FILM IN TV – Uno sparo nel buio, di Blake Edwards

Parte la musica della Pantera Rosa, uno di quei motivetti che rimarranno per sempre nella storia del cinema e nella cultura popolare non solo americana, ma probabilmente di tutto il mondo. Nel ’63 il regista e sceneggiatore Blake Edwards, il co-sceneggiatore Maurice Richlin, il compositore Henry Mancini e l’attore britannico Peter Sellers danno vita al fenomeno  La Pantera rosa (The Pink Panther). Da lì, si evolverà in un vero e proprio brand, con tante pellicole successive, cartoni animati, giocattoli, ecc. Tutto è incentrato sulle “allegre” avventure dell’ispettore Jacques Clouseau (Peter Sellers), che più vuole essere sagace e arguto alla Sherlock Holmes o alla Hercule Poirot (non per nulla il suo degno assistente si chiama Hercule), più si ritrova a combinare pasticci e sconquassi. Però, non si sa come, paradossalmente quel disordine lo porta sempre verso la soluzione dei casi.

Se il primo episodio La Pantera Rosa è un capolavoro, Uno sparo nel buio, il secondo, non gli è da meno. A Shot in the Dark, questo il titolo originale, è uscito nelle sale cinematografiche il 1964 ed è a shot in the dark 3incentrato sugli omicidi che stanno avvenendo nella residenza del ricco Benjamin Ballon (George Sanders). Accanto ai corpi del delitto viene sempre trovata la domestica Maria Gambrelli (Elke Sommer), che viene creduta colpevole e di conseguenza imprigionata. Ma Clouseau, spinto dall’istinto, dal senso di giustizia e soprattutto dalla fascinazione totale verso la ragazza, la fa rilasciare più volte per scoprire il reale colpevole. Come al solito, accompagnato dal caos e dal suo “genio” investigativo, cercherà di stanare il vero assassino per poter così salvare la sua bella. In questo episodio compaiono per la prima volta i personaggi (che diverranno poi fissi) del commissario Dreyfus (Herbert Lom), un capo alquanto “infastidito” da Clouseau, e di Kato (Burt Kwouk), il tuttofare dello stesso ispettore sempre pronto a metterlo alla prova.
a shot in the dark 2In realtà il secondo episodio della serie è basato sul testo teatrale L’idiote di Marcel Achard, nel quale non vi è nessuna traccia dell’ispettore francese, nato nel primo episodio di Edwards. Ad ogni modo il regista e il co-sceneggiatore (non più Maurice Richlin ma William Peter Betty) decisero di riutilizzare la storia dell’opera di Achard per continuare la serie Clouseau.

Un misto di battute e situazioni esilaranti, che raggiungono e spesso superano il limite dell’assurdo, condisce e innalza la trama del film. Preciso e piacevole è l’utilizzo della travolgente movimentazione costruita sulle basi della vecchia scuola slapstick, il tutto reso molto efficace dalla bravura comica e camaleontica di Sellers. L’attore inglese in quegli anni era richiestissimo proprio per la sua comicità, dai forti connotati istrionici: oltre a continuare la collaborazione con Edwards (Hollywood Party e i sequel targati Pantera Rosa), l’attore lavorò con registi del calibro di Kubrick (Lolita, Dottor Stranamore) e Vittorio De Sica (Caccia alla volpe, Sette volte donna). Sellers era anche molto scrupoloso e perfezionista: leggende hollywoodiane narrano che, non essendo soddisfatto della propria performance, tentò di bloccare l’uscita nelle sale di Uno sparo nel buio, ovviamente (e per fortuna), senza riuscirci.
Oltre al motivo musicale di Mancini e alla bravura dell’attore britannico è presente anche un tocco distintivo e particolare, quello di Blake Edwards. Mescolata allo slapstick e all’assurdo, c’è la peculiarità di un certo tipo di commedia del regista: un eros scherzoso, con un tono leggermente piccante e brioso, già sperimentato con il successo internazionale di Colazione da Tiffany (la canzone Moon River è stata composta proprio da Henry Mancini). Così, parallelamente alla commedia all’italiana, negli USA si sviluppava un nuovo tipo di commedia più vicina all’evoluzione del pubblico e alla società americana.

 

 

Titolo originale: A Shot in the Dark

Regia: Blake Edwards

Interpreti: Peter Sellers, Elke Sommer, George Sanders, Herbert Lom, Graham Stark

Durata: 110′

Origine: Usa 1964