Gigi Proietti: uomo grande, artista immenso

E’ passata ormai più di una settimana dalla scomparsa di Gigi Proietti ma il dolore ed il profondo affetto nei suoi confronti sembrano non attenuarsi. Un uomo dalle mille sfaccettature: attore di cinema di teatro e di tv, mattatore, conduttore e direttore artistico, doppiatore e chi più ne ha più ne metta. Conosciuto da tutti soprattutto nelle vesti del mitico Mandrake di Febbre da cavallo, un film epico che non sarebbe stato lo stesso girato al giorno d’oggi dove abbiamo i siti di scommesse online come https://librabet.com/it/ per fare le nostre puntate su vari e sport e moltissimi eventi, proprio come faceva il protagonista di questa pellicola cult.
Gigi Proietti ha trascorso la sua vita tra palcoscenico, studi televisivi e set cinematografici, senza mai esagerare, senza issarsi al di sopra di nessuno, senza mai fare un passo falso. Un uomo straordinario a detta di chi lo ha conosciuto, un artista strepitoso agli occhi di tutti.

I primi passi nel mondo dello spettacolo

Gigi Proietti è nato a Roma il 2 novembre del 1940. Dopo aver conseguito la maturità classica decide di iscriversi all’Università La Sapienza alla Facoltà di Giurisprudenza, ma non termina gli studi. Il suo primissimo esordio nel mondo nel cinema avviene quando lui ha 14 anni: una piccola comparsata in un film di Vittorio Duse, Il nostro campione. Successivamente interpreta anche un piccolo ruolo in un film diretto da Ettore Scola, Se permettete parliamo di donne del 1964. Il suo primo ruolo da protagonista lo ottiene quattro anni più tardi, nel 1968 ne L’urlo di Tinto Brass.

Gli anni ’70

Il successo vero e proprio inizia ad arrivare negli anni ’70 dopo aver intrapreso un importante percorso di studi con personaggi come Giulietta Masina, Arnoldo Foà e Giancarlo Sbragia. E’ da questo momento che Gigi Proietti inizia la sua spettacolare carriera da “One man show”. Di particolare importanza per la sua carriera vi è l’incontro nel 1976 con lo scrittore Roberto Lerici, con il quale ha portato in scena spettacoli come A me gli occhi, please, Come mi piace e Leggero leggero. Ma gli anni Settanta non furono importanti soltanto per il teatro. E’ in questi anni, infatti, che Proietti viene scelto come protagonista in numerose pellicole come Conviene far bene l’amore, Gli ordini sono ordini, Casotto e molti altri.

Il “Mandrake” di Febbre da Cavallo

Gli anni Settanta, però, sono soprattutto gli anni della consacrazione con Febbre da cavallo, un film di Steno divenuto un vero e proprio cult della storia del cinema italiano. In questo film Gigi Proietti recita il ruolo di Bruno Fiorelli detto Mandrake. La scena forse più famosa di questo film, insieme a tutte le “mandrakate” è quella del “whisky maschio”. E’ probabilmente questo il ruolo più amato di sempre.

Gli anni ‘80

Negli anni ’80 Proietti tralascia per un attimo il cinema per reinventarsi conduttore televisivo. Conduce Fantastico nel 1984 per poi tornare agli spettacoli da solista con Io a modo mio nel 1986 e Di che vizio sei? nel 1988, entrambi su Raiuno.

Gli anni ’90 ed il maresciallo Rocca

Nei primi anni Novanta Proietti diventa anche regista televisivo debuttando con Villa Arzilla, una delle prime sitcom italiane. Si tratta di una sit molto divertente che raccontava le varie vicissitudini idi un gruppo di anziani all’interno di una casa di riposo. Ma il grandissimo successo sul piccolo schermo arriva nel 1996 con la stupenda interpretazione de Il maresciallo Rocca. Qui Gigi Proietti interpreta il ruolo di Giovanni Rocca, un maresciallo vedovo e con tre figli, il quale finisce per innamorarsi di una farmacista, interpretata splendidamente da Stefania Sandrelli.