Frammenti dal passato. Reminiscence, di Lisa Joy

Ingarbugliato debutto alla regia della creatrice di Westworld che dopo una buona partenza si smarrisce e mostra i limiti di tenuta di un cinema troppo cerebrale

Il diario con i disegni e la carta di una donna di cuori che galleggia nell’acqua. Frammenti dal passato. Reminiscence crea mondi paralleli, nello spazio e nel tempo. C’è una piattaforma circolare dove il passato riprende forma. O uno schermo, in bianco e nero. L’illusione è simile allo squid di Strange Days, il registratore cerebrale in cui si pùò vedere la memoria degli altri. Rispetto al gran film di Kathryn Bigelow è però meno accentuato il rapporto tra l’ebbrezza sensoriale e la fisicità del pericolo.

Miami 2030. La metropoli è diventata una specie di ‘ghost town’, sommersa dall’acqua a causa del riscaldamento globale. Nick Bannister (Hugh Jackman) è un investigatore privato che aiuta i suoi clienti a recuperare alcuni dei ricordi più preziosi grazie a una sofisticata tecnologia. Nella sua agenzia lavora anche la sua socia Emily Watts (Thandie Newton). La sua vita cambia quando si presenta Mae (Rebecca Ferguson), una cantante di night affascinante e misteriosa che ha perduto le chiavi di casa. Nick si innamora di lei ma la donna scompare misteriosamente. Si mette così alla sua ricerca e si inoltra in un mondo oscuro e violento.

Frammenti dal passato. Reminiscence segna il debutto alla regia di Lisa Joy, che ha creato la serie Westworld assieme al marito Jonathan Nolan, tra i produttori. La città sull’acqua è un’altra possibile costruzione visiva del parco a tema della popolare serie. Anche qui c’è un possibile mondo del futuro che da Westworld porta con sé una delle protagoniste (Thandie Newton), il direttore della fotografia Paul Cameron, lo scenografo Howard Cummings, il montatore Mark Yoshikawa, il compositore Ramin Djawadi e la costumista Jennifer Starzyk.

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“Segui la mia voce” dice Hugh Jackman ai suoi clienti. Joy, anche autrice della sceneggiatura, inoltra in un passato attraverso un cammino con tutti i lampi del noir: la voce-off, la dark lady, le insegne luminose come quelle dell’orologiaio, il ventilatore, le scene di sesso e soprattutto la scena-chiave, quella dell’arrivo di Mae all’agenzia di Bannister. C’è prima l’ombra e poi l’illiminazione su Rebecca Ferguson, figura attraente ma mostrata in un modo confuso e incostistente. La cineasta non si stacca dall’immaginario di Westworld e cerca anche i salti spazio-temporali del cinema del cognato Christopher. L’inizio di Frammenti dal passato. Reminiscence è anche seducente ma poi il film si smarrisce ricercando quell’estetica di un cinema bagnato di luce come il neo-noir d’inizio anni ’80, tra Brivido caldo e Il postino suona sempre due volte. Dietro al tentativo di recuperare la memoria nelle persone si nasconde tutta la passione per il cinema del passato. La citazione però diventa esibita come quella insistita del mito di Orfeo ed Euridice per creare un parallelismo con la vicenda di Bannister e Mae. Ma soprattutto le scene d’azione e l’incarnazione delle figure del Male (la dinastia dei Sylvain, l’agente corrotto Cyrus Boothe) mostrano tutti i limiti di tenuta di un cinema cerebrale anche nei suoi slanci. Hugh Jackman lo tiene in piedi come può, con un’interpretazione complessa piena di sfumature. I dialoghi con Thandie Newton sono la cosa migliore di un film che poteva navigare decentemente in acqua con le immagini notturne di Miami e che invece ha scelto di impantanarsi per terra, facendosi schiacciare dal suo stesso meccanismo creativo.

 

Titolo originale: Reminiscence
Regia: Lisa Joy
Interpreti: Hugh Jackman, Rebecca Ferguson, Thandie Newton, Daniel Wu, Cliff Curtis, Angela Sarafyan, Natalie Martinez
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 116′
Origine: USA, 2021

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.33 (3 voti)
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