Focus – Niente è come sembra, di Glenn Ficarra e John Requa

Nicky Spurgeon, è un truffatore di professione. Probabilmente il migliore nel suo campo: sa come muoversi, chi e quando colpire, ma soprattutto conosce i suoi limiti. Solo così è riuscito a creare un impero dell'inganno, non facendo mai il passo più lungo della gamba. Le cose cambiano quando incontra Jess Barrett, ladra talentuosa ma inesperta che cerca a tutti i costi di entrare nella sua organizzazione. Il loro rapporto di maestro e allieva diventa rapidamente amore, ponendo Nicky davanti ad un bivio: perché nel suo lavoro non può esserci spazio per i sentimenti.

Qual è l'elemento che lega quest'ultimo film del duo Glenn Ficarra e John Requa, al loro debutto registico? A parte l'incredibile lungimiranza della traduzione italiana di I love you Philip Morris in Colpo di fulmine – Il mago della truffa, le due pellicole sono unite in primo luogo da una trama sì di stampo diverso ma intenta sempre alla ricerca del colpo di scena improvviso. Schema narrativo affidato poi, in entrambi i casi, ad un interprete capace, rischiosamente, di polarizzare lo sguardo su di sé: due personalità ingombranti, quella di Jim Carey prima e questa di Will Smith adesso.

 

E infatti la figura di Will Smith si impone, ancora una volta, come centro gravitazionale totalizzante su cui costruire l'intero film. In Nicky Spurgeon, genio della truffa, trova la sua incarnazione più (auto)soddisfacente, potendo finalmente dettare anche i tempi della messa a fuoco, del focus dello spettatore, forzando fino al limite l'attenzione di chi guarda per tracciare un percorso che non lascia nessuna possibilità di deviazione. Ma nel piano perfetto, nell'incredibile esecuzione, Will Smith pecca ancora una volta lasciando spazio a quello che ormai è l'elemento ossessivamente congiunto alla sua immagine: il nucleo familiare.

 

Poco importa se l'attore cercherà sempre di essere un passo avanti a tutti, possa essere il più abile conquistatore di donne sulla piazza, un supereroe o l'ultimo uomo sulla faccia della terra, Will Smith sporcherà ogni suo ruolo cercando di colmare le sue lacune attraverso il rimando all'affetto familiare. Non c'è nessuna presenza concreta questa volta (niente Jared Smith), eppure il depistante gioco di inganni, la complessa (o presunta tale) stratificazione della verità attraverso infinite bugie, non ha nessun interesse a risolversi nel trionfo razionale di un'architettura asfissiante dove “tutto torna”.

 

No, alla fine è il discorso familiare a imporsi su qualsiasi logica. L'affetto per eccellenza, l'amore per i propri cari tanto quanto l'intento paterno verso lo spettatore, è la chiave di volta di Focus e allo stesso tempo il motore propulsore dietro ad una carriera. Un atteggiamento ingenuo, stucchevole e a tratti irritante ma che paradossalmente umanizza una figura altrimenti insostenibile. Una via di fuga che ci ricorda che dietro a Nicky Spurgeon, primo tra i truffatori, si cela ancora Willy, adolescente scapestrato incapace di dire di no alla propria mamma

 

Titolo originale: Focus
Regia: Glenn Ficarra, John Requa
Interpreti: Will Smith, Margot Robbie, Rodrigo Santoro
Origine: USA, 2015
Distribuzione: Warner Bros
Durata: 105'