GIAN MARIA VOLONTE': LO SGUARDO RIBELLE…

1994-2004. Dieci anni dopo la scomparsa di Gian Maria Volonté, niente ha mitigato il rimpianto per la sua perdita, per un senso di vuoto impossibile da colmare, per una mancanza che ha impoverito il panorama culturale italiano.


--------------------------------------------------------------------
IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21st!
--------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------

Gian Maria Volonté, come anche Pasolini, era un personaggio e un intellettuale raro, se non unico, in Italia, per la sua capacità di andare oltre la professione, la parte assegnata, il ruolo, per la sua vocazione innata a stare in mezzo alle cose, prendere posizione, vivere le passioni e le complessità in prima persona, non limitandosi mai a rappresentarle o interpretarle. Per Gian Maria Volonté scegliere di fare un film (o uno spettacolo) non era mai un atto casuale o indifferente. «Io accetto un film o non lo accetto – dice Volonté – in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è sempre politico. Il cinema apolitico è un'invenzione dei cattivi giornalisti». Esattamente come il teatro. La discriminante dell'etichetta «teatro politico» è rifiutata da Volonté, perché serve solo a emarginare o isolare un determinato tipo di rappresentazione. Volonté ha sempre lottato contro le etichette e le barriere, e non si è fatto mai emarginare. E questo vale per l'arte come per la vita. «Essere attore – dice – è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta così di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressiste della società». Ed è solo in questo modo che il cinema, il teatro, lo spettacolo possono recuperare la loro funzione di mezzi di comunicazione di massa, solo così riescono ad essere forme interessanti di espressione. Da questo punto di vista, al di là dei giudizi di merito che di volta in volta è possibile dare, tutti i film di Volonté, tutti i suoi lavori teatrali, tutte le sue interpretazioni, sono interessanti.


Molto più che un grande attore, Gian Maria Volonté è testimone, protagonista, punto di riferimento di una stagione difficile e indimenticabile del nostro paese.


L'iniziativa «Lo sguardo ribelle» – proposta a dieci anni dalla morte di Gian Maria Volonté – vuole ripercorrere, approfondire e, se possibile, recuperare gli aspetti principali di una carriera e di una vita esemplari, ma anche temi e problematiche ancora del tutto presenti. Parlare dell'opera di Gian Maria Volonté nelle sue molteplici forme, delle sue scelte professionali e delle battaglie politiche, del suo modo personalissimo di intendere il rapporto tra l'arte e la vita, e di confrontarsi con il potere quale che sia, significa anche rivedere, da una posizione privilegiata, più di trent'anni di storia italiana.

--------------------------------------------------------------------
I CORSI DI CINEMA AUTUNNALI SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------

L'iniziativa proposta si impernia essenzialmente sull'attività cinematografica di Volonté, ma darà lo spazio necessario anche agli altri momenti della sua carriera artistica: il teatro, la partecipazione ai grandi sceneggiati televisivi («L'idiota», «Il taglio del bosco», «Caravaggio», ecc.), i documentari politici, le interviste. 


 


Il cinema


Gian Maria Volonté è il maggiore rappresentante della stagione del grande cinema civile italiano. Sullo schermo, grazie ai tanti film realizzati con registi prestigiosi e partecipi come Petri, Rosi, Montaldo, Maselli, Lizzani, Bellocchio, Taviani, Amelio e tanti altri, ha rappresentato efficacemente l'ingiustizia e la lotta di classe, il disagio esistenziale e politico, lo sfruttamento e la ribellione, incarnando di volta in volta  personaggi emblematici e indimenticabili, aristocratici e popolari, veri e inventati, sempre con una straordinaria versatilità pur all'interno di scelte artistiche coerenti per qualità ed impegno.

---------------------------------------------------------------------
SCUOLA DI CINEMA: OFFERTA PER I LAUREATI DAMS e altri per la SPECIALIZZAZIONE

---------------------------------------------------------------------

 


Il teatro


Volonté, invece, sin dall'inizio della carriera ha voluto e saputo "sporcarsi le mani" con ciascuna di queste pratiche, scuole e correnti di pensiero. Predisposto al teatro di repertorio ma anche attento al teatro sperimentale più innovativo, capace di portare sul set come sulle tavole del palcoscenico i segreti e le tecniche di un lavoro attoriale sapiente e senza barriere.


