Fino all’ultimo indizio, di John Lee Hancock

Un post-noir scongelato dopo 30 anni che elimina le ambiguità e le perversioni per normalizzare il genere. A suo modo, un atroce delitto perfetto. Su Sky on demand e Infinity

Arriva circa con 30 anni di ritardo Fino all’ultimo indizio. La sceneggiatura di John Lee Hancock è stata infatti scritta all’inizio degli anni ’90. È stata proposta a Spielberg, Beatty, De Vito ed Eastwood. E poteva esser proprio Clint che poteva essere il regista adatto per dirigere questo film. Prima di tutto perché Hancock è stato lo sceneggiatore di uno dei suoi film più belli, Un mondo perfetto. E poi perché c’erano, almeno sulla carta, quelle atmosfere oscure, da post-noir di Debito di sangue e Mystic River. Poi non se ne è fatto nulla. Quello di Fino all’ultimo indizio appare l’esempio classico di uno script mai rimaneggiato e solo scongelato. Il vice-sceriffo della contea di Kern Joe Deacon (Denzel Washington) viene mandato a Los Angeles per raccogliere delle prove su un omicidio. Arrivato sul posto, affianca il nuovo detective capo Jimmy Baxter (Rami Malek) esi trova coinvolto in una caccia al killer che sta terrorizzando la metropoli. Durante l’indagine emergono alcuni segreti di Joe legati a un caso del passato che lo ha traumatizzato.

--------------------------------------------------------------------
UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

--------------------------------------------------------------------

Hancock si perde completamente nell’intricatissima trama e smarrisce anche quella scolastica ma anche affascinante classicità che ha segnato spesso i film che ha diretto, in particolar modo il sorprendente western Alamo. Gli ultimi eroi. Inizia imitando il terrore spielberghiano di Duel contaminandolo con Il silenzio degli innocenti. La ragazza che canta in auto Roam dei The B-52’s è infatti la reincarnazione di quella che canta a squarciagola American Girl prima di andare incontro a un tragico destino nel film di Demme. Inoltre Denzel Washington sembra mescolare il disoccupato alla ricerca della donna scomparsa di Il diavolo in blu con il criminologo paralizzato sule tracce del serial killer di Il collezionista di ossa.

Fino all’ultimo indizio è così legato ai thriller degli anni ’80 e ’90 da diventarne succube. Hancock non ha l’impulso di Fincher di attraversare l’inferno come in Seven ma lo costruisce soltanto in modo complesso ma anche dispersivo in sceneggiatura. Solo Jared leto può essere l’incarnazione del diavolo e infatti la sua prova, tra i protagonisti, è quella più convincente. Il modo in cui si prende gioco di Rami Malek – così inadatto al ruolo di uno dei detective meno credibili degli ultimi anni tanto da rasentare solo una grottesca caricatura – e lo fa scavare in un terreno abbandonato alla ricerca di un cadavere rappresenta l’unica scena che si avvicina a quella perversione tanto sbandierata e solo debolmente accennata. Hancock normalizza i fantasmi nella stanza di Joe, inquadra in modo neutrale gli articoli di giornali sugli omicidi. Nel noir, lo sappiamo, anche la carta respira. Fino all’ultimo indizio invece è solo il cadavere della nostalgia del genere riesumato solo per una sbrigativa autopsia. A suo modo, un ‘atroce’ delitto perfetto.

 

--------------------------------------------------------------------
SCOPRI I NUOVI CORSI ONLINE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI


--------------------------------------------------------------------

Titolo originale: The Little Things
Regia: John Lee Hancock
Interpreti: Denzel Washington, Rami Malek, Jared Leto, Natalie Morales, Chris Bauer, Judith Scott
Distribuzione: Warner Bros
Durata: 127′
Origine: USA, 2021

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.8

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

Sending
Il voto dei lettori
3.45 (11 voti)
------------------------------------------------------------------------
IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #8