Hamnet, il cinema e lo spettro di Shakespeare
In occasione dell’uscita dell’ultimo film di Chloé Zhao, una riflessione sull’influenza del Bardo nel mondo del cinema e della serialità, da Shakespeare in Love a Marty Supreme
È appena uscito in salaHamnet – Nel nome del figlio, nuovo film di Chloé Zhao, regista sinoamericana già vincitrice di due premi Oscar nel 2021 per Nomadland. Dopo una breve incursione nel mondo dei cinecomic con Eternals, la cineasta di origine cinese ritorna quindi ad una dimensione più autoriale e lo fa raccontando la storia d’amore tra Shakespeare e la moglie Agnes, adattando il romanzo Nel nome del figlio – Hamnet, di Maggie O’Farrell. L’ultimo film della Zhao si inserisce in una tradizione cinematografica particolarmente ricca, quella che non adatta direttamente i capolavori del Bardo, ma che parla di quest’ultimo come una sorta di fantasma mediale che infesta, con elementi ricorrenti e strutture ritornanti o citazioni serie tv e film coevi. Da Shakespeare In Love a Il re leone, da Succession a First Kill, cinema e TV da sempre si ispirano ai lavori del più famoso autore inglese di sempre.
Sono diversi i titoli che addirittura parlano proprio del Bardo. Come non citare Anonymous, film di Roland Emmerich del 2011, che alla sua uscita è stato accompagnato da non poche polemiche. Nel film infatti il regista tedesco infatti sposa alcune teorie secondo le quali non è stato Shakespeare a scrivere le opere che tutti conosciamo, ma Edward de Vere, Conte di Oxford. Il film fu tuttavia stroncato non solo da diversi critici, ma anche da molti accademici, che ne hanno contestato il contenuto.
Altra opera che affronta la figura del drammaturgo è il già citato Shakespeare In Love, di John Madden. Il film, uscito nelle sale nel 1998, segue la storia d’amore tra l’autore (Joseph Fiennes) e Viola De Lesseps (Gwyneth Paltrow), figlia di una famiglia borghese che sogna di poter diventare attrice, cosa all’epoca vietata alle donne. La relazione fra i due porterà prima alla stesura e poi alla rappresentazione di Romeo e Giulietta, con quest’ultima interpretata proprio dalla giovane che si finge un uomo. La storia d’amore tra l’autore e Viola De Lesseps non è, ovviamente, destinata a durare, con lei promessa in sposa ad un lord inglese, ma sarà tuttavia l’ispirazione per La dodicesima notte. Il film di Madden riprende la trama della commedia e la catapulta nella vita di Shakespeare stesso, rendendola vera, reale, viva.
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Le atmosfere di Romeo e Giulietta riecheggiano anche in titoli in apparenza minoti come First Kill. La serie, prodotta da Netflix nel 2022 e cancellata dopo una sola stagione, racconta la storia d’amore tra due ragazzine, Juliette Fairmont e Calliope Burns. La situazione si complica quando scoprono di appartenere a due famiglie ontologicamente nemiche. Juliette è infatti una vampira, mentre i genitori di Calliope sono dei cacciatori che hanno giurato da secoli guerra a queste creature della notte. Le due si ritrovano quindi costrette a combattere fra i propri sentimenti e le tradizioni delle proprie famiglie.
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Esattamente quello che succede in West Side Story, adattamento del 1961 del celebre musical di Laurents, Sondheim e Bernstein. Il film, diretto da Jerome Robbins e Robert Wise e ambientato nella New York degli anni ’50, segue la tragica relazione fra Tony e Maria. Il primo è infatti membro della banda dei Jets, composta di immigrati europei, mentre la seconda è la sorella di Bernardo, capo degli Sharks, gang di immigrati portoricani. Il film riprende le dinamiche dell’opera di Shakespeare, ripercorrendone le drammatiche vicende, ma senza citare direttamente la tragedia e, allo stesso tempo, dipingendo un interessante affresco della Grande Mela, affrontando anche tematiche come immigrazione e integrazione, ancora oggi decisamente attuali.
