Filmmaker Festival 2022. I vincitori

Annunciati i premi del festival milanese, da sempre interessato a scoprire e a sostenere nuovi autori e nuove forme di cinema. Vince il francese Nuit Obscure di Sylvain George

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Sono stati annunciati, all’Arcobaleno Filmcenter di Milano, i vincitori di Filmmaker Festival 2022, un concorso da sempre interessato a scoprire e a sostenere nuovi autori, nuove forme di cinema, nuove relazioni con il pubblico. La 42esima edizione, svoltasi dal 18 al 28 novembre, ha presentato 78 titoli da 20 paesi di cui 25 prime mondiali e 16 italiane.

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Il Premio Filmmaker è andato a Nuit Obscure – Feuilets Sauvages di Sylvain George “per la capacità di trasportare lo spettatore in un limbo dai margini oscuri” e “per le scelte espressive e la narrazione aperta“. Il film è ambientato a Melilla, l’enclave spagnola in Marocco, un pezzo di Europa nel mezzo dell’Africa dove cercano di entrare migliaia di migranti in viaggio verso un possibile futuro. Sylvain George compone un nuovo capitolo nella sua narrazione dei migranti a cui ha dedicato il proprio lavoro sin dagli esordi, continuando quella ricerca formale di un’immagine poetica e politica che ne affermi l’esistenza senza vittimismi né luoghi comuni.

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Il Premio della Giuria è stato assegnato a Hardly Working di Total Refusal, che racconta un’indagine etnografica sul lavoro e sulla vita quotidiana di alcuni personaggi non giocanti, ovvero le comparse digitali del videogioco Red Dead Redemption 2. Il film è stato premiato “per la proposta radicale che crea un cortocircuito associativo tra l’esplorazione dei NPC (non-playable characters) del videogioco e il mondo reale del lavoro contemporaneo e per la potenza dell’esperienza percettiva che induce lo spettatore a cercare il trascendente nell’ esperienza digitale di intrattenimento“. Il Premio della Giuria Giovani è stato assegnato On A Eu La Jurnee, Bonsoir di Narimane Mari “per come la regista riesce a presentare le mille sfaccettature dell’artista, protagonista del film, e per come riesce a comunicare un sentimento di amore, trasportando il quotidiano sullo schermo, raccontando una storia umana che ha la forza di rimanere universale“. La regista, a lungo compagna di Michel Haas, protagonista del film, ci porta delicatamente dentro all’universo poetico e quotidiano che ha quasi la forma di una fiaba seguendo un ritmo che è quello dei sentimenti sempre intrecciato però alla dimensione filmica, al desiderio di trovare una narrazione alla sua materia.

Il Premio Prospettive 2022 è invece andato al film italiano A casa, della padovana Rebecca Grigore. Un film capace di combinare “materiali visivi di provenienza domestica, in cui il ricordo della casa perduta diventa l’occasione per ricostruire l’atlante della memoria di una generazione migrante dal respiro al contempo intimo e collettivo“. Il film inizia con le immagini di una casa al cui interno c’è una culla, quella che accoglierà Rebecca Grigore, la regista del film. Dietro la telecamera suo padre, Nicolae Eugen Grigore, e dietro le immagini il racconto di un uomo che nel 1996 decide di lasciare la Romania per cercare una vita migliore in Italia.

Altro premio della giuria Prospettive è stato intitolato a Nicola Curzio, giovane filmmaker scomparso lo scorso giugno, coinvolto in passato dalla direzione del festival come giurato di Prospettive, la sezione rivolta a scoprire, dare spazio e visibilità ai talenti emergenti del cinema italiano. Questo primo Premio Nicola Curzio se lo aggiudica un altro film italiano, Racconto di Giulio Melani. Dove un ragazzo si muove in uno spazio abbandonato, cercando qualcosa. È una pietra che infine trova, la raccoglie, l’annusa, la sotterra. La sola figura umana è quella del ragazzo che ne viene quasi inghiottito, i suoni sono voci incomprensibili, frammenti secchi di conversazioni e canzonette anch’esse fuori dal tempo. Il film è stato premiato “per la capacità di condurci e farci perdere in un racconto personale, in cui ci ritroviamo abbandonati all’interno dell’esperienza corporale e onirica della sospensione che si crea attraverso immagini piene di mistero“. Menzione speciale per Ama Osa di Marija Stefanija Linuza, “un film che tratta tematiche attuali con uno sguardo che si pone sullo stesso piano della protagonista, restituendo l’urgenza di affrontare questioni come il tabù della sessualità e degli stereotipi di genere“.

Il premio Gradi di Libertà va a Mono di Chiara Troisi mentre il Premio Rai Cinema Channel è stato assegnato a Affiorare di Rossella Schillaci.

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