Tra le sue principali interpretazioni in teatro: «Fedra» di Racine (1957) per la regia di Corrado Pavolini, «Giulietta e Romeo» (1960) per la regia di Franco Enriquez, «Sacco e Vanzetti» (1960) di Roli e Vincenzoni per la regia di Giancarlo Sbragia, «Il girotondo» (1981) di Schnitzler, diretto da lui stesso.


 


La televisione


Volonté ha esordito in TV molto giovane, nel 1959, e subito con un successo clamoroso: lo sceneggiato televisivo «L'idiota», dal romanzo di Dostoevskij e con la regia di Giacomo Vaccari, in cui incarnava magistralmente l'antagonista del Principe Miskin interpretato da Giorgio Albertazzi. Altre sue importanti prove televisive: «La Pisana» (1960) da Ippolito Nievo, sempre con la regia di Giacomo Vaccari, «Zio Vania» (1962) di Cechov, con la regia di Claudio Fino, il bellissimo «Il taglio del bosco» (1963) da Carlo Cassola, con la regia di Vittorio Cottafavi, un «Michelangelo» (1964) con la regia di Silverio Blasi, un «Caravaggio» (1967) sempre con la regia di Blasi, «La Certosa di Parma» (1982) da Stendhal, con la regia di Mauro Bolognini, fino al più recente «La signora delle camelie», da Dumas.


 


Gli interventi  politici


Volonté è stato un protagonista importante delle battaglie politiche degli anni Sessanta e Settanta in Italia. Di questa attività, oltre alle testimonianze di chi gli è stato accanto, restano numerosi documenti filmati. Ci sono i cinegiornali e molte interviste dell'epoca, ma soprattutto sono disponibili i film da lui stesso diretti, come «Dedicato a Giuseppe Pinelli», un film collettivo di denuncia contro la morte dell'anarchico nella questura milanese, «La tenda in piazza» (1970), sulle fabbriche occupate e su una manifestazione di lavoratori a piazza di Spagna, «Reggio Calabria» sui moti neofascisti nel capoluogo calabrese.


 


 


 


 


 


Gian Maria Volonté "Lo sguardo ribelle"


Il Programma – Dal 6 al 12 Dicembre


 


L'iniziativa «Lo sguardo ribelle» vuole rappresentare più di trent'anni della carriera di Gian Maria Volonté attraverso una serie di momenti, tra loro autonomi e distinti, ma coerenti nella linea di un racconto comune.


 


·        Roma, 6 dicembre 2004


Serata d'apertura – Teatro Ambra Jovinelli


Questa è  la serata che apre ufficialmente la manifestazione. 


A momenti di spettacolo si alterneranno i racconti e gli interventi di attori, registi, colleghi e amici che  lo hanno conosciuto . Saranno presenti anche  gli attori dell'ultima generazione che a lui si ispirano.


La serata proseguirà la proiezione del film "Giordano Bruno"   primo dei sette film  in programma al Teatro Ambra Jovinelli  .


 


·        Roma, dal 7 al 12 dicembre 2004


Serate evento con i film di Gian Maria Volonté


Teatro Ambra Jovinelli – h. 21.00


Nel corso delle sei serate verranno programmati i seguenti  film :


Martedì 7                  La classe operaia va in paradiso  di  Elio Petri


Mercoledì 8               Todo modo di  Elio Petri


Giovedì 9                   Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo


Venerdì 10                 Uomini contro di  Francesco  Rosi


Sabato 11                  Porte aperte di  Gianni Amelio


Domenica 12              Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri


 


Ad ogni serata saranno presenti personaggi del mondo artistico, politico e sociale particolarmente legati al contesto in cui è nato il film . Alla proiezione seguiranno incontri e dibattiti con l'intervento del pubblico presente.


