Gli assassini, un romanzo di Elia Kazan in libreria

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1972, Gli Assassini è il terzo romanzo di Elia Kazan, dopo America America e Il Compromesso, diventati, al contrario di quest’ultimo, materiale per il grande schermo. La prima edizione del libro venne distribuita in Italia nel 1973, ma per il fatto di essere acquistabile solo dal Club degli editori era riservata esclusivamente agli abbonati. Oggi arriva finalmente in libreria grazie alla Casa Editrice Centauria con la traduzione di Ettore Capriolo, conosciuto per aver tradotto Salman Rushdie (motivo per cui si è preso una coltellata), Nabokov, Hemingway, Conrad.


La carriera di Elia Kazan come scrittore è molto meno nota di quella da regista, ma non deve certo stupire visto il ruolo di collaboratore alla sceneggiatura ricoperto in molti film insieme a nomi illustri della letteratura, dal Tennessee Williams di A Streetcar Named Desire (Un tram che si chiama desiderio) e Baby Doll (La bambola viva), a John Steinbeck per Viva Zapata!, William Inge per Splendor in the Grass (Splendore nell’erba) ed infine Harold Pinter per The Last Tycoon (Gli ultimi fuochi) basato sul romanzo incompiuto di Francis Scott Fitzgerald.
Kazan tralascia il formalismo e la narrazione prende forza dalle descrizioni dei luoghi, dai dialoghi, dalla struttura. Un modo di raccontare che possiede la scansione visiva propria della scrittura cinematografica.

Siamo negli anni Sessanta, in una cittadina del sudovest americano. Cesario Flores è sergente dell’aeronautica militare statunitense; un messicano, originario di Sonora, che si è votato con testardaggine all’ordine, alla disciplina e al patriottismo americano, sotterrando il ragazzo indomito e rabbioso figlio della propria terra. Cesario vive nel culto della Vergine nera, tollera le isterie della moglie, e sogna per i suoi figli un futuro amabile e un presente che non venga mai a intaccare la loro innocenza, la loro rispettabilità.  Tuttavia Juana, la figlia maggiore, la prediletta in cui l’uomo riconosce tutto ciò che gli resta del Messico, decide di sfidare la rigidità casalinga e della base militare in cui vive tutta la famiglia: scappa per vivere nel deserto, in una sorta di piccola comune dove si lascia sedurre dal carattere forte, non di rado violento, di un giovane spacciatore, e dalla convinzione con cui Michael, Sandy e Rosalie scelgono di allontanarsi da una società assassina e corrotta che, pur goffamente, cercano di combattere. Per un istante il mondo dei ragazzi e quello di Flores, che si spinge nel deserto per riportare a casa Juana, sembrano parlarsi, a tratti specchiarsi, ma è solo un momento di grazia. Quel momento, infatti, precede l’inizio di un itinerario impietoso costruito su due omicidi e un caso giudiziario.