Heidi. Una nuova avventura, di Tobias Schwarz
Un viaggio alla scoperta del conflitto eterno tra natura e progresso, che però non riesce ad evocare una totale libertà a causa di una immobilità troppo evidente
Nel cuore delle Alpi svizzere Heidi si gode la sua vita spensierata insieme al suo burbero ma amorevole nonno, circondata da pascoli rigogliosi e vette maestose. Quando la ragazzina salva un cucciolo di lince ferito, rimasto intrappolato in una trappola tesa dal malvagio industriale da poco giunto al villaggio, il signor Schnaittinger, decide di curarlo in segreto. Ma mentre i giochi vivaci del cucciolo iniziano ad attirare attenzioni indesiderate, Heidi scopre che i piani di Schnaittinger per costruire una segheria che rischia di distruggere il territorio, minacciano non solo il cucciolo, ma l’intero ecosistema alpino. Cosí, con il suo fedele amico Peter e l’inseparabile San Bernardo Nebbia, intraprende un’audace avventura per riportare il cucciolo di lince dalla sua famiglia. Lungo il cammino si trova a fronteggiare le insidie della natura, i pericoli dell’avidità umana e la forza profonda dei legami di amicizia.
Il lungometraggio animato diretto da Tobias Schwarz è tratto dal romanzo di formazione (ormai un classico) del 1880 di Johanna Spyri. Subisce poi il peso di un altro enorme modello di riferimento, vale a dire la serie animata del 1974 diretta da due maestri quali Isao Takahata e disegnata da Hayao Miyazaki. Nell’impostazione visiva Heidi. Una nuova avventura si presenta però viva e in grado di accendere una sincera curiosità. Perché i colori e il design del mondo alpino sono ben curati e in grado di portare verso un’immersione naturale, nel corso degli eventi narrati.
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Riguardo i temi che il film di Schwarz introduce, si potrebbe parlare di una costante abbastanza classica nei film d’animazione per bambini, ovvero il conflitto costante tra l’innovazione (con tutto il cambiamento, negativo, che questa comporta) e la natura incontaminata di certi luoghi; quindi non toccati dalle passioni distruttive dell’egoismo dell’uomo avido di guadagno. Il Signor Shnaittinger infatti rappresenta proprio quel mondo fatto di nuove tecnologie che apparentemente sono in grado di facilitare la vita delle persone del villaggio, ma che nasconde subdolamente un piano di distruzione e inquinamento che Heidi e Peter avranno modo di vedere con i propri occhi.
Tutto sommato Heidi. Una nuova avventura è un prodotto che riesce bene nel suo intento “didattico”, nell’affrontare i temi di cui sopra nella veste del racconto di formazione. A frenare la più completa immersione però è questo suo seguire, nell’applicazione del linguaggio filmico, una immobilità (oltre che a qualche scelta di montaggio poco chiara perché affrettata) che rischia di non rendere il film pienamente meritevole. Perché nell’aria libera che si respira, circondati dalle vette incontaminate, la non-stabilità della regia blocca una esplorazione che qui viene invece solamente suggerita, e mai davvero abbracciata.
Titolo originale: Heidi – Die Legende vom Luchs
Regia: Tobias Schwarz
Voci: Lily Graffam, Tom Zahner, Leonardo Lucero, Andrea Dewell, Michael McCown, Lily Held, Mike McAlpine, Phil Lewis, Tony Clark, Leanne Maksin, Marianne Graffam, Susan Tackenberg
Distribuzione: Adler Entertainment
Durata: 75′
Origine: Germania, Spagna, Belgio 2025
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