 

·         Roma, dal 6 al 12 dicembre 2004


Cineteca nazionale – Rassegna cinematografica


Sala Trevi -Alberto Sordi


Martedì 7


h. 17.00           Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri


h. 19.00           Lucky Luciano  di Francesco Rosi


h. 21.00           Banditi a Milano di Carlo Lizzani


Mercoledì 8


h. 17.00           Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy        


h. 19.00           Cristo si è fermato a Eboli di  Francesco Rosi


h. 21.00           I sette fratelli Cervi di Gianni Puccini


Giovedì 9


h. 17.00           A ciascuno il suo di Elio Petri


h. 19.00           Una storia semplice di Emidio .Greco


h. 21.00           Un uomo da bruciare di  Paolo e Vittorio Taviani


Venerdì 10


h. 17.00           Giordano Bruno di Giuliano Montaldo


h. 19.00           Todo Modo – Elio Petri


h. 21.00           Il caso Moro di  Giuseppe Ferrara


Sabato 11


h. 17.00           Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli


h. 19.00           Faccia a faccia di  Sergio Sollima


h. 21.00           Per qualche dollaro in piu' di Sergio Leone


Domenica 12


h. 17.00           L'amante di Gramigna di  Carlo Lizzani


h. 19.00           Sbatti il mostro in prima pagina  di Marco Bellocchio


h. 21.00           Sotto il segno dello scorpione  di Paolo e Vittorio  Taviani


 


·         Roma, dal 6 al 12 dicembre 2004


Politecnico Fandango


Verrà programmata l'intera opera televisiva di Gian Maria Volonté, oltre a una selezione delle sue interviste e altro materiale.


 


·         Roma,  6 e 7 dicembre 2004


Casa del Cinema


6 dicembre


h. 15.00  – Proiezione de Il Caso Mattei  e a seguire l' incontro con il


registra Francesco Rosi


7 dicembre


Convegno di studi coordinato da Callisto Cosulich  e Felice Laudadio


 


 


Gian Maria Volontà "Lo sguardo ribelle"


Un libro, un film, un programma televisivo, un Dvd


 


IL LIBRO


"Il Teatro Ambra Jovinelli"  pubblicherà  un volume in collaborazione con "Fandango Libri"  in cui saranno raccolti saggi critici, cronache, documenti, testimonianze.


Il libro , curato da Franco Montini e Piero Spila, con l'inroduzione di Walter Veltroni ed un'intervista ad Adriano Sofri sarà diviso in più parti. La prima ospiterà dei saggi critici scritti per l'occasione: Felice Laudadio, Mario Sesti e Alberto Crespi, Ernesto G. Laura, (il cinema), Marco Palladini e Aggeo Savioli (il teatro), Fabrizio Deriu (la recitazione), Ivano Cipriani  e Angelo Guglielmi (la televisione) e altri. Nella seconda sarà raccontato il percorso artistico e personale (con interventi, testimonianze, cronache del tempo, approfondimenti). Nella terza, filmografia e teatrografia complete con relativa antologia critica.


 


IL FILM DOCUMENTARIO


Prodotto da  Ferruccio Marotti per Centro Teatro Ateneo -Università La Sapienza e Studio Due , andrà in onda in 2 puntate su Rai Tre il  4 e il 12 dicembre.


Successivamente  verrà pubblicato un DVD.


 


Si ringraziano :


Serena Dandini, Giovanna Gravina, la Casa del cinema , l'Archivio storico del movimento operaio e Daniela Bendoni


 


Sito ufficiale: www.gianmariavolonte.it


 


Ufficio Stampa Progetto                                              Ufficio Stampa Teatro  Ambra Jovinelli


Daniela Bendoni                                                       Maria Letizia Maffei


335 5325675                                                                       06 492715210   335 6467974


 


Coordinamento del progetto per il Teatro  Ambra  Jovinelli


Alessandra Zago 06 4927151  335 5842423


 


Indirizzi:


Teatro Ambra Jovinelli  Via Guglielmo Pepe, 43/47 – 06 44340262  www.ambrajovinelli.com


Sala Trevi -Alberto Sordi  Vicolo del Puttarello, 25 – 06 6781206


Politecnico Fandango Via Giovanbattista Tiepolo , 13/A – 06 36004240