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Romeo e Giulietta non è di certo l’unica opera che ha affascinato cinema e Tv. Serie come Succession e Yellowstone si rifanno, infatti, più o meno esplicitamente al Re Lear. La prima segue le vicende della famiglia Roy, con i figli di Logan, il capofamiglia, che si ritrovano a ragionare sul futuro della compagnia di famiglia, la Waystar-Royco, importante conglomerato di media e intrattenimento. La serie riprende non solo le tematiche dell’opera di Shakespeare, ma anche la struttura. Le quattro stagioni, infatti, ricalcano pedissequamente i quattro atti della tragedia.
Yellowstone si concentra invece sulla famiglia Dutton, proprietaria dello Yellowstone Dutton Ranch, il più grande ranch del Montana. Sebbene forse meno esplicitamente che in Succession, grazie alle dinamiche da family drama e le tematiche legate ad eredità e conflitti famigliari, è possibile ritrovare anche qui quel respiro tipicamente shakespeariano riscontrabile proprio in opere come Re Lear.
Lo spirito del Bardo aleggia anche in titoli che non si rifanno direttamente ai drammi teatrali dello scrittore inglese, ma ne sono comunque debitori in qualche modo. Basta pensare a serie come Breaking Bad o House of Cards. Difficile non riconoscere in Walter White e in Frank Underwood tratti di Macbeth e Riccardo III e di Lady Macbeth in Claire Underwood. D’altronde, il fascino del potere e i pericoli che nasconde sono temi particolarmente cari a Shakespeare. Oltre alle opere già citate, si pensi anche al Giulio Cesare o all’Enrico VI.
Proprio alla Guerra delle Due Rose si ispira Game of Thrones, tratta dai romanzi di George R. R. Martin. La serie, che racconta la lotta per il trono di spade e la conquista del potere sui Sette Regni, inevitabilmente richiama diversi drammi shakesperiani. Riccardo III, Re Lear, ma anche Enrico IV, sono tutte opere che riecheggiano più o meno esplicitamente nel corso delle otto stagioni. Allo stesso modo, è impossibile non pensare al Bardo ogni volta che in House of the Dragon Daemon Targaryen è tormentato da visioni del suo passato e del suo futuro.
Il peso della tragedia shakespeariana riecheggia anche in Sons of Anarchy, serie prodotta da FX tra il 2008 e il 2014. Il protagonista è Jackson “Jax” Teller, figlio ed erede del fondatore del Sons of Anarchy Motorcycle Club, interpretato da Charlie Hunnam. Sono tante le analogie tra il principe dei motociclisti e quello dei danesi, a cominciare dal contesto famigliare. Come Amleto, anche Jax vive con una madre dispotica che vive con un uomo che si è, di fatto, impossessato del regno del primo marito. E così come il protagonista del dramma teatrale, Jackson si troverà a dover fare i conti con intrighi di potere e con la squallida verità che si cela dietro alla morte del padre.
Tuttavia, Shakespeare non è solo tragedia. Le opere del Bardo, anche i cosiddetti romance, ovvero quegli scritti più legati ai generi di avventura e commedia, anche sentimentale, conservano un respiro epico tutto loro, che eleva chiunque assista ad una rappresentazione o, più semplicemente, ne legga qualche passaggio. Si pensi all’Enrico V, che racconta del re inglese che conquistò la Francia spazzando via l’esercito inglese, molto più numeroso di quello britannico. Non è forse l’epica che si ritrova in ogni buon film sportivo? Da Le Riserve a Miracle, da Rocky IV fino al recente Marty Supreme, è il fascino di Davide contro Golia, dell’impresa disperata dai risvolti decisamente inaspettati. Quella che fa sognare in grande. Esattamente come le opere di Shakespeare.






















