#Giffoni2018 – Paul Rudd e Evangeline Lilly raccontano Ant-Man & The Wasp

Ant Man & The Wasp è il nuovo film di sicuro successo della Marvel. Seguito di Ant-Man, il film ricalca sapientemente la formula del suo precedessore riuscendo questa volta a mescolare nella ricetta anche un intreccio più sofisticato. A stupire più di tutti però è una delle attrici principali del film e stranamente non stiamo parlando di Evangeline Lilly/The Wasp. L’antagonista Hannah John-Kamer, nei panni di Fantasma, stupisce non tanto per il suo personaggio (decisamente sulla falsariga delle dark ladies Marvel) quanto per la sua incredibile presenza scenica. Un’arma in più che giova ad una pellicola che porta a casa il difficile compito di arrivare subito dopo la vertigine di Avengers: Infinity War. La scena mid-credits, inoltre, la ricollega perfettamente al film dei Russo Bros, nel quale Ant-Man era assente.
Per tutti questi motivi, grande ovazione al Giffoni 2018 per l’arrivo di Paul RuddEvangeline Lilly, star del cinecomic diretto da Peyton Reed, al festival per presentare il film in anteprima. “Siamo appena arrivati, ma ho sentito tanto parlare del Giffoni. Dicono che ti cambia la vita. Forse persino più a noi che a voi partecipanti” hanno riferito i due nella prima calda giornata di festival. Ha proseguito l’attrice: “L’idea del festival è bellissima. Mettere i ragazzi già così giovani alle prese col cinema è fantastico”.

Forte curiosità nel sapere quali fossero i supereroi preferiti dei due attori. “I miei supereroi sono mamma e papà. Quando ero piccolo avevo un amico che aveva un costume di Batman e lo indossava ovunque. Ero molto geloso e dovevo mettermi un accappatoio per far finta di essere un supereroe anch’io” dice Paul Rudd divertito. “Il mio primo supereroe è il padre dei miei figli. Gli altri miei eroi sono stati gli elfi delle fiabe e ne sono diventata uno. Poi Michelle Pfeiffer come Catwoman, poi Trilli e sono fortunata ad aver potuto interpretato una Wasp che sconfigge i cattivoni”, ha concluso la Lilly con uno spirito amorevole.La conferenza ha poi virato su curiosità relative al lavorare con la Marvel. L’attore statunitense ha dichiarato: “Non mi sono mai allenato tanto come questa volta. È bello che tutti conoscano chi sono, chi è il mio personaggio”. Più sereno il percorso intrapreso dall’attrice collega: “A lavoro ridi e sorridi per tutto il tempo. Per me è stato un salto di qualità e umore bellissimo rispetto ai set di altri generi di film”. Rudd si è dilettato anche con il teatro durante la sua carriera, per migliorare la sua recitazione: “Il teatro è la scuola migliore. Giorno dopo giorno devi ricreare le stesse cose e migliorarle. Invece davanti ad una cinepresa puoi imparare trucchi perché le scene le puoi rifare”. Parlando del film, grande interesse volgeva sul ruolo dell’attore in Ant Man & The Wasp, essendo coinvolto anche nella sceneggiatura: “Il lavoro è iniziato molti anni prima ed eravamo in molti a scrivere la sceneggiatura. Poi un anno prima di iniziare a girare ci siamo chiusi in una stanza per scrivere i dialoghi. Questo lavoro mi è servito moltissimo perché mi sono sentito in sintonia con tutti i personaggi e le loro gesta”.
Inevitabile infine la domanda sull’onda #MeToo e le conseguenze che ne sono nate e che hanno portato il panorama cinematografico a considerare molto di più la componente femminile. Pronta ed esaustiva Evangeline Lilly: Ant Man era in lavorazione già da anni e la Marvel aveva già i suoi personaggi femminili per il film. A metà lavorazione è subentrata l’onda MeToo che ha scosso un po’ tutti ma non loro. Per quanto riguarda l’industria in generale è vero che forse in molti stanno intravedendo un filone di profitto, può darsi che stiano facendo questi film proprio per profitto e non per etica. Ma è anche vero che altri artisti si stanno davvero dedicando a questa attività. Se anche fosse per motivi economici, ben venga perché comunque ci aiuta ad ampliare questa onda positiva. I tempi stanno cambiando, in 14 anni di carriera non ho mai fatto colloqui con registe donne ed ora, in appena un mese, ne ho fatti quattro”.