Film tradotti in Lis grazie all’intelligenza artificiale

Tra le iniziative collaterali del 77° Festival di Cannes, è stato presentato il cortometraggio Bungee Shopping con dialoghi tradotti nella lingua dei segni.

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La traduzione audiovisiva per non udenti è un campo in rapida crescita nell’ambito dell’accessibilità dei contenuti multimediali, quest’ultima fondamentale per guidarne lo sviluppo. Diventa così cruciale garantire che le persone con disabilità uditive abbiano la stessa opportunità di accedere e beneficiare dei contenuti audiovisivi come il resto della popolazione.

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L’inclusione diventa così il collante per creare qualcosa che ancora non esiste del tutto, ma si spera possa avere, presto, maggiore fruizione. Stiamo parlando della traduzione dei dialoghi di un film in LIS, ovvero nella lingua dei segni.

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In Italia, è stato presentato nell’ambito delle iniziative collaterali del 77° Festival di Cannes, per la prima volta con queste modalità, un cortometraggio di animazione. Della durata di sei minuti, il film è prodotto da Short Art Media, una struttura esecutiva di ILBE, una delle case di produzione indipendenti più importanti del panorama internazionale, la Iervolino & Lady Bacardi Entertainment S.p.A., di Andrea Iervolino e Monika Bacardi.

Il cortometraggio in questione è intitolato Bungee Shopping, ed è un cartone animato che vede, nella versione originale, la voce di Johnny Depp. Ed ecco la novità: una piccola figura che compare in basso a sinistra, in modo non invasivo. Un avatar che traduce tutti i dialoghi nel linguaggio dei segni. E questo accadrà, in futuro, grazie all’intelligenza artificiale, per ogni film che gli sarà sottoposto.

Tutto nasce da un’idea di Giacomo Rosini, borsista ad Harvard di studi sulle produzioni cinematografiche: ha pensato che “mancasse qualcosa” nella fruizione dei film. Aiutato da Ugo Di Tullio, docente della disciplina “Organizzazione e Legislazione dello Spettacolo Cinematografico e Teatrale” presso l’Università di Pisa, e dalla interprete nella lingua dei segni, la dottoressa Antonella Zaccaria, Rosini ha così proseguito nel suo progetto.

La realizzazione tecnica è a cura di Arte Video, una società di produzione e post-produzione di Palmanova, prevalentemente focalizzata sulle soluzioni per l’home video.

“I sottotitoli, che vengono comunemente utilizzati, sono freddi, non riescono a catturare l’enfasi, mentre il linguaggio dei segni può farlo”, ha dichiarato Ugo Di Tullio, che ha presentato il cortometraggio.

“Si tratta di un breve cortometraggio, ma di un grande passo avanti per il pubblico. Gli sviluppi di questa nuova tecnica potrebbero essere importantissimi per permettere ad un immenso pubblico di ipoudenti l’accesso ad una immensa piattaforma di contenuti audiovisivi. Anche così si implementa l’inclusività”, ha dichiarato Giovanni Bogani, critico cinematografico e docente, introducendo il progetto a Cannes. L’avventura è solo iniziata.

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