Firenze come piccola Hollywood: Cavallo di Troia di Giuseppe Ferlito

francesca cellini in cavallo di troiaLa voglia di fare cinema? Può divenire un’ossessione. Può diventare un dèmone che ti esalta e ti abbatte, che ti mangia le ore, i minuti, i pensieri. Altrimenti, non si spiegherebbe perché le scuole di cinema – nonostante la crisi che ci prende tutti alla gola – siano ancora così piene, e vibranti di entusiasmo.

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Questo tema può anche diventare il soggetto di un film: l’ossessione di un ragazzo che vuole fare l’attore, costi quel che costi. Il film è Cavallo di Troia, l’ultimo lavoro di Giuseppe Ferlito, che verrà presentato in anteprima nazionale martedì 21 gennaio al cinema Fulgor, alle 20.30 e alle 22.30, alla presenza del regista e di tutto il cast. Prezzo speciale a 5.50 euro, solo per quella sera.

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Ferlito, agrigentino, cinquantanove anni, ha già vinto numerosi premi in festival nazionali e internazionali come regista di film indipendenti: ha lavorato con Monica Guerritore e con Roberto Farnesi, e ha tenuto a battesimo il primo Leonardo Pieraccioni.

Il suo film è anche un caso più unico che raro, nel panorama del cinema nazionale. Non ha ricevuto neanche un centesimo di finanziamenti pubblici, ed è stato girato tutto con le risorse “interne” della scuola di cinema che dirige, il Laboratorio Immagina di Firenze. Non tanto soldi, quanto un prezioso capitale umano: tutti gli attori e tutta la troupe – dall’aiuto regista al fonico – fanno parte della scuola di cinema. Tutti orchestrati da Giuseppe Ferlito.

Tra i “ragazzi” del film, ce n’è uno molto speciale. Giorgio De Giorgi ha più di ottant’anni. Una vita passata nel teatro, e adesso una nuova giovinezza come attore di cinema. Giorgio possiede un arco di espressioni, una gamma dinamica di toni da far venire i brividi: sa sussurrare e sa indignarsi, sa essere tenerissimo e arrogante. Un attore di razza, “scoperto” da Ferlito nell’età in cui altri si dedicano solo alle passeggiatine nei giardini.

Firenze, nel film, diviene una piccola Hollywood: nelle riprese notturne da Monte Morello, la distesa di luci lì sotto sembra Los Angeles. E per un attimo ci sentiamo a Mulholland Drive. Echi di tanto cinema, da Effetto notte di Truffaut a Il cigno nero di Aronofsky. Tra gli attori, tutti bravi, Alessandro Massini colpisce per una invincibile fragilità nello sguardo. Francesca Cellini recita – e  canta – con grinta e talento da fuoriclasse.