FONDIfilmFESTIVAL 2008

VII edizione • 22/28 settembre 2008 • Auditorium comunale – Fondi (LT)
 
 
Ingresso libero
 
 
Immagini dal lavoro
Ricordo di Ugo Pirro, Dino Risi, Mario Silvestri
CIAK: si ascolta
Concorso Cinema &/è Scuola – Scuola di Cinema “Immagina”, Firenze
Dolly d’Oro Giuseppe De Santis
 
 
 
 
 
I registi Carlo Lizzani, Monica Repetto, Daniele Segre, Giuliano Montaldo, Ugo Gregoretti, Fulvio Wetzl, Andrea Molaioli, Renato Chiocca, Daniele di Biasio; gli sceneggiatori Enrico Vanzina, Alessandro Anselmi, Donata Carelli, Mariella Sellitti; gli attori Lino Capolicchio e Valeria Vaiano; il montatore Giulio Testa; la produttrice Georgette Ranucci; l’organizzatore di produzione Alberto Sotis; i critici Andrea Martini e Luca Bandirali: sono alcuni degli ospiti che animeranno la VII edizione del FONDIfilmFESTIVAL – che si svolgerà a Fondi (LT) dal 22 al 28 settembre 2008 – organizzato dall’Associazione Giuseppe De Santis. Il sodalizio culturale intitolato ad uno dei padri del neorealismo cinematografico italiano ha sede a Fondi, città natale del regista e set di alcuni suoi film.
Nei giorni del festival sarà anche possibile visitare la sede del costituendo Museo del Neorealismo, adiacente l’Auditorium comunale, sede della kermesse.
 
 
Il FONDIfilmFESTIVAL 2008 si articola in diverse sezioni:
             
          Immagini dal lavoro. Sezione principale del festival, è una retrospettiva di film e documentari sul tema del lavoro, uno dei motivi ricorrenti nel cinema di Giuseppe De Santis. L’obiettivo è di riflettere, sottolineare e anche segnalare quanto di meglio e di più interessante si produce su pellicola o in video sull’argomento, ma anche di fare tesoro e trarre profitto da un’esplorazione di quanto l’immaginario cinematografico ha creato fino ad oggi sull’argomento. Il tema del lavoro è sempre attuale, soprattutto riguardo al tema della sicurezza. Il FONDIfilmFESTIVAL ha sempre avuto una particolare attenzione a riguardo, dedicandovi da anni una apposita sezione. Tra le proposte di questa VII edizione del festival segnaliamo due recenti documentari, proiettati nel corso della Mostra del Cinema di Venezia 2008, incentrati sulla tragedia della Thyssen Krupp, l’acciaieria di Torino dove tra il 5 e il 6 dicembre 2007 hanno perso la vita 7 operai: ThyssenKrupp Blues (2008) di Pietro Balla e Monica Repetto, e La fabbrica dei tedeschi (2008) di Mimmo Calopresti. E ancora: Morire di lavoro (2008), di Daniele Segre, un film che vuole sollevare l’attenzione e diventare uno strumento attivo per informare e fare cultura sulla prevenzione, cercando di ottenere un cambiamento reale nei luoghi di lavoro; Signorinaeffe (2007) di Wilma Labate, sullo sciopero dei 35 giorni del 1980 alla Fiat di Torino; Mineurs (2007) di Fulvio Wetzl, un film sugli emigranti lucani che agli inizi degli anni ’60 lavoravano nelle miniere del Belgio; In fabbrica (2007) di Francesca Comencini, che ricostruisce attraverso materiali documentari la vita degli operai italiani dagli anni ’50 ad oggi. Infine Apnea (2005), di Roberto Dordit, sulle condizioni di lavoro degli extracomunitari nelle concerie del nord-est; Mattotti (2006), di Renato Chiocca – documentario su uno dei più importanti disegnatori del mondo, ritratto spesso durante l’atto della creazione, ovvero “il lavoro dell’artista” – e due film di Ugo Gregoretti: il documentario Apollon (1969) sulla lunga occupazione di una tipografia romana, e Il pollo ruspante (1963) che riflette in chiave grottesca sui falsi miti del boom economico.
 
