Ghostbusters: Legacy, di Jason Reitman

Un grande cinema analogico, che non sente il tempo perché è stato girato come se avesse fatto il suo personale ‘back to the future’. Il finale lascia senza fiato.

Forse un giorno bisognerà approfondire su cosa hanno lasciato gli anni ’80, perchè Ghostbusters: Legacy ne è totalmente immerso. Può essere un altro prolungamento cinematografico di Stranger Things dove entrano in gioco non solo i film ma anche l’immaginario. Gli Eighties ricompaiono come spettri dall’aldilà, afterlife appunto, dove il vero fantasma, senza fare nessuno spoiler, è la figura e il corpo di un grandissimo cineasta e che troverete nel corso del film e nella dedica finale. Ma è soprattutto un film di eredità, il legacy del titolo italiano. Innanzitutto da figlio a padre, da Jason a Ivan Reitman, un tributo al regista dei due capitoli realizzati nel 1984 e nel 1989 che di Ghostbusters: Legacy è anche produttore. Ma c’è anche quella del celebre logo, impolverato sulla carrozzeria della macchina che ora invece riprende splendore, di Bill Murray, Harold Ramis, Dan Aykroyd, Ernie Hudson e Sigourney Weaver. E, ancora, quella generazionale, degli spettatori. Il cinema dei padri che sarà per sempre anche quello dei figli.

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Dopo essere stati sfrattati di casa ed essere rimasti senza soldi Callie (Carrie Coon) e i due figli Trevor (Finn Wolfhard) e Phoebe (Mckenna Grace) si dirigono verso Summerville in una fattoria abbandonata dove abitava il padre della donna che è da poco deceduto. Sul posto iniziano a manifestarsi degli strani eventi che sembrano avere a che fare con movimenti sismici. Inoltre Phoebe trova a casa uno strano oggetto che attira l’attenzione del suo insegnante, Mr. Grooberson (Paul Rudd) che inizia anche a frequentare la sua famiglia. Non è però soltanto di un particolare marchingegno ma è una trappola per fantasmi. E ben presto sarà messa di nuovo in funzione.

Ghostbusters: Legacy ripiomba nel decennio. “Negli anni ’80 – sottolinea il professore interpretato da Paul Rudd – New York era come The Walking Dead“. I contatti con il presente è solo nei termini “influencer”, “podcast” e nel video su Youtube che è però soltanto un mezzo per ritornare al capostipite del 1984. In realtà il film non rispolvera solo gli ‘acchiappafantasmi’ ma tutto un cinema fantasy e d’avventura, dalla saga di Indiana Jones di Spielberg evidente negli strani eventi dentro la miniera, a I Goonies fino ai teenager-movie tra John Hughes, Rob Reiner e Cameron Crowe con Trevor che si sposta con altri adolescenti in pick-up verso la montagna.

Un grande cinema analogico, che non sente il tempo perché è stato girato come se avesse fatto il suo personale ‘back to the future’. Si può vedere ancora negli occhi carichi di stupore di Phoebe interpretata dalla sorprendente Mckenna Grace vista recentemente in Malignant quando guarda gli scacchi che si muovono da soli. Ma anche nelle Polaroid, nelle luci degli oggetti che si accendono, nelle vhs a scuola e anche in una sola scena ambientata nella catena di negozi Walmart che improvvisamente si popola e si scatenano gags che ballano tra commedia e horror. Non un’operazione vintage, né di nostalgia. Solo il desiderio, folle, bellissimo, di essere ritornati improvvisamente nel passato con il finale che lascia senza fiato come quello di No Time to Die. Forse un certo cinema resterà per sempre immortale, malgrado intoppi nel corso degli anni come il reboot al femminile firmato da Paul Feig. Sui titoli di coda ritornano tutti i veri fantasmi di quel cinema. Oppure quelli nuovi di una storia che ricomincia. Per questo, guardateli attentamente dall’inizio alla fine.

 

Titolo originale: id.
Regia: Jason Reitman
Interpreti: Mckenna Grace, Finn Wolfhard, Carrrie Coon, Paul Rudd, Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver, Ernie Hudson, Logan Kim, Celeste O’Connor, Annie Potts, Oliver Cooper, Bokeem Woodbine
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 124′
Origine: Canada, USA 2021

 

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
4.18 (11 voti)
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