"Heimat 3 – Cronaca di un cambiamento epocale", di Edgar Reitz

Nel "requiem europeo della piccola gente", la magnifica ossessione fassbinderiana segue una narratività ordinatrice, che razionalizza e connette le trame della realtà sociopolitica a quelle sottili dei destini individuali. Edgar Reitz completa la trilogia lasciando il suo Paese nella morsa di una dolce malinconia e sferzante disincanto.

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La ricerca della felicità e il congedo della trilogia di Heimat (Piccola Patria) che giunge dopo oltre venti anni all'ultimo atto. Prima puntata: è il 1984 e la saga ha inizio da ciò che è stato. Nel 1992, il sequel è cronologico ma non completamente nella forma e nel contenuto. Il 2004, la fine di ciò che non è ancora. La Germania del ventesimo secolo raccontata attraverso un'opera fluviale (ancor più di Alexanderplatz di Fassbinder). L'ultimo tassello è un po' più breve dei precedenti: "soltanto" sei episodi per un totale di 12 ore. Presentato l'anno scorso a Venezia, adesso è in sala il primo episodio (i prossimi episodi si susseguiranno con scadenza quindicinale). L'immaginario villaggio dell'Hunsrück, la piccola regione natia del regista, ai margini del Reno, è il termine di un viaggio "ovunque". La storia riparte dal 9 novembre 1989, la sera in cui il Muro cade e i due musicisti protagonisti, ex amanti, si rincontrano a Berlino Ovest. Contagiati dall'euforia dei connazionali ripartono per quel luogo lasciato anni prima. Attratti da una romantica casa in legno, decidono che d'ora in poi sarà il centro delle loro inquiete vite. La casa diventa il crocevia delle storie, dove giovani operai dell'ex Germania dell'est e amici si ritrovano per salutare il nuovo millennio. La piccola patria è ormai una "matria" di ritorno per riscoprire un'esistenza più serena. 

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Il suggestivo incontro tra cinema e sceneggiato televisivo è il requiem europeo della piccola gente, è la magnifica ossessione che, a differenza dell'opera di Fassbinder, segue una narratività ordinatrice, razionalizzante e connettente le trame della realtà sociopolitica a quelle sottili dei destini individuali. La macrostoria della società e la microstoria degli uomini indissolubilmente complementari nel villaggio globalizzato. Probabilmente l'arte della vita e nella vita (Reitz ha poi sposato Salome Kammer, che interpreta Clarissa) si scopre nella condivisione totalizzante di culture ed eventi che non si ferma al concetto di "nazione". Nel 1989, quando quel muro "smottava", in Francia si festeggiava la Rivoluzione Francese: ognuno tra i propri confini a stappare champagne e a "imboscare" i mattoni della memoria dispersa. Viene in mente il sacrificio del poliziotto Calipari che certamente non per patriottismo ha coperto con il proprio corpo un'altra vita. Questa è la Germania di Reitz, tra i Paesi più fragili e sensibili sul senso di Patria, avvolta in una dolce malinconia e in uno sferzante disincanto che le Unioni hanno inesorabilmente compattato.


 

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Titolo originale: Heimat 3 – Cronik einer Zeitenwende


Regia: Edgar Reitz


Interpreti: Henry Arnold, Salome Kammer, Michael Kausch, Matthias Kniesbeck


Distribuzione: Mikado


Durata: 680'


Origine: Germania, 2004

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