He’s All That, di Mark Waters

Remake di Kiss Me del 1999, è un prodotto della società 2.0 che evita qualsiasi approfondimento politico-culturale per rimanere sulla superficie dei meccanismi della celebrità telematica. Su Netflix

Tra le commedie adolescenziali degli anni ’90, Kiss Me (She’s All That, 1999) di Robert Iscove venne trainato al successo dall’omonimo singolo dei Sixpence None The Richer e da una formula ben oliata che omaggiava Ragazze a Beverly Hills (1995) di Amy Heckerling. Dopo oltre 20 anni Netflix compra i diritti (20 milioni di dollari) del film e affida la regia a Mark Waters (Mean Girls) per un remake che vorrebbe riadattare i sussulti amorosi dei teenager ai tempi dei social network e delle dirette streaming.

Dopo il tradimento pubblico su tiktok del fidanzato Jordan (Peyton Meyer), la famosa influencer Padgett Sawyer (Addison Rae) decide di scommettere di potere trasformare un giovane nerd del college, Cameron Tweller (Tanner Buchanan), in re del ballo. Riuscirà nel suo intento o interverranno i soliti piccoli spostamenti del cuore a sparigliare i piani?

La storia è quella antica di Pigmalione rivisitata sin dai tempi di My Fair Lady: della esile trama è possibile immaginare gli sviluppi, l’evoluzione dei protagonisti e la conclusione conciliatoria. Mark Waters cerca di lavorare sulla immagine provando ad arricchirla di messaggistica da smartphone, finestre laterali e contemporanee dirette streaming da tiktok. Nell’era del metoo ribalta opportunamente il ruolo dell’oggetto del desiderio che si tramuta in cigno con il makeover. Ma il risultato è una versione 2.0 truccata che invece di mostrarsi originale e up-to-date, trasforma la classica storia del sembrare e dell’essere in un giochetto da playstation che non prevede livelli successivi di difficoltà. Così è conseguenziale non appassionarsi alle vicende di Padgett e della sua vita di plastica governata dagli sponsor e dalla false apparenze, di non partecipare alla trasformazione estetica di Cameron prima fotografo misantropo e appassionato di equitazione poi abile cantante e ballerino, e mostrare infine indifferenza per il sottovuoto spinto di Jordan alla prese con problemi di patologia narcisistica.

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Con questa patina superficiale di low touch e high tech, diventa difficile individuare il target cui punta Mark Waters. I fan delle commedie americane degli anni ’90 non ne ritroveranno né lo spirito né la profondità. Il pubblico del teenager movie contemporaneo mantiene le distanze dal politicamente corretto e dalla linea piatta della evoluzione narrativa. Gli unici momenti interessanti sono quelle delle canzoni e dei balli hip hop: l’idea è che forse una versione musical di questo remake avrebbe trovato un discreto appeal e la sua ideale forma realizzativa.

Ci sono molte occasioni mancate: nel finale la festa stile anni ’20 con Cameron e Padgett che ricordano Francis Scott Fitzgerald e Zelda poteva anch’essa suscitare riflessioni sulla vacuità della mondanità sul modello de Il Grande Gatsby. Mark Waters opta invece per il sorriso costruito, per la adesione parziale alla società dello spettacolo (in fondo si accetta senza fiatare il licenziamento del padrone/vampiro) e riporta l’opera verso un’atmosfera videoludica. Si finge di criticare la società dello spettacolo ma in fondo se ne è seriamente affascinati. Il re e la reginetta del ballo sono prodotti di consumo, l’immagine colta nel suo compiersi è un prodotto da vendere e per questo c’è la ennesima inserzione pubblicitaria.

Sceneggiato da R Lee Fleming jr (già autore del seminale Kiss Me), He’s All that è un prodotto della società 2.0 che evita qualsiasi approfondimento politico-culturale per rimanere sulla superficie dei meccanismi della celebrità telematica. Il finale è in linea con il classico teen movie che gioca con l’ingenuità dello spettatore. Game Over.

 

Titolo originale: id.
Regia: Mark Waters
Interpreti: Addison Rae, Tanner Buchanan, Madison Pettis, Rachael Leigh Cook, Matthew Lillard, Peyton Meyer, Myra Molloy, Kourtney Kardashian, Isabella Crovetti, Annie Jacob
Distribuzione: Netflix
Durata: 91′
Origine: USA, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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