Gli italiani in #Berlinale70, aspettando il Concorso

In attesa di scoprire quali saranno i nomi che competeranno per aggiudicarsi l’Orso d’Oro in questa Berlinale numero Settanta, il festival sta pian piano svelando di quali autori si compongono le numerose sezioni di un festival tanto espanso. Come un piccola dose di piacere al giorno, per tenere alte le aspettative e le voglie della critica e del pubblico…

Anche quest’anno sono già molti gli autori italiani selezionati e la speranza è di replicare il successo dell’edizione passata che ha visto la vittoria di Claudio Giovannesi, Roberto Saviano e Maurizio Braucci per la miglior Sceneggiatura di La Paranza dei bambini, e ha segnato l’inizio d’un percorso ricco di riconoscimenti per Selfie di Agostino Ferrente e Normal di Adele Tulli.

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In FORUM, libera sezione in cui cinema e arte, universo mediale a trecentosessanta gradi, videoarte, performance e happening si fondono, in cui le frontiere, laddove ci sono, sono assai sottili, è ospitata l’ultima opera di Luca Ferri, La Casa dell’amore

Dopo la vertigine di Dulcinea, presentato a Locarno nel 2018, è la volta di Berlino, con questo film interpretato da Bianca Dulca Miele, che andrebbe a comporre il secondo tassello di un’ideale Trilogia dell’appartamento, dopo la rilettura ( o decostruzione?) donchisciottesca del precedente ed in attesa del successivo.

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Anche Zeus Machine, diretto da Nadia Ranocchi e David Zamagni del collettivo Zapruder, dopo la prima al festival fiorentino “Lo schermo dell’arte Film Festival”, darà modo al pubblico berlinese di ragionare sul rapporto tra arte figurativa e immagine in movimento. Ma non solo: il fulcro della sua struttura episodica, divisa in “fatiche”, con tutte le rimembranza ercoliane del termine, mette al centro il binomio classicissimo e modernissimo insieme di “uomo e eroe”.

«sexy, edgy, daring»: sono queste le parole chiave di PANORAMA. La sezione più esplicitamente, queer, femminista, politica, ecologica – in un festival comunque sempre attento – racchiude un titolo italiano, Semina il vento, di Danilo Caputo. Racconto di una giovane donna più a suo agio nella natura che con le persone e del legame ancestrale con la propria terra.

Il tema ecologico e mitologico appare l’inconsapevole filo rosso degli altri titoli italiani in Berlinale. In GENERATION Marta Anatra presenterà il suo corto Progresso Renaissance, con il villaggio sardo di Portovesme a far da protagonista tra idillio e abbandono.

Sempre in GENERATION è stata selezionata l’opera prima di Chiara Bellosi, Palazzo di Giustizia, che mette in scena una giornata tipo in questura a partire dai suoi retroscena, i corridoi, il disordine, e le “piccole” storie di chi questi luoghi li vive quotidianamente (per il film, ed ecco che il tema ecologico ritorna, la produzione ha adottato EcoMuvi, l’unico disciplinare europeo di sostenibilità ambientale certificato per la produzione cinematografica).

Sono stati annunciati anche i nomi dei cinque talenti emergenti del nostro cinema che rappresentanno l’Italia in BERLINALE TALENTS: sono Nazareno Manuel Nicoletti, Zelia Zbogar, Alessandro Amato, Lyric Dela Cruz e Beniamino Barrese.

Non ci resta che attendere le prossime novità!