HOME CINEMA – L'UOMO IN PIU' di Paolo Sorrentino

Esce in VHS il bel film di Sorrentino, visto a Venezia e fugacemente apparso nelle sale cinematografiche: da recuperare!

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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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REGIA: Paolo Sorrentino
INTERPRETI: Toni Servillo, Andrea Renzi, Nello Mascia, Ninni Bruschetta, Angela Goodwin, Enrica Rosso, Peppe Lanzetta, Roberto De Francesco
DURATA: 100’
ORIGINE: Italia 2001
DISTRIBUZIONE: DNC/Keyfilms
FORMATO VIDEO: VHS, noleggio
Antonio e Antonio, un cantante pop e un calciatore di serie A. Il primo si muove addosso alla macchina da presa, come in un continuo atto virile di possesso, l’altro sempre sotto, sotto le luci e sotto le voci. Anche lo spazio in cui operano alimenta questa differenza, nel concerto il cantante sta sopra il pubblico, lo domina, nello stadio sta sotto, quasi una pedina dei desideri avidi del tifoso. Il primo cinico ed egocentrico, l’altro timido e scontroso. A entrambi gli anni ’80 permettono successo e ricchezza, come a dire: non importa come sei, non è questione di carattere. Al limite è questione di mancanza di carattere, nel mondo patinato e televisivo è la patina e la televisione che ti fanno come sei, come è necessario che tu sia, per i fan e per i tifosi, ma soprattutto dentro la voce forte del successo, necessario a legittimare la tua voce debole. Un film che aveva tutti i presupposti del “già detto”: “l’altro” pirandelliano, il gossip anni ottanta, i capricci della Fortuna, e che invece stupisce, commuove, sposta. Tutto questo resta La Situazione, mentre lo svolgersi dei fatti è continuamente trattenuto, senza moralismi e psicologismi, perché l’altro, del personaggio e dell’autore, è sempre presente, anche quando non si vede, a tenere dritti i binari, di quel percorso, che non devia, non può deviare, dalla tratta prefissata, come se il destino non fosse altro che la condizione umana stessa. Un goal e un concerto, e poi uno stupro e un incidente. E si diventa uomini in più. La solitudine “è” sentirsi in più. L’esistenza dell’uno in fondo legittima quella dell’altro perché entrambe appartengono allo stesso mostro-mangia-immagine, la classifica, top ten e scudetto. Un mondo che ti numera in base alle distanze che crei. L’uomo cade perché non sa avere rapporti, l’altro viaggia parallelo, l’incontro genera ipocrisia vanagloria sopruso tradimento, perché ogni incontro dei binari fa deragliare il treno. Fino alla fine, dopo le stazioni principali, in cui tutti salutano, fino alle stazioni secondarie dove non ci sono portabagagli, fino alle stazioni abbandonate. Fino alla fine dei binari dove bisogna camminare con le proprie gambe, anche a scapito dell’altro.

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