esso (il cinema) stava per cambiare volto e (ancora) non lo si sapeva; quando la New Hollywood era (ancora) dietro l’angolo e si marciava a rotta di collo verso il duemila. Come un giovane innamorato e idealista, che corre a Los Angeles con un carico di cocaina e una bionda dal sapore di bignè, Una vita al massimo si proietta verso un futuro sconosciuto senza mai guardarsi indietro. Oggi quel futuro è già passato, e di alcuni dei suoi protagonisti rimane solamente un nome sulla lapide.

 

Titolo originale: True Romance

Regia: Tony Scott

Interpreti: Christian Slater, Patricia Arquette, Dennis Hopper, Chris Penn, Tom Sizemore, Gary Oldman, Brad Pitt, James Gandolfini, Val Kilmer, Christopher Walken

Durata: 114'

Origine: USA, 1993