Gli angeli nascosti di Luchino Visconti, di Silvia Giulietti

Un nuovo ritratto di Luchino Visconti, dipinto attraverso lo sguardo dei suoi più stretti (e meno noti) collaboratori.

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Nella produzione iFrame Gli angeli nascosti di Luchino Visconti (2007), diretto e montato da Silvia Giulietti, già regista del documentario La morte legale (2018), si omaggia uno dei padri del Neorealismo, autore di titoli iconici quali Ossessione (1943), La terra trema (1948), Senso (1954), Rocco e i suoi fratelli (1960), Il Gattopardo (1963).

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Vengono svelati i retroscena del lavoro del regista milanese, regalandone un’immagine inedita attraverso i ricordi di alcuni dei suoi più affezionati collaboratori. Per la prima volta (poi nel documentario biografico Luchino Visconti – Entre vérité et passion di Elisabeth Kapnist – 2016) si procede all’analisi a tutto tondo dell’autore, non limitandosi ad approfondire singoli argomenti (come in Documentario su L’innocente di Luchino Visconti di Mario Garbuglia o Le vie della recherche – Storia di un film mai fatto di Giorgio Treves – 2006), né a intervistare personaggi noti del mondo dello spettacolo (operazione condotta da Adam Low nell’episodio The life and times of Count Luchino Visconti, girato per la BBC nel 2003).

Se ne ripercorrono stavolta la carriera, i metodi di lavorazione, il carattere e la vita privata, attraverso curiosi aneddoti “confessati” da sei voci principali: i direttori della fotografia Daniele Nannuzzi, Federico Del Zoppo e Giuseppe “Peppe” Berardini; l’organizzatore di produzione Lucio Trentini; l’operatore alla macchina da presa Michele “Nino” Cristiani; il fotografo di scena Mario Tursi.

Proprio grazie alla testimonianza di quegli “angeli nascosti” (del titolo) dietro alla macchina da presa e dietro le quinte, in disparte, tanto silenziosi quanto fondamentali, possiamo guardare a Visconti da una prospettiva diversa, complessa e stratificata, di uomo burbero ma fedele ai propri ideali, di artista tenacemente e quasi religiosamente devoto alla messinscena e alla resa più autentica e minuziosa del reale.

Una figura quasi “venerata” dalla troupe di giovani e talentuosi professionisti, sinceramente onorati dall’opportunità di una così proficua collaborazione. Vengono inseriti nel film preziosi scatti (dal backstage dei set, ma non solo) tratti dai loro archivi fotografici privati (specialmente da quello di Tursi), come supporto alle riflessioni sviluppate in ciascuno dei capitoli “a tema” di cui si compone la struttura narrativa: tra i più interessanti, ricordiamo Leggende, Con gli attori, Regali, Il piacere della tavola, La malattia, L’eredità. 

Un quadro tutto sommato esaustivo, seppur forse carente, nei suoi 54 minuti, di video d’archivio e testimonianze dirette di Visconti. Tra discussioni e rappacificamenti, concentrazione e scherzi, timore e armonia familiare sul set, senza rinunciare a momenti conviviali di festa o di vicinanza nelle difficoltà personali, affiora un ritratto eterogeneo e molteplice: oltre che regista, determinato, curioso, innovatore (fu tra i primi a girare con tre macchine da presa contemporaneamente, per ridurre il numero di ciak e ottimizzare i tempi), anche uomo rispettoso e insieme suscettibile, esigente – in primis verso se stesso – ma paziente, in un rapporto autentico di complicità che solo i colleghi più vicini hanno potuto godere sino ai suoi ultimi giorni.

 

Regia: Silvia Giulietti
Interpreti: Federico Del Zoppo, Daniele Nannuzzi, Giuseppe Berardini, Michele Cristiani, Lucio Trentini, Mario Tursi
Distribuzione: Distribuzione Indipendente
Durata: 54′
Origine: Italia, 2007

 

 

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