Gold – La grande truffa, di Stephen Gaghan

Amara parabola sulla corsa all’oro, ascesa e caduta del Sogno Americano, interpretata da uno sfrenato Matthew McConaughey.

There will be…. gold. La febbre dell’oro come ossessione che mangia l’anima, la ragione, la morale. E (forse) l’amicizia. La storia è vecchia. L’avidità è il sogno americano, che decompone l’uomo immergendolo nel fallimento. Come in Von Stroheim, Huston e Paul Thomas Anderson, con le miniere d’oro al posto dei giacimenti petroliferi. In questo Gold, diretto dallo sceneggiatore premio Oscar Stephen Gaghan, la vicinanza con Il petroliere di PTA è garantita dal direttore della fotografia Robert Elswit, che illumina interni ed esterni con cromatismi dorati e sta spesso attaccato al sudore di un Matthew McConaughey pelato e ingrassato, in totale overacting di trucco e mimica facciale. La sua interpretazione come deformazione grottesca ci può anche stare, specie se affiancata a quella misurata e sempre molto interessante di Edgar Ramirez (Carlos). Del resto Gaghan è uno sceneggiatore e regista molto ambizioso (Traffic, Regole d’onore, Syriana), che si prende sul serio e non bada tanto alle regole di una scrittura classica, ma sposa da vicino le parabole autoriali e antieroiche neohollywoodiane. E questo Gold, ispirato a fatti realmente accaduti tra la fine degli anni 80 e i primi 90, con i suoi pregi e pochi difetti è una vera e propria riflessione delirante e tragica sull’american dream. C’è la gloria e c’è la caduta. Lo spirito d’avventura e gli intrallazzi corrotti delle multinazionali e Wall Street. Storia assurda quella di Kenny Wells, uomo d’affari sul lastrico che insieme all’amico e socio Mike Acosta prova a giocarsi la carta della vita: scovare la più grande miniera d’oro del mondo nelle giungle dell’Indonesia. Quando tutto sembra perduto i due riescono a fare centro. Trovano l’oro, diventano miliardari, ma dovranno presto guardarsi dalle insidie del mercato finanziario, dalla concorrenza e da possibili tradimenti. Gaghan tra la corruzione dei piani alti e la follia morbosa e autodistruttuva dei sognatori, patteggia apertamente per la seconda, tracciando l’ennesimo affresco spietato sul capitalismo e sulla società occidentale. Non inventa nulla il suo cinema e gli manca il furore rabbioso dei grandi, ma sa raccontare con forza le ambiguità del successo e le sue contropartite. Illustra un mondo di dannati, senza dare allo spettatore lo spazio per veder vincere qualcuno.

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Titolo originale: Gold
Regia: Stephen Gaghan
Interpreti: Matthew McConaughey, Edgar Ramirez, Bryce Dallas Howard
Origine: USA, 2016
Durata: 121′

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