 
          Il Neorealismo di Giuseppe De Santis. Carlo Lizzani presenta il volume “Alle origini del Neorealismo. Giuseppe De Santis a colloquio con Jean A. Gili” (Bulzoni, 2008), a cura di Jean A. Gili e Marco Grossi. Di seguito sono riportati alcuni estratti:
 
«Per me il cinema è una gran­de avventura, è un modo di stare al mondo e di avere rapporti umani». (Giuseppe De Santis)
 
«Non crediamo ai miracoli ma alle sorprese sì. La lunghissima intervista fatta a Giuseppe De Santis da Jean A. Gili nel corso del 1977 aveva l’intento di raccogliere appunti per un libro sulla carriera del regista. Il progetto non si realizzò, il libro non fu scritto. Eppure – questa è la sorpresa – quel libro c’è, lo avete tra le mani. Ed è qualcosa di più che una semplice testimonianza sul percorso di un regista. Alle origini del Neorealismo è la riflessione in prima persona e in presa diretta su un’epoca che va dagli anni ’40 agli anni ’70 e che è il periodo della nostra storia più denso di cambiamenti, più ricco di speranze; e anche più attraversato da delusioni. E’ la cerniera a metà del secolo tra un passato di guerra, di dittatura e ancora di guerra, e l’avvento di nuove idee che propongono al Paese altri modi di convivere, altri diritti da esercitare, altri linguaggi per raccontare la realtà. In queste pagine si incontrano persone e personalità della politica, della letteratura, del cinema, delle arti figurative, protagonisti con De Santis di quella temperie culturale. E vi appaiono tensioni, riferimenti e temi di tale rilievo che ancora oggi restano attuali, e spesso irrisolti». (dalla prefazione di Ettore Scola)
 
«Bisognerà scrivere, prima o poi, una vera storia delle origini del neorealismo, purgata dalle incrostazioni della consuetudine più o meno accademica e della vulgata comune che col tempo, per sedimentazione, contribuiscono a dar vita ad una verosimile ricostruzione del passato. “Se la leggenda diventa realtà, stampa la leggenda”, sosteneva il direttore dello Shinbone Star nel capolavoro di John Ford “The Man Who Shot Liberty Valance” (“L’uomo che uccise Liberty Valance”, 1962). Con quella frase Ford sanciva la mendacia della leggenda del vecchio West, e quasi la sua necessità. Ma ciò che poteva aver valore nel West (cinematografico) non può essere utile ad una storia del cinema che voglia essere attendibile. E se la leggenda nuoce alla storia, col tempo quest’ultima dovrà necessariamente imporsi. […] La pubblicazione di due interviste inedite a Giuseppe De Santis – una lunga del 1977, l’altra più breve del 1990 – costituisce una rara opportunità per quanti vogliano approfondire scrupolosamente una delle fondamentali stagioni della storia cinematografica italiana, che continua a fare scuola nel mondo intero, e ricollocare al loro posto alcune tessere del grande puzzle di quegli anni densi, trovandone finanche qualcuna che si pensava ormai smarrita o che non potesse trovare collocazione nel complicato incastro». (dall’introduzione di Jean A. Gili e Marco Grossi)
 
 
          Ricordo di Ugo Pirro, Dino Risi, Mario Silvestri. Tre serate dedicate ad altrettanti protagonisti del cinema italiano.
Ugo Pirro – sceneggiatore premio Oscar con Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e Palma d’Oro a Cannes con La classe operaia va in paradiso, film entrambi diretti da Elio Petri – è stato componente del Comitato scientifico dell’Associazione Giuseppe De Santis. Collaboratore dello stesso De Santis e di registi come Carlo Lizzani, Mauro Bolognini, Gillo Pontecorvo, Pasquale Squitieri, ha firmato copioni caratterizzati da una particolare attenzione all’impegno civile ed alle tematiche sociali, oltre che opere narrative e saggi di notevole importanza. Il FONDIfilmFESTIVAL lo ricorda con la proiezione del documentario Soltanto un nome nei titoli di testa (2008), realizzato dai suoi allievi della scuola di sceneggiatura e presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2008.
Dino Risi, padre della commedia all’italiana, ha firmato film tra i più rappresentativi di quel genere che ha contribuito a far conoscere ed apprezzare la cinematografia italiana nel mondo. Disincantato, ironico, graffiante, grottesco, il suo cinema è ancora oggi di straordinaria attualità, per la valenza sociale e politica dei temi trattati e per la descrizione del carattere antropologico degli italiani. Dino Risi. Il mostro della commedia (2008) è il documentario prodotto da SKY Italia che lo racconta attraverso una lunga intervista allo stesso regista e ad alcuni amici e collaboratori.
Mario Silvestri ha lasciato un grande vuoto nell’Associazione Giuseppe De Santis, che aveva contribuito a fondare e di cui era Vicepresidente. Il suo intenso rapporto – prima professionale e poi di fraterna amicizia – con De Santis risale al 1953, anno in cui il regista chiamò Silvestri come organizzatore generale per il film Giorni d’amore, le cui riprese in esterni furono realizzate interamente a Fondi. Silvestri ebbe modo di lavorare sul set anche con un altro fondano, il produttore Giovanni Addessi, con cui collaborò alla realizzazione di Uno strano tipo (1963) di Lucio Fulci, interpretato dal giovane Adriano Celentano. Nel corso della sua lunga carriera come organizzatore generale, ha lavorato a decine di film, tra cui Un maledetto imbroglio (1959) di Pietro Germi, adattamento cinematografico del romanzo di Gadda Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana, La ragazza di mille mesi (1961) di Steno, con Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, Il maestro e Margherita (1972) di Alexandar Petrovic, Mussolini ultimo atto (1974) di Carlo Lizzani, Da un paese lontano (1981) di Krzysztof Zanussi, incentrato sulla vita di Giovanni Paolo II. L’Associazione Giuseppe De Santis rende omaggio alla professionalità di Mario Silvestri con la proiezione di Gott Mit Uns – Dio è con noi (1969) di Giuliano Montaldo.
 
