FUORINORMA – Il programma dell’ottava edizione
Torna la rassegna dedicata alla via sperimentale del cinema italiano per tre giorni di proiezioni tra film in anteprima e cortometraggi a cavallo tra il cinema e la videoarte
Torna, dall’11 al 13 dicembre, con l’ottava edizione, FUORINORMA – Nuove forme del cinema italiano. La rassegna fondata da Adriano Aprà – critico, regista, attore e studioso che ha dato un contributo fondamentale al panorama cinematografico italiano – scomparso l’anno scorso a 83 anni, si concentra sulle forme più sperimentali del cinema italiano.
Quest’anno il festival si aprirà giovedì al Cinema delle Provincie con la proiezione, alla presenza della regista Anna Negri, di Toni, mio padre di Anna Negri, già di passaggio quest’anno alle Giornate degli Autori.
La serata di venerdì invece, al Nuovo Cinema Aquila, avrà due momenti principali.
La prima parte, il FUORINORMA EXTRA sarà lo spazio tradizionalmente dedicato alla proiezione di otto cortometraggi tutti come al solito a cavallo tra gli spazi delle immagini in movimento propriamente dette e territori come la videoarte, la performance, la videomusica. Tra di essi Fallen Houses di Gianluca Abbate, cronaca del terremoto dell’Irpinia del 1980, narrata dal padre al figlio, che diventa paradigma universale per chi è costretto ad abbandonare la propria e We Are Animals, di Lorenzo Pallotta racconto della metamorfosi di un uomo in animale, che diventa metafora delle contraddizioni umane.
Tra i corti presenti anche Tric trac di Donato Sansone, in cui l’autore trasforma l’onomatopea in metafora di un mondo che si sta rompendo.
La seconda parte della serata invece sarà dedicata a Orfeo di Virgilio Villoresi, presentato alla 82a Mostra del Cinema di Venezia, trasposizione moderna e onirica del mito di Orfeo ed Euridice, attraverso la commistione di diversi formati e linguaggi, come l’animazione in stop-motion e il found footage.
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Anche la giornata di Sabato vedrà due momenti di proiezione al Nuovo Cinema Aquila.
La prima parte della serata sarà dedicata a Una cosa vicina di Loris Giuseppe Nese, già di passaggio Giornate degli Autori di quest’anno. Nel film il protagonista, attraverso il cinema, si interroga sul suo passato, e cerca di ricostruire la propria identità. Anche in questo caso il regista usa materiali d’archivio, animazione, filmati familiari, e riprese documentarie per arricchire il suo racconto e offrire diversi punti di vista sulla vicenda.
La seconda parte della serata invece sarà dedicata all’anteprima romana di Deriva di Danilo Monte. L’esordio dell’autore nel cinema di finzione, dopo varie esperienze nel corto e nel documentario, è stato presentato fuori concorso alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, anch’essa diretta per nove anni (1990-1998) da Adriano Aprà. Il film, costruito sul campo sulla base di un canovaccio, con una troupe composta da pochissime persone, tratta la storia di Mario, uomo sospeso nei vividi ricordi di un passato ormai distante, che si recherà a Napoli per incontrare il figlio, con cui i rapporti si sono diradati.






















