Hasta la vista, di Geoffrey Enthoven

Una commedia dolceamara che va oltre il semplice racconto di formazione per invitarci a riflettere sulla questione della sessualità delle persone disabili

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Tre ragazzi disabili, Philip, Josef e Lars, intraprendono un viaggio che li porterà alla scoperta della sessualità dal Belgio fino a un night club in Spagna accompagnati da un’infermiera. Il film è ispirato dalla storia vera di Asta Philpot, un ragazzo affetto da una patologia che lo priva della possibilità di muovere gli arti e che lo ha spinto a portare avanti una battaglia in difesa dei suoi diritti sessuali. Il regista dirige un road movie costituito da un tour in giro per l’Europa che sarà per i tre ragazzi un modo per allontanarsi dalle rispettive e opprimenti famiglie, sperimentando un’indipendenza parzialmente maggiore, dovendo abituarsi a vivere all’interno di un piccolo furgone e a dormire in mezzo ai boschi fino a quando non avranno raggiunto la meta.

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Hasta la vista è un film di formazione sospeso tra la commedia e il dramma malinconico. I tre ragazzi, per tentare di ridimensionare le loro difficoltà fisiche e psicologiche, fanno autoironia su se stessi cercando di smorzare l’inevitabile tensione a cui sono soggetti. È come se in qualche modo i tre protagonisti scoprissero per la prima volta non solo la loro sessualità, ma anche una vita che non avevano mai conosciuto precedentemente. Ognuno di loro ha la possibilità di relazionarsi con chi ha le stesse problematiche, sondando il mondo reale così come appare, svincolati finalmente dal mondo illusorio in cui hanno vissuto insieme ai loro genitori. Maturano assieme questa nuova esperienza che assume i caratteri di un viaggio purificatorio ma che, fortunatamente, non cade nel tranello dell’ottimismo a tutti i costi. A proposito di ciò, il finale in tutto il suo dramma sembra quasi voler esprimere un’amara e disillusa verità. Infatti, malgrado le premesse preannunciassero la realizzazione di un desiderio inespresso, i tre ragazzi non si trovano di fronte la situazione immaginata.

Seppur motivati grazie alla buona volontà, i ragazzi non riusciranno mai a sopprimere e allontanare del tutto la loro invalidità, conservando questi momenti solo come attimi di felicità effimera, lacunosa e illusoria, che rimanda sempre al contrario della felicità, ossia a quella convivenza con la sofferenza a cui sono costretti. La qualità della scrittura e della regia ha permesso al film di trattare una tematica complessa senza risultare gratuito o morboso nella messa in scena. Rispettando chi effettivamente soffre di queste problematiche.

Il film del regista belga Geoffrey Enthoven, un autore di commedie sempre sul filo del dramma, non è un semplice racconto di formazione, bensì un vero e proprio grido di denuncia che vuole mostrare a una vasta fetta di spettatori una realtà nascosta e per molti sconosciuta. Un invito a comprendere per empatizzare maggiormente.

Titolo originale: Hasta la vista
Regia: Geoffrey Enthoven

Interpreti:Tom Audenart, Isabelle de Hertogh, Gilles De Schryver, Kimke Desart, Johan Heldenbergh
Distribuzione: Wanted
Durata: 115′
Origine: Belgio, 2011

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
3.5 (2 voti)
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