 
          Cinema &/è Scuola. La sezione competitiva del FONDIfilmFESTIVAL è stata  pensata per avvicinare le giovani generazioni ad una conoscenza consapevole ed analitica delle immagini in movimento. La giuria – composta da oltre cento alunni del triennio degli Istituti Superiori di Fondi – assegna il premio dopo una selezione delle migliori esercitazioni e saggi di diploma di una scuola di cinema italiana. Protagoniste delle precedenti edizioni la ZeLig di Bolzano, la Scuola di Cinema, TV e Nuovi Media di Milano, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, l’ACT Multimedia – Accademia del Cinema e della Televisione con sede a Cinecittà e l’Accademia dell’Immagine de L’Aquila. L’edizione 2008 vedrà protagonista la Scuola di Cinema Immagina di Firenze, diretta da Giuseppe Ferlito.
 
 
          Ecovisioni. Il rapporto di collaborazione tra l’Ente Parco dei Monti Aurunci e l’Associazione Giuseppe De Santis prosegue ormai da molti anni, con iniziative comuni (mostre fotografiche, corsi per le scuole, pubblicazioni). La VII edizione del FONDIfilmFESTIVAL vuole dare spazio al tema dell’ambiente e del territorio attraverso la proiezione del documentario “Il Parco Naturale dei Monti Aurunci” (2005) dei giovani filmakers Giorgio Anastasio, Silvio G. d’Alessio, Pierluigi Vecchio.
 
 
         Babycosmeg – L’arte fantastica di Franco de Franchis. Nato a Siracusa e residente a Sezze da molti anni, Franco de Franchis è pittore, scultore, illustratore e grafico. Ha operato prevalentemente a Roma dove negli anni ‘70 e ‘80 ha collaborato con nomi prestigiosi del cinema italiano come Marco Ferreri, Ugo Tognazzi, Carlo Rambaldi, Andrea Frezza. Collezionisti delle sue opere – oltre a Ferreri e Tognazzi – sono stati lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, il regista Elio Petri e l’attore Gerard Depardieu. Alcune sue sculture sono apparse in quegli anni in noti film, come “L’ultima donna” di Marco Ferreri e “Cattivi pensieri” di Ugo Tognazzi; mentre per la televisione ha realizzato una serie di murales che decoravano l’interno di una cella carceraria per la fiction “Tre casi per Don lsidro”, interpretata dall’attore Fernando Rey, per la regia di Andrea Frezza. Sempre tra gli anni ‘70 e ‘80 ha lavorato come illustratore di numerosi libri, riviste e giornali: “Il linguaggio moderno dell’architettura” di Bruno Zevi (Einaudi), “Identità e cambiamento” di Leon e Rebecca Grinberg (Armando), “La rivoluzione borghese e l’Italia – Storie d’Italia a fumetti” (Savelli), la rivista della CGIL “Rassegna Sindacale” e l’edizione italiana della rivista musicale “Rolling Stone” (Prima uscita: 1982). Ha partecipato nel 1980 alla rassegna Le fiabe volano, mostra collettiva degli illustratori di favole presso il Museo delle Arti e tradizioni popolari a Roma. Sempre a Roma ha ricevuto nel 1992 il premio Roma Viva presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio. Ha esposto in mostre personali e collettive: tra queste ultime, ha partecipato nel 2003 al XX Salon de Printemps (mostra Internazionale di Primavera) a Senlis in Francia. Sue opere si trovano in collezioni private di varie città italiane e straniere. Con la mostra Babycosmeg, organizzata nell’ambito della VII edizione del FONDIfilmFESTIVAL, de Franchis ritorna al suo antico amore per la scultura, esponendo opere che ruotano intorno al tema del concepimento e della nascita, insieme con un gruppo di quadri. Per la prima volta presenta un nuovo particolare genere di dipinti iperdimensionali, nei quali parte del quadro fuoriesce dalla bidimensionalità per proporsi nella sua dimensione tridimensionale. L’Associazione Giuseppe De Santis ha voluto far conoscere al suo pubblico il realismo fantastico di Franco de Franchis, per l’antica vicinanza e la continua, attuale mescolanza della sua ricerca con l’arte cinematografica.
 
