Hedy Lamarr, la scienziata in estasi

Oggi il giocoso Doodle commemora i 101 anni della diva austriaca Hedy Lamarr. Una rocambolesca vita divisa tra set cinematografici, matrimoni e una lodata professione di scienziata.

Oggi, 9 novembre 2015, Google ci ha deliziati con i suoi giocosi doodle omaggiando i 101 anni dalla nascita di una delle più note stelle del firmamento hollywoodiano. La figura cinematografica di Hedy Lamarr resterà indelebile nella memoria – delle pupille spettatoriali – sempre e solo per il nudo super scandaloso che offrì nella pellicola cecoslovacca Estasi (Ekstase, 1933). Un nudo integrale (ma sempre inquadrato di sguincio) che oggigiorno è da educande, ma in quella decade era una manna carnale sacralmente profana.  Eppure… Hedy Lamarr ha avuto una vita, artistica e privata, densa e variegata, corroborata da sei matrimoni e da una lodata carriera scientifica.

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Corrispondente X

Hedwig Eva Maria Kiesler nacque a Vienna nel novembre 1914, da una famiglia benestante: padre banchiere di origini ucraine, madre pianista astro-ungarica. Verso la fine degli anni Venti fu scoperta dal produttore Max Reinhardt, che la portò con sé a Berlino per farne un’attrice, una diva, finanche una stella sessuale. Dopo alcuni microscopici ruoli, in cui recita con il suo nome di battesimo, interpreta, da protagonista, la pellicola che la immortala nella storia del cinema: Ekstase. Estasi di Gustav Machatý è un mediocre melodramma in cui tutto il fascino risiede nel corpo – acerbo – mitteleuropeo della diciottenne Kiesler. Uno scandalo che valica i confini e giunge fino alla giovane Mostra del Cinema di Venezia, dove venne presentato. Uno scalpore che, poi, si amplifica quando il ricco marito armaiolo, Fritz Mandl, cerca di comprare tutte le copie della pellicola, per celare allo sguardo altrui le pudenda della moglie. Nel 1937, stanca della segregazione coniugale, che gli proibiva di proseguire la sua carriera di attrice, la Kiesler fugge a Parigi, e lì incontra il lungimirante e potente produttore Louis B. Meyer, che scopre in lei una nuova attrice, una nuova diva. Preso il nome di Hedy Lamarr, per lei comincia una nuova carriera, sempre in ruoli di conturbante donna, ma questa volta con le grazie coperte. Il primo film targato Hollywood è l’esotico Un’americana nella casbah di John Cromwell, in cui affianca il fascinoso Charles Boyer.  Nel 1940 prende parte al dramma La febbre del petrolio di Jack Conway, in cui recita assieme ai divi Clarke Gable, Spencer Tracy e Claudette Colbert. Nel medesimo anno recita nuovamente assieme a Clarke Gable in Corrispondente X di King Vidor, una commedia satirica che cerca di bissare l’esito del dissacrante Ninotchka di Ernst Lubitsch (e su sceneggiatura di Billy Wilder). Nel 1941 l’attrice vive uno degli anni artisticamente migliori: Vieni a vivere con me, commedia sentimentale con James Stewart, diretto da Clarence Brown, cui segue il musical Le fanciulle delle follie (Ziegfeld Girl), sotto l’egida di Busby Berkeley. Infine partecipa a un capolavoro (anche se misconosciuto): Il molto onorevole Mr. Pulham (H.M. Pulham, Esq.) di King Vidor, struggente mèlo, in anticipo sui tempi, interpretato insieme a Robert Young.

Dopo il noir Schiava del male (Experiment Perilous), di Jacques Tourneur, e il drammatico Venere peccatrice (The Strange Woman), per la regia di Edgar G. Ulmer, partecipa al biblico Sansone e Dalila di Cecil B. DeMille, passato alla storia non per le sue qualità estetiche, ma per la fulminante battuta di Groucho Marx dopo una proiezione in una sala della Paramount: «Non riesco a interessarmi a lungo a un film, se il protagonista ha più seno della protagonista.» (Groucho e Io, Adelphi 1997). Dopo L’amante (A Lady Without Passport ) diretto da Joseph H. Lewis, e il western Le frontiere dell’odio (Copper Canyon) di John Farrow, la carriera cinematografica della Lamarr termina nel 1958.

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Lamarr e la sua invenzioneQuesto lento allontanamento dai riflettori è soprattutto dovuto all’altra sua professione, più appagante e professionale. Appassionata di scienza e tecnologia, la Lamarr si diletta a creare svariate invenzioni. Tra le sue invenzioni ci sono un semaforo ergonomico e una compressa che trasforma l’acqua in bibita gassata. Ma l’invenzione che gli diede successo, e realizzata assieme a George Antheil, è stata la Frequency-Hopping Spread Spectrum (FHSS), un sistema per criptare le comunicazioni radio. Il primo prototipo era basato su una tastiera di un pianoforte, in cui ogni tasto produceva un segnale a una data frequenza e solo seguendo un codice specifico era possibile controllare il siluro. L’idea fu brevettata nel 1942, chiamandola Secret Communication System (SCS), ma solamente una ventina di anni dopo fu utilizzata per la prima volta dalla marina militare degli Stati Uniti. Per questa invenzione Lamarr e Antheil furono inseriti nella National Inventors Hall of Fame degli Stati Uniti nel 2014. Riguardo a questa prodigiosa invenzione circola anche una verità, non accertata, che rileva come la Lamarr potrebbe aver trafugato, durante la sua fuga dal marito, progetti per i nazisti o i fascisti.

Oggi il Secret Communication System è ricordato perché fu una rudimentale, forma di spread spectrum, il principio alla base della telefonia mobile contemporanea. Durante una telefonata al cellulare, infatti, la frequenza varia di continuo, per consentire l’utilizzo della stessa gamma di frequenze a più utenti ed evitare nel contempo che la conversazione sia ascoltata da altri.

 

Hedy Lamarr Dagli anni Sessanta fino alla sua morte, avvenuta il 19 gennaio 2000, la sua vita è stata un lento declino fisico. Kenneth Anger, il noto autore gossipparo di Hollywood Babilonia, rivela nel documentario di Dubini e Obermaier che la Lamarr viveva nei Renoir Appartaments, a Los Angeles, in un luogo fatiscente. Questo anche a causa della cecità di cui soffriva. Nella medesima decade, gli anni Settanta, la Lamarr torna alla ribalta delle cronache quando cita in giudizio Mel Brooks che in Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Blazing Saddles, 1974) da al personaggio del procuratore di stato, interpretato da Harvey Korman, il nome ridanciano di Hedley Lamarr.

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