Frame Time Open: al MAXXI la retrospettiva su Rosa Barba

Arriva a Roma la mostra dedicata alla filmmaker italiana, conosciuta per il suo cinema sperimentale. Saranno presenti 24 opere, tra cui la sua nuova scultura cinetica e il suo ultimo lungometraggio

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Il MAXXI di Roma ospita dal 26 Novembre 2025 all’8 Marzo 2026 Frame Time Open, la mostra che celebra la carriera della filmmaker italiana Rosa Barba, conosciuta principalmente per il suo approccio sperimentale.

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L’esposizione curata da Francesco Stocchi percorre vent’anni di lavoro dell’artista, riunendo una selezione di 24 opere tra le più significative sul piano scultoreo e cinematografico. Sono inclusi anche la nuova scultura cinetica They Are Taking All My Letters, realizzata in acciaio, alluminio, LED e strisce di pellicola 70 mm con citazioni di poesie in continuo movimento grazie al sistema di motori, e il nuovo film in 35 mm Myth and Mercury, che riflette sul ruolo del mar Mediterraneo come un’entità in continua trasformazione.

Rosa Barba è particolarmente apprezzata per il suo lavoro che fonde discipline diverse: il suo cinema esplora la luce e l’arte visiva nella sua interezza, creando delle opere che sono in grado di interagire con il pubblico in un nuovo modo, più profondo e riflessivo. Le sue installazioni sono riconosciute anche a livello internazionale e infatti sono state esposte in vari musei tra cui il MoMA, il MET, la Biennale di Berlino, e il Tate Modern.

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Tra le sue opere più note figurano The Empirical Effect, un lungometraggio che esplora la relazione tra il Vesuvio e i popoli circostanti, Bending to Earth, che ha avuto un forte impatto a livello politico documentando i vari siti di stoccaggio nucleare negli Stati Uniti, e The Long Road, una delle sue sculture più amate che unisce il metallo con la pellicola.

La stessa artista rivela in una dichiarazione il metodo che sta alla base del sue creazioni: “Il mio lavoro adotta un approccio concettuale che considera il cinema in un senso architettonico e come uno strumento, in cui l’ambiente, lo schermo e la proiezione possono essere combinati o spinti oltre, per creare un’altra dimensione spazio-temporale che è simultanea e va oltre il contesto dello spazio interno o esterno. […] È una dimensione anarchica che offre una nuova base per pensare e agire, destabilizzando la vecchia gerarchia delle componenti del cinema, liberandole dai loro usi originari e permettendo loro di interagire in modi nuovi e imprevisti.”

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