 
          CIAK: si ascolta. Il “Soundtrack Ensemble” nasce dall’incontro di giovani musicisti pontini, che hanno così la possibilità di fare esperienza di orchestra tramite un repertorio orecchiabile e accattivante per il pubblico. Questo approccio, che vede le colonne sonore dei film come protagoniste dei concerti, ha il vantaggio di essere un ottimo veicolo di divulgazione culturale, unendo l’arte dei suoni a quella cinematografica. L’obiettivo del “Soundtrack Ensemble” è quello di costruire, con il passare del tempo, un organico sempre più largo, tale da poter affrontare tutti i brani del repertorio cameristico e sinfonico. I membri di questa compagine provengono dalle più prestigiose realtà musicali italiane (Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra RAI di Torino, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Accademia del Teatro alla Scala di Milano e Accademia di Santa Cecilia di Roma): Oscar Di Raimo, violino I; Carlo Recchia, violino II e sintetizzatore; Gabriele Bassi, violoncello; Daniele Cherubino, tromba; Mirko Nunziante, fagotto; Leone Keith Tuccinardi, pianoforte; Giulia Giannetti, chitarra; Gabriele Pezone, arrangiatore, concertatore e direttore d’orchestra. Il concerto CIAK: si ascolta proporrà brani dei film e dei compositori di seguito riportati, con la contemporanea proiezione su grande schermo di sequenze degli stessi film:
Babel (2006, Alejandro Gonzalez Inarritu), Gustavo Santaoalla; Il deserto dei Tartari (1976, Valerio Zurlini), Ennio Morricone; 1492 – La conquista del Paradiso (1992, Ridley Scott), Vangelis; Romeo e Giulietta (1968, Franco Zeffirelli), Nino Rota; Pearl Harbor (2001, Michael Bay), Hans Zimmer; Cantando sotto la pioggia (1952, Stanley Donen), Arthur Freed e Nacio Herb Brown; Mission (1986, Roland Joffé), Ennio Morricone; Il Padrino (1972, Francis Ford Coppola), Nino Rota; Lezioni di piano (1993, Jane Campion), Michael Nyman; L’ultimo dei Mohicani (1992, Michael Mann), Randy Edelman e Trevor Jones; Giochi proibiti (1952, René Clément), Narciso Yepes; In the Mood for Love (2000, Wong Kar-wai), Mike Galasso; Forrest Gump (1994, Robert Zemeckis), Alan Silvestri; Il tè nel deserto (1990, Bernardo Bertolucci), Ryuichi Sakamoto; Fratello Sole, sorella Luna (1971, Franco Zeffirelli), Riz Ortolani; Non c’è pace tra gli ulivi (1950, Giuseppe De Santis), Goffredo Petrassi; La leggenda del pianista sull’oceano (1998, Giuseppe Tornatore), Ennio Morricone; Gli spietati (1992, Clint Eastwood), Clint Eastwood e Lennie Niehaus; Per un pugno di dollari (1964, Sergio Leone), Ennio Morricone; Schindler’s List (1993, Steven Spielberg), John Williams; I predatori dell’Arca perduta (1981, Steven Spielberg), John Williams.
 
 
          “Dolly d’Oro Giuseppe De Santis” X edizione. L’Associazione ha istituito nel 1999, alla memoria del Maestro, un riconoscimento per le giovani leve del nostro cinema: il “Dolly d’Oro Giuseppe De Santis”, attribuito al miglior regista emergente dell’anno. Con il premio – una statuetta in bagno d’oro che raffigura un dolly in miniatura, simbolo della cifra stilistica di De Santis – ci si propone di rinnovare l’attenzione che il regista di Fondi aveva sempre rivolto ai giovani che muovevano i primi passi nel mondo del cinema. A partire dalla V edizione il premio – dopo essere stato ospitato dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e dal Torino Film Festival – viene attribuito nel corso del FONDIfilmFESTIVAL. Questi i vincitori delle precedenti edizioni: Marco Bechis, Alessandro Piva, Paolo Sorrentino, Andrea Porporati, Francesco Patierno, Antonio Bocola e Paolo Vari, Vincenzo Marra, Kim Rossi Stuart, Alessandro Angelini. Il “Dolly d’Oro Giuseppe De Santis” 2008 viene attribuito all’esordiente Andrea Molaioli per La ragazza del lago (2008).
 
 
 
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