Fuori Orario ricorda Luciano Emmer

RAITRE

Fuori Orario  cose (mai) viste
di Ghezzi  Di Pace  Francia  Fumarola  Giorgini  Melani  Turigliatto e Bendoni
presenta
VARIAZIONE PROGRAMMA
Venerdi 18 settembre dalle 1.30 alle 4.30 (3h.)
 
Il nostro amico Luciano Emmer ci ha lasciati ieri. Fuoriorario ha sempre amato e voluto mostrare il suo cinema, più di ogni altro misteriosamente capace di cogliere nel visibile il ‘momento più bello
A Luciano negli ultimi dieci anni sono state dedicate retrospettive, omaggi (l’ultimo è quello del Festival di Venezia di una settimana fa con la proiezione de La ragazza in vetrina), personali e interviste. Noi siamo orgogliosi che la nostra ammirazione per il suo cinema sia stata ricambiata dal privilegio della sua amicizia e delle sue parole leggere, felici di aver potuto rileggere con lui il tessuto di cui il suo cinema era fatto: la trama fitta delle relazioni umane, che le sue immagini,con sensibilità spiritosa e spesso malinconicamente notturna facevano pian piano trasparire, con la modestia straordinaria di un‘passo indietro attento e discreto, lontano da ogni protagonismo autoriale
Lo ricordiamo con due tra le opere che amava di più, il ‘segreto’: Una Lunga lunga lunga notte d’amore (2001) e il sublime cortometraggio Romantici a Venezia (Venise et ses Amants, 1948)
Ciao Luciano.
 
 
 
VENISE ET SES AMANTS/ROMANTICI A VENEZIA                               dur 11’
(Italia, 1948, b/n,)
di Luciano Emmer e Enrico Gras
testo e commento: Jean Cocteau
 
Fuori orario presenta una rarità assoluta: uno dei primi cortometraggi realizzati da Luciano Emmer, prima del suo esordio nel lungometraggio con Domenica d’agosto. Emmer torna nella città della sua infanzia, per un’evocazione delle atmosfere tipiche del clima romantico, attraverso visitatori quali Lord Byron, Alfred De Musset, Gabriele D’Annunzio, George Sand e Richard Wagner. Le forme documentaristiche sono messe al margine a favore dell’estetizzazione dei luoghi: si esplora una Venezia semideserta, ricercando l’essenza della città in entità marginali, nelle sue parti limitrofe quanto paradigmatiche. Nell’edizione francese del film, l’unica rimasta (conservata da Henri Langlois), un nuovo testo scritto e letto personalmente da Jean Cocteau asseconda il ritmo delle immagini, accompagnato dalle musiche di Roman Vlad.
 
UNA LUNGA, LUNGA, LUNGA NOTTE D’AMORE                      99’
(Italia, 2001, colore, 99’)
regia: Luciano Emmer; soggetto e sceneggiatura: Luciano Emmer. con Giancarlo Giannini (Marcello), Marie Trintignant (Irene), Isabelle Pasco (Elena), Eljana Popova (Anna), Marina Confalone (Carla), Gloria Sirabella (Cristina), Ornella Muti (Egle), James Thierree (Gabriele), Silvia De Santis (Teresa), colore; durata: 99’.
 
Durante la notte del 21 dicembre, la più lunga dell’anno, gli incontri, le attese e le fughe di donne che si trovano ad una svolta nelle loro vite. Una serie di tranche de vie che scorrono paralleli, ritratti di donne accomunate dal disagio e dalla disperata ricerca di conforto e comunicazione. La storia di Irene e Marcello è quella di un incontro in una stazione, un contatto casuale fra un uomo e una donna dalle vite molto diverse, lei una ragazza sfuggente e disincantata, lui un uomo maturo, un sentimentale. Fra di loro si crea un momento intenso, che non chiede niente al domani. Elena è in fuga, forse da una situazione che vuole dimenticare, forse dalla sua vita. Viaggia da sola, in macchina, mentre il suo compagno la chiama insistentemente al cellulare, pregandola di tornare a casa. In un salone di bellezza Egle, la proprietaria, è in fibrillazione per il suo imminente matrimonio, nozze senza amore ma che dovrebbero sistemarla bene economicamente. Una ragazza cieca, Teresa, cerca comunicazione attraverso la radio. Trascorre questa serata con un ragazzo napoletano che le parla da una barca e la invita a trascorrere la notte con lui, sotto le stelle. Infine, c’è una madre single, Cristina, che passa la notte a parlare nel suo appartamento con un’amica, scambiandosi consigli sulle rispettive situazioni sentimentali, piuttosto tormentate. L’unico lieto fine è nella storia di Giulietta, una barboncina che riusci rà a raggiungere il suo Romeo.

 

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