Gli shorties di Pornhub sono il futuro del porno?

La piattaforma regina del porno spinge sempre di più sui contenuti corti e verticali, in stile reel, offrendo il concetto di brevità centrale nella contemporaneità digitale nonché una maggiore varietà

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La storia della pornografia ha attraversato i secoli cambiando supporti e reperibilità, aggirando censure e rimanendo purtroppo nello stigma di molti. Per andare alle origini della pornografia bisogna in realtà tornare indietro di millenni, scoprendo che i greci raffiguravano atti sessuali, così anche in Cina e in India, la patria del kamasutra. Nell’era moderna si usa il termine pornografia proprio per distinguerla dall’arte dell’erotismo, aggiungendo dunque un’accezione negativa o almeno sminuente. La realtà però è ben diversa, perché il porno è un’industria enorme e si evolve alla velocità della luce. Oggi infatti Pornhub abbraccia la brevità in stile TikTok con gli shorties, un cambiamento epocale che modificherà la ricezione del porno.

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Quando internet era agli albori era scomodo e complicato trovare dei video porno, ma nel giro di pochi anni piattaforme come YouPorn, RedTube e Pornhub hanno dato accesso a milioni di persone a innumerevoli video. OnlyFans è stata l’ultima idea, aggiungendo l’amatorialità e l’home-made, in un servizio a pagamento in cui non bisogna per forza di cose essere un professionista del settore. E quindi gli shorties, un nuovo modo di vivere la pornografia, sullo smartphone in schermo verticale, scrollando tra un video e un altro. La vittoria, anche in questo campo, della brevità.

L’idea degli shorties era nell’aria, come afferma la giornalista e storica del sesso Hallie Lieberman “Il porno riflette e forma il panorama dei media. Ha senso che Pornhub voglia il suo TikTok, con video verticali facili da vedere sul telefono”. Questo si unisce al doomscrolling, insito ormai nell’uomo contemporaneo, capace di perdere ore in una discesa infinita in contenuti brevi e più variegati possibili. Infiliamo questo concetto nel porno e troviamo un paradiso di dopamina. E da quanto risulta, anche i creator sono incentivati al girare gli shorties, con guadagni e visibilità maggiore.

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Ma cosa succederà ai nostri cervelli? La brevità ci sta logorando, decine di studi lo riportano e lo riconfermano. Se anche nei porno si va verso questa direzione, l’utente medio accrescerà ulteriormente una certa alienazione, sessualmente parlando, che già oggi viene tenuta d’occhio. Questo “goonscrolling” che Pornhub vuole offrire è sì stimolante, ma da un lato sembra proprio essere la trappola perfetta per i più sensibili. Come andrà e come evolverà ulteriormente lo dirà solo il tempo, forse poco tempo. Il porno in formato video si è evoluto a pari passo con il cinema, questo ulteriore cambiamento non può passare inosservato.

Più di cento anni fa infatti, alcuni registi pionieri di quella che sarebbe diventato il cinema, hanno deciso di riprendere atti sessuali e imprimerli su pellicola. El Satario, corto argentino dall’autore sconosciuto uscito intorno al 1910, mostra un fauno che ha rapporti con delle ninfe. A Free Ride, firmato da un certo “A Wise Guy” nel 1915, mostra un rapporto a tre. E soli cinque anni dopo Le ménage moderne de Madame Butterfly riporta le prime scene di sesso omosessuale e bisessuale. Viene difficile da pensare che in quegli anni ci fosse una certa disinibizione sul tema, ma questo è tipico della pornografia. Prende forza proprio dalla censura, risponde al controllo con gli eccessi.

Il supporto video è risultato dunque vincente e un’industria vera e propria è nata alla fine degli anni ’60, a seguito della cultura hippie, le proteste studentesche, la ricerca del progresso e della libertà. Negli anni ’70 negli Stati Uniti sono stati prodotti centinaia di film porno, dei quali ricordiamo soprattutto Gola Profonda di Gerard Damiano e A Bocca Piena di Radley Metzger. Film questi reperibili nei cinema porno, come si vede in Taxi Driver e in molti altri film. Anni dopo invece, con l’avvento dell’home video l’industria è cambiata, virando su contenuti meno strutturati, come raccontato in Boogie Nights. E oggi con gli shorties la forma diventa ancora più semplice. Non servono più attori professionisti e interi set, neanche costruire le varie scene, basta uno smartphone capace di girare trenta secondi di video, accessibile a chiunque. È questa la nuova frontiera